giovedì 29 agosto 2013

Porto, questione da definire San Felice, la ricetta del centrosinistra per il turismo: campo da golf e piano arenili

Il Pd incalza: «L’amministrazione deve prendere presto una decisione» DI FEDERICO DOMENICHELLI C on la fine dell’esta - te, occorre tornare a definire diverse questioni e progetti rimasti in sospeso. E il Partito Democratico di San Felice Circeo torna ad affrontare una delle questioni più annose: il porto. «Tra le cose da fare a settembre - precisano - va definita anche la questone del porto turistico, con una chiusura totale verso ogni progetto di ampliamento sconsiderato». Ma molte sono le altre questioni che attendono una definizione, tra cui anche il progetto d’edilizia economica e popolare di Borgo Montenero proposto dalla società «Edera 75», del quale si discuterà stamattina in consiglio comunale. «Il partito democratico, in merito al piano legato alla società ‘Edera 75’, ritiene che non si possa utilizzare lo strumento delle varianti ad hoc per ogni progetto senza una valutazione di tipo organico rispetto al territorio nel suo complesso». E questo significa ovviamente «revisione generale del piano regolatore». «Ma bisognerà puntare anche - proseguono dal Pd - al recupero dei nuclei abusivi utili alla riqualificazione del nostro paese ed è necessario stilare un nuovo Pua che consenta di valorizzare il turismo in modo piu qualificato ed utile». Tra le varie questioni rimaste in sospeso c’è anche il famoso progetto del campo scuola da golf nell’ex cava del Brecciaro. E la posizione del Partito Democratico verssto che scrivono che «anche il campo pratica da golf può aiutare ad aumentare la qualità dell’immagine del nostro territorio e dell’offerta turistica». «Questo - concludono dal partito di cui è segretario il presidente del consiglio comunale Stefano Recchia - ci sembra un bilancio più che positivo del primo anno della nuova amministrazione, nonostante le difficoltà e gli errori che sono fisiologici rispetto alla complessa situazione ereditata». ©RIPRODUZIONE RISERVATA Latina Oggi 29 agosto 2013

Migliara 47 carreggiata stradale ridotta alla metà dopo il crollo del semaforo e della banchina a causa della mancanza di vegetazione e del diserbo oltre che del nubifragio

FISSATO AL PRIMO SETTEMBRE DALLA REGIONE LAZIO UN GIORNO DI PREAPERTURA DELLA STAGIONE VENATORIA 2013-2014

Il Presidente della Regione Lazio, con DPRL n. T00244 del 28 agosto 2013, ha decretato un giorno di preapertura alla caccia. Domenica 1° settembre 2013, sul territorio regionale, ad esclusione dei territori ricompresi nelle Zone di Protezione Speciale (ZPS), sara' consentito quindi l'esercizio venatorio da appostamento, fisso o temporaneo e senza l'ausilio del cane, dalle ore 5.40 alle ore 19.35 alle specie: cornacchia grigia (Corvus corone cornix), gazza (Pica pica), ghiandaia (Garrulus glandarius), merlo (Turdus merula) e tortora (Streptopelia turtur turtur). Il provvedimento, in armonia con le Regioni limitrofe, nell'ottica di una scelta equilibrata, e' stato fatto in continuità con lo spirito che ha portato all'approvazione del Calendario venatorio e del regolamento per la stagione 2013/2014. L'esercizio venatorio e' consentito ai cacciatori con residenza anagrafica nella Regione Lazio limitatamente al territorio dell'Ambito Territoriale di Caccia (A.T.C.) dove il cacciatore e' iscritto come residenza venatoria e/o come secondo A.T.C. e ai cacciatori con residenza anagrafica fuori dalla regione Lazio limitatamente al territorio dell'A.T.C. dove il cacciatore e' iscritto come residenza venatoria. Per ciascun cacciatore il limite di carniere giornaliero e' stabilito nella misura di 20 capi complessivi delle specie autorizzate di cui non piu' di 5 capi della specie tortora (Streptopelia turtur turtur) e 5 capi della specie merlo (Turdus merula). http://www.provincia.latina.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/12088

ampliamento impianto di compostaggio SEP a Pontinia: il progetto e l'assoggettabilità alla VIA

Inceneritore di Parma, Pizzarotti scrive ai cittadini: “Ho fatto il possibile per fermarlo”

Il sindaco si rivolge direttamente alla città e spiega i motivi dell'accensione dell'impianto di Ugozzolo. Nessuna ammissione di fallimento: "E’ ora di scollarsi da un anno in cui le forze politiche e mediatiche si sono fermate su un unico punto. E' il momento di andare avanti” di Silvia Bia | Parma | 29 agosto 2013 Ho fatto tutto ciò che era possibile fare con i poteri di un sindaco. Ora guardiamo avanti”. Non la prende come una vera sconfitta Federico Pizzarotti, ma di certo l’accensione dell’inceneritore di Parma gli lascia l’amaro in bocca. A poche ore dalla partenza definitiva del forno di Ugozzolo, per la prima volta dopo mesi di polemiche e di colpi di scena sulla questione, il sindaco di Parma si rivolge ai cittadini con una lettera aperta per mettere un punto fermo sulla vicenda che dalla campagna elettorale e in tutto questo suo primo anno e mezzo alla guida del Comune è stata al centro dell’attenzione mediatica e politica a livello locale e nazionale. “Oggi a Parma viviamo un momento particolare della nostra storia – scrive Pizzarotti nella lunga lettera ai parmigiani, ribadendo la propria contrarietà e quella dei Cinque stelle al progetto – Un evento che tutte le forze politiche, meno una, hanno fortemente sostenuto, e alla fine, dopo un lungo iter durato quasi un decennio, sono riuscite ad ottenere. Stiamo parlando dell’accensione dell’inceneritore di Ugozzolo, l’ottavo in Emilia Romagna, che ha cominciato a funzionare a pochi chilometri dal centro storico”. Ora che Iren sembra averla spuntata e l’inceneritore sta per partire, il sindaco di Parma deve fare i conti con i suoi elettori e con i tentativi di bloccare l’impianto finiti nel vuoto. Di fronte ai giornalisti, Pizzarotti non ha parlato dell’accensione dell’inceneritore come di un fallimento: “Non è un fallimento perché si è fatta luce su tanti aspetti dell’iter di autorizzazione dell’inceneritore, ora i cittadini sono a conoscenza di questo e anche dell’impatto che avrà l’impianto”. Il sindaco ha invitato a guardare anche a tutte le altre iniziative portate avanti in questo primo anno e mezzo dai Cinque stelle: “E’ ora di scollarsi da un anno in cui le forze politiche e mediatiche si sono fermate su un unico punto. Ora è il momento di andare avanti”. Il primo cittadino ha ricordato le iniziative sulla raccolta differenziata, il porta a porta, un piano ambientale che prosegue nonostante l’impianto di Ugozzolo. E anche nella lettera ai cittadini ha ripetuto l’invito a guardare al di là dell’inceneritore, rivolto anche alle forze di opposizione: “Oggi il dibattito politico sull’inceneritore ha bisogno di evolversi e smetterla di stagnare su quello che è stato detto in campagna elettorale. Purtroppo partiti e movimenti civici sono rimasti col pensiero a maggio 2012, mentre oggi c’è bisogno di guardare al futuro: perché pur importante che sia la lotta, non rappresenta comunque l’unico punto del nostro programma”. Pizzarotti infine conclude la lettera con un attacco verso i veri responsabili dell’opera, con l’invito a distinguere tra chi l’inceneritore lo ha voluto e chi ha cercato di fermarlo: “Informate su chi lo ha voluto, su chi ha scelto di spendere più di 200 milioni per la sua realizzazione; su chi lo porterà ad essere mirino dei rifiuti delle altre Province emiliane; su chi ieri si sfregava le mani per la sua costruzione e oggi lo rinnega. E poi su chi lo ha contrastato e chi ha provato a fermarlo, con le armi della legge e col pensiero rivolto al nostro futuro”. http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/29/inceneritore-di-parma-pizzarotti-scrive-ai-cittadini-ho-fatto-possibile-per-fermarlo/694805/

Pontinia SEP Aumento delle quantità da avviare a recupero R3 Impianto produzione compost

29/08/2013 - Aumento delle quantità da avviare a recupero R3 Impianto produzione compost in V. Marittima II Km 7190 loc. Mazzocchio. Scarica Sintesi Elaborati progettuali. proponente: S.E.P. SOCIETA' ECOLOGICA PONTINA SRL comune: Pontinia provincia: LT

Pontinia impianto di compostaggio SEP a Mazzocchio richiesta di assogettabilità a valutazione di impatto ambientale VIA

http://halleyweb.com/c059017/mc/mc_attachment.php?x=5e0f659ded9b97661d85fe12ed95793d&mc=6740

rifiuti e malavita controllo costante della provincia - Mazzocchio pecore clonate al mattatoio, ipotesi truffa alla comunità europea

http://ww7.virtualnewspaper.it/quotidiano/books/130829latina/index.html#/3/ secondo il presidente della provincia di Latina Armando Cusani il controllo del territorio su rifiuti e malavita è costante http://ww7.virtualnewspaper.it/quotidiano/books/130829latina/index.html#/13/ pecore clonate a Mazzocchio al mattatoio dell'Eurocarni 2000 Pecore clonate, blitz del Nipaf a Pontinia. Indagato veterinario Asl di Latina Blitz degli agenti del Nipaf nel mattatoio di Mazzocchio a Pontinia. Sequestrati numerosi documenti relativi alla macellazione di una partita di ovini. Si presume una truffa ai danni dell'Unione Europea. L'inchiesta partita da Enna. Indagato un veterinario della Asl di Latina. http://www.latinapress.it/cronaca-latina-provincia/notizie-cronaca/cronaca-provincia/8239-pecore-clonate-blitz-del-nipaf-a-pontinia-indagato-veterinario-asl-di-latina

danni delle centrali a Biogas San Foca (PN). Centri rurali sconvolti dal traffico delle centrali

Biogassisti ladri di sonno, di tranquillità, di sicurezza, di salute (con la complicità di una classe politica locale che li riverisce e disprezza i sudditi che l'hanno eletta) Gli impianti a biogas sono arricchimento privato a danno della collettività e in violazione continua delle norme sul traffico e dell'inquinamento. La classe politica locale (e non) ne è responsabile e deve andare a casa. Iniziata la (magra) campagna di raccolta del trinciato di masi che per tre mesi comporterà un enorme movimentazione di biomassa sulle strade. Gli imbecilli (o corrotti) che fanno i loro calcoli a tavolino sulla "bontà" dell'energia ottenuta dalle biomasse non mettono in conto che - al di là del costo energetico e delle emissioni - questo volume di traffico che utilizza viottoli di campagna e transita per piccoli centri rurali provoca insicurezza stradale, ammaloramento delle strade e delle opere d'arte (ponti ecc.) non adatti a sostenere il nuovo volume di traffico pesante, rumore. Il disprezzo verso i cittadini delle frazioni "punite" dal biogas è totale. I sindaci che non hanno riverenze verso i padroni del biogas si sveglino. Sono loro i primi garanti della salute e della sicurezza. Introducano nuovi limiti di velocità e al transito dei mezzi pesanti, limitino gli orari di transito dei mezzi pesanti stessi. E mettano la polizia locale a fare verbali. Il biogas è un affare perché è finanziato pescando come ladri dalle tasche dei tapini utenti elettrici e perché TUTTE LE ESTERNALITA' NEGATIVE (strade distrutte, inquinamento) le fanno pagare alla collettività. Se questo non è un furto ... A causa della biogas via Casagrande a San Foca diventa un autodromo (28.08.13) Tra gli effetti negativi della centrale Biogas a San Foca e della decisione della maggioranza di realizzarla nel centro abitato di San Foca, segnalo che negli ultimi giorni via Casagrande si è trasformata in un autodromo con mezzi pesanti che violano il codice della strada, invadono quasi completamente la careggiata a doppio senso e sfrecciano a tutta velocità rappresentando un serio pericolo per i pedoni e le auto che si trovano a percorrere questa strada. Vorrei ricordare che in tale via ci sono persone che deambulano con degli ausili (carrozzina e deambulatore) e che l’attuale situazione crea notevoli problemi. A questo si unisce il frastuono dei motori che non permette il sonno tranquillo ai residente della via. E’ scontato che la viabilità, nonostante la presenza del traffico diretto giorno e notte verso la centrale, deve rimanere utilizzabile anche agli utenti più deboli rappresentati da chi vi abita. Tale segnalazione è già stata trasmessa ai vigili affinché facciano rispettare il codice della strada in questa zona del paese già tristemente penalizzata dalla presenza della centrale biogas. Non si può non sottolineare che questi sono solo gli effetti secondari di queste centrali, che oltre ad inquinare l'atmosfera, i terreni e le falde acquifere, rendono davvero pericoloso utilizzare tale tratto di strada. Autore: Stefano Santarossa, radicale eletto con la Lista San Quirino cambia http://sgonfiailbiogas.blogspot.it/2013/08/biogas-san-foca-pn-centri-rurali.html

Pontinia pecore clonate blitz al mattatoio sequestrati i documenti

ne parlano in prima pagina Latina Oggi e il quotidiano La Provincia http://latina.laprovinciaquotidiano.it/ indagine partita da Enna indagato per falso un veterinario della Asl, presunta truffa i danni della comunità europea

mercoledì 28 agosto 2013

No discarica Divino Amore. Zingaretti, la politica della miopia

Roma, 28 agosto 2013 – “Nicola Zingaretti c’è o ci fa?” E’ quanto di domanda il presidio No Discarica Divino Amore. “Il governatore del Lazio, infatti, dopo un lungo silenzio, ci lascia interdetti, dimostrando la sua assoluta miopia nei confronti di una vicenda che si sta rivelando sempre più complessa. Affidare ancora una volta al commissario Goffredo Sottile l’emergenza rifiuti, significa continuare a supportare una relazione inadeguata, incompleta e superficiale, visto che non ha tenuto conto delle caratteristiche geologiche, idrogeologiche e sismiche del territorio, ignorandone i vincoli paesaggistici preesistenti. La politica di Zingaretti – continua il Presidio – si spoglia ulteriormente delle proprie responsabilità demandando ogni scelta decisiva ad un presunto tecnico che, come i fatti raccontano, non aveva neppure valutato chi fosse a capo della società a cui avrebbe affidato la gestione diretta dei rifiuti nel Lazio. Continuiamo – conclude il Presidio – a sostenere l’indeguatezza di Sottile, la cui storia parla da sè e, le cui dimissioni sono ormai diventate un atto dovuto nei confronti delle istituzioni e dei cittadini, che chiedono da tempo verità e trasparenza. Ci domandiamo perchè Zingaretti insista con questa politica incapace di osservare i fatti nella loro oggettività. Ribadiamo con forza che si metta fine una volta per tutte al regime dell’emergenza rifiuti, che finora non ha fatto altro che alimentare la spirale perversa del business della mondezza”. Ufficio Comunicazioni Presidio No Discarica Divino Amore via Ardeatina km 15+300, Roma tel: 331.28.04.916 email: nodiscaricadivinoamore@gmail.com pagina facebook: No alla Discarica a via Ardeatina

Carmine Schiavone pentito dei Casalesi a Sky Tg24:"I rifiuti tossici uccideranno in basso Lazio"

Dice Schiavone: "Interravamo rifiuti tossici e fanghi nucleari a Latina e in Campania da ditte che venivano da Pisa, Milano, Germania, Austria e Francia" Carmine Schiavone, l'esperto di finanza del clan dei Casalesi, l'uomo che muoveva i miliardi degli affari illeciti dell'associazione camorristica si apre alle telecamere di Sky Tg24 e alla maniera sua avverte che ancora tanta gente è destinata a morire a causa dei rifiuti tossici che giacciono nel sottosuolo del basso Lazio e Campania, finanche nella loro stessa terra, Casal di Principe. Esce dal processo Spartacus dove come pentito ha svelato i movimenti economici dell'intero clan ma avverte pure che le mafie sopravviveranno e che nessuno sarà in grado di sconfiggerle (e sembra non sia una minaccia quanto una promessa). L'intervista dura 9 minuti e è agghiacciante per due motivi: per il messaggio che manda alle istituzioni, ovvero che non sono migliori della camorra e perché avverte che una bomba a orologeria di veleni e scorie nucleari è destinata a esplodere a breve nel basso Lazio a Latina dove nelle cave sono interrati fusti con rifiuti nucleari. Il che già ha scatenato le reazioni di tutti quei movimenti che da tempo lottano nella Terra dei Fuochi per essere ascoltati proprio da quelle istituzioni che Schiavone non esita a definire corresponsabili con la camorra. E ne spiega il perché: Terra dei fuochiCi sono forti interessi a livello economico a livello elettorale e noi spostavamo 70 mila 80 mila voti da un partito all'altro e questo faceva la differenza nelle elezioni. Ma si stanno a rendere conto che ci stanno 5 milioni di persone a morire? Abbiamo scelto basso lazio e Campania perché facevano parte dei Casale. Era terra nostra. Caso ha voluto che proprio il giorno prima su Avvenire don Maurizio Patriciello il prete di Caivano che si batte contro l'omertà e la strage nella Terra dei fuochi scrivesse: Vedere morire i figli è qualcosa di orrendo, insopportabile. Soprattutto se si poteva evitare. Il popolo semplice non riesce a capire il motivo di tanti ritardi e omissioni, di questo lasciar mano libera a chi viola la legge, a chi uccide. E comincia a serpeggiare il pensiero che, in realtà, non si voglia proprio intervenire. Che sia in atto una strategia per non arrivare a soluzioni. Che si voglia nascondere qualcosa o qualcuno. Che questa situazione «faccia comodo» a tanti. Non ha tutti i torti, la povera gente. Si sente presa in giro. I verbi coniugati da chi comanda sono sempre al futuro: faremo, diremo, provvederemo. Calato il sipario dell'occasione pubblica, resta solo un silenzio angosciante. E la gente muore, di cancro. E la Campania ancora non ha un registro tumori. E il nuovo ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ancora non viene a vedere con i suoi occhi che cosa sta accadendo in questa regione bella e disgraziata. E si fanno illazioni... Qui si agonizza e si lotta tra fuochi e fumi assassini, e chi ci governa e ci rappresenta ancora pronuncia parole come fumo leggero. Queste morti sono sempre più dolorose e insopportabili. Si muore per motivi vergognosi ed evitabili. Per silenzi omertosi. Per denaro e per potere. Ma chi se non lo Stato, nel quale continuiamo caparbiamente a credere e a sperare, deve prendere di petto la situazione? Come risponderanno, se risponderanno, politica e istituzioni? (Risponderanno come al solito. Uno stato non è che lo specchio dell'aggregato delle coscienze che lo compongono. Occorre lavorare ancora a lungo su noi stessi e su ciò che abbiamo accanto, perchè il nostro riflesso sia migliore. NDR) I TUMORI, NEGLI ULTIMI 5 ANNI SONO AUMENTATI DEL 300% NELLE ZONE INTERESSATE. PER APPROFONDIMENTO, CLICCA QUI. http://coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/1497-campania,-dati-choc-%E2%80%9Ccancro-e-gravi-malattie-triplicate-negli-ultimi-anni%E2%80%9D Articolo di: Marina Perrotta http://coscienzeinrete.net/ecologia/item/1513-carmine-schiavone-pentito-dei-casalesi-a-sky-tg24-i-rifiuti-tossici-uccideranno-in-basso-lazio

Migliara 47 - SS 7 Appia impianto semaforico per Pontinia ripristinato dopo il crollo arretrando il semaforo sulla Migliara 47 per chi proviene da Priverno. Causa del crollo oltre al maltempo il diserbo e la mancanza di vegetazione

CAMPANIA: SCOPERTI I RIFIUTI TOSSICI CHE RENDEVANO I BAMBINI DEFORMI

Scritto da Maria Melania Barone 29 luglio 2013 http://news.you-ng.it/2013/07/29/campania-scoperti-i-rifiuti-tossici-che-rendevano-i-bambini-deformi/ Una sostanza dalle proprietà estremamente nocive è stata rinvenuta nei terreni di Caivano lo scorso 18 Luglio. Le caratteristiche della sostanza sono state rese note in questi giorni dal Generale Sergio Costa e dagli uomini della forestale che hanno fatto accertamenti sul posto: si tratta di Cloruro di metilene. Gli imprenditori del Nord che sono venuti a interrare rifiuti tossici in Campania pagando il dazio alla Camorra adesso hanno sulla coscienza, oltre alle migliaia di morti, anche i bambini deformi. Il principale responsabile è una sostanza chiamata “cloruro di metilene”, considerata dallo Iarc e dall’Unione Europea “potenzialmente cancerogena” ma i cui effetti sulla salute umana sono stati messi in evidenza soprattutto da un ultimo studio che sottolineano il potere mutageno, cioè capace di modificare il DNA, e teratogeno, quindi in grado di intervenire sulla formazione del feto. Per questo la quantità consentita di cloruro di metilene è pari a zero. Questo composto chimico è usato nelle aziende per verniciare i macchinari. In buona sostanza è un solvente che, dopo essere stato interrato in barili ha finito per insidiarsi nelle acque del bacino imbrifero sottostante. Naturalmente su quei campi si coltivava. Probabilmente i contadini che hanno acconsentito a compiere questo scempio o quelli che son stati costretti a farlo tenendo la bocca chiusa, non avrebbero nemmeno immaginato cosa sarebbe accaduto qualche anno più avanti: bambini deformi, col cranio deforme, gli occhi disposti in posizione non simmetrica o, peggio, modificazioni al cervello. Bambini microcefali che non vivranno mai un solo minuto della propria vita con la coscienza di essere “umani”. Che non riconosceranno mai la propria madre e che non diranno mai di aver fame. Esperimenti non autorizzati della genetica di cui si preferisce tacere o, se vogliamo, bambini sofferenti, consci del proprio dolore provocato da malformazioni urogenitali simili a quelle registratesi in Somalia dopo il traffico dei rifiuti speciali che provocò la morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. In quelle terre infatti i bambini urinavano dalle gambe perchè, per una qualche stranissima malformazione, non erano provvisti del condotto necessario ad espellere i liquidi. Ed erano tutti così quei bambini, fatti proprio a stampino. Quasi come se, al momento in cui si stava formando il sesso del feto, fossero intervenuti degli agenti chimici a spezzare il processo, sempre allo stesso modo, come fosse un esperimento di laboratorio. C’è da chiedersi quindi con quale coscienza si continui ad interrare rifiuti tossici adesso che le cose si sanno. Dei campani nessuno gliene importa? In questo caso potremmo parlare di genocidio operato su base razzista. Il Generale Sergio Costa ha quindi dichiarato: È la prima volta che ritroviamo una sostanza simile: il bicloro, secondo legge, non dovrebbe proprio essere presente nell’acqua, cioè la legge non consente la presenza neanche di un nanogrammo. Qui, invece, ne abbiamo trovati 71, vale a dire una percentuale superiore del 710% rispetto a quella consentita, che è zero. Sulla vicenda è intervenuto anche l’Oncologo Antonio Marfella, Presidente dell’Isde, scrivendo che: Il cloruro di metilene, oggi scoperto ancora a Caivano dalla Forestale in data 18 luglio 2013, e’ lo stesso composto che e’ stato documentato da Istituto Superiore Sanita’ e a noi trasmesso da commissario De Biase anche nelle prime analisi su campioni vegetali della resit! (diclorometano o cloruro di metilene) con cio’ a significare che ogni giorno noi dobbiamo registrare in falda profonda i tossici (tipo cianuro) che ci hanno sversato dalle industrie del nord, tipo Acna di Cengio, ma ogni giorno, ogni giorno nelle terre dei fuochi si lavora in nero e si sversa nei campi i solventi e gli sverniciatori del settore merceologicho della produzione in nero di scarpe , borse e tessile. questi non sono veleni del nord, questi sono i veleni che le stesse mamme che poi piangono i figli avvelenati producono nelle nostre zone dove non si rispetta l’uomo e il suo lavoro.

SOS lavori pubblici PONTINIA Vi a b i l i t à , alberi pericolosi

D isagi e problemi a seguito del maltempo anche nel Comune di Pontinia. Ai semafori divelti e malfunzionanti ora si aggiunge anche il problema degli alberi pericolanti. In particolare i pini a Borgo Pasubio e in via dei Volsci. Casi che gli automobilisti hanno segnalato già più volte, considerata l'elevata pericolosità della situazione. I rami crollati lungo la sede stradale ostacolano la circolazione e mettono a rischio l’in co l um it à stessa dei conducenti. E per questo motivo più volte sono stati richiesti interventi per ripristinare le condizioni di sicurezza su queste strade. Anche perché in questi giorni a causa del maltempo il problema si è acuito. Molti rami dei pini, specie a Borgo Pasubio, appaiono pericolanti. Per cui molto probabilmente nei prossimi giorni sarà necessario l’i n t e r ve n t o delle forze dell’ordine competenti per ripristinare le condizioni di sicurezza su queste strade. F. D. Latina Oggi 28 agosto 2013