tratto da https://www.greenpeace.org/italy/comunicato-stampa/29966/uragano-harry-greenpeace-governo-non-puo-piu-rinviare-la-transizione-servono-misure-strutturali-di-contrasto-e-adattamento-alla-crisi-climatica/
L’uragano Harry è stato alimentato da un Mediterraneo sempre più caldo (fino a picchi massimi di oltre 2,5°C sopra la media climatologica), ricorda Greenpeace. È ormai scientificamente provato che l’aumento delle temperature marine, causato dai cambiamenti climatici, intensifica la violenza di questi fenomeni estremi. Secondo il Climate Risk Index 2025, dal 1993 al 2022 nel mondo sono andate perse più di 765 mila vite e si sono registrate perdite economiche dirette per quasi 4 200 miliardi,di dollari, dovute a oltre 9.400 eventi meteorologici estremi, con l’Italia terzo Paese al mondo fra i più colpiti. Senza una drastica riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra, l’aumento atteso del livello del mare entro il 2100 modificherà irreversibilmente la morfologia attuale del territorio italiano, con una previsione di allagamento fino a 5.500 km2 di pianura costiera, dove si concentra oltre la metà della popolazione italiana.

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