tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/01/29/frana-in-sicilia-trentanni-di-incuria-cosi-niscemi-e-venuta-giu/8272559/
dall'articolo di Saul Caia: "La frana di Niscemi è l’ennesima storia italiana di disastro annunciato. Lo Stato, la Regione Siciliana, la Provincia di Caltanissetta, il Comune, la Protezione civile e tutto il resto della Pa erano a conoscenza della situazione e della necessità di interventi per fronteggiare l’emergenza, soprattutto dopo la frana del 1997. Sono stati affidati incarichi, redatti studi, realizzati progetti e appaltati i lavori. Eppure, come spesso accade, nulla è stato portato a termine. L’ultimo atto ufficiale risale al 27 ottobre 2023: viene nominato il Responsabile unico del procedimento (Rup), l’ingegnere Calogero Crapanzano, e il funzionario di supporto il geologo Paolo Vizzi, entrambi di Agrigento, per gli “interventi di consolidamento della frana di Niscemi, sistemazione idraulica del torrente Benefizio e dell’incisione a valle dell’ex depuratore”. La Regione prevede la realizzazione di lavori per 14 milioni e 520 mila euro: “Se fosse stato già definito il progetto, visto che alla Sicilia sono stati assegnati fondi Pnrr per il dissesto, sarebbe stato inserito nell’elenco dei progetti dell’accordo di finanziamento del 2024 tra la Regione Sicilia e il governo nazionale. Ma Niscemi in questo elenco non c’è”, ci spiega Giovanni Di Martino, che nel 1997 era assessore comunale e poi per anni sindaco di Niscemi per il Pd. Oggi siede tra i banchi dell’opposizione."

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