giovedì 29 gennaio 2026

Siamo in bancarotta idrica: la crisi dell’acqua ormai è irreversibile. Urge un’altra agricoltura Roberto Cuda. Giornalista La Pianura padana sembra un unico campo sterminato di monocultura intensiva, che per sopravvivere necessita di chimica e acqua, molta acqua, impoverendo ogni anno la fertilità del suolo

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/28/crisi-idrica-rapporto-onu-bancarotta-acqua-news/8270917/

dall'articolo di Roberto Cuda: "Passato quasi inosservato, il rapporto Onu sull’acqua ha lanciato un urlo che avrebbe dovuto svegliare anche i più sonnolenti dei nostri governanti. E invece niente. Global Water Bankruptcy è il titolo perentorio dello studio realizzato principalmente da Kaveh Madani, direttore dell’Istituto per l’acqua, l’ambiente e la salute dell’Università delle Nazioni Unite, in vista della conferenza sull’acqua del prossimo dicembre. Sì, perché la crisi idrica non è più temporanea ma irreversibile, spiegano le 70 pagine fitte di dati e mappe. Siamo in bancarotta, appunto.
Fiumi, laghi, falde, ghiacciai sono in declino e soprattutto non torneranno più ai livelli precedenti, possiamo solo interrompere o rallentare il processo. Le falde possono rigenerarsi certo, ma in tempi molto lunghi. Qualche numero: dal 1990 più della metà dei grandi laghi ha perso acqua, come il 70% delle falde acquifere. Persi anche 410 milioni di ettari di zone umide e 177 milioni di paludi in 50 anni, pari all’intera superficie dell’Unione Europea, oltre al 30% dei ghiacciai. Parliamo del nostro “capitale” idrico, dal quale dipende la vita di tutti. E infatti almeno 3 miliardi di persone vivono in zone già in declino o instabilità idrica e 2,2 miliardi non hanno un accesso sicuro all’acqua potabile, complice l’inquinamento delle fonti."

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