domenica 12 novembre 2023

CASSAZIONE Stato-mafia: “Il Ros dialogò, ma non sollecitò le minacce” LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA ASSOLUTORIA - Critiche ai giudici: “Modello di ricostruzione del fatto penale condotto secondo un approccio metodologico di stampo storiografico” DI GIUSEPPE LO BIANCO

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2023/11/11/stato-mafia-il-ros-dialogo-ma-non-sollecito-le-minacce/7350131/?utm_medium=Social&utm_source=Twitter#Echobox=1699688845-2


Le motivazioni della sentenza assolutoria: non c’è la prova “oltre ogni ragionevole dubbio”

Non c’è la prova “oltre ogni ragionevole dubbio” che la minaccia mafiosa ai governi Amato e Ciampi sia stata veicolata dal generale Mori a Francesco Di Maggio (e da questi al ministro Conso) e gli ufficiali del Ros Mori e De Donno (compreso il generale Subranni) devono essere assolti con la formula “per non avere commesso il fatto”: “Risulta che gli ufficiali del Ros si sono limitati a ricevere la minaccia mafiosa senza sollecitarla”. Così come in occasione della “minaccia mafiosa rivolta al governo da Brusca e Bagarella con l’intermediazione di Vittorio Mangano, Dell’Utri si sarebbe limitato a riceverla senza sollecitarla”.

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