lunedì 2 settembre 2013
San Felice Circeo Un mare di cemento, il Wwf chiede i numeri
Al via l’indagine territoriale sul patrimonio edilizio DI FEDERICO DOMENICHELLI
M
a a San Felice
Circeo quanto
cemento c’è?
Questo il dubbio che è
stato sollevato dal
Wwf Litorale Pontino,
che ha inviato una lettera di sollecito al sindaco Petrucci e ai colleghi di Sabaudia e
Terracina. Di sicuro
non poco, visto che i
dati sull’abusivis mo
sono di per sé già abbastanza eloquenti. E
poi San Felice Circeo
e Sabaudia ricadono
all’interno dei confini
territoriali del parco
nazionale, per cui ci
sono i vincoli di tutela
e l’intero patrimonio
ambientale assume ancor più valore. Ecco,
per tracciare un quadro più preciso e attendibile attorno all’edili -
zia il Wwf Litorale
Pontino nel marzo del
2012 aveva inviato al
Comune di San Felice
Circeo e anche ad altri
enti locali una lettera
di richiesta di collaborazione per la partecipazione alla campagna
nazionale «Salviamo
il paesaggio, difendiamo i territori». Ma ad
oggi non è pervenuta
ancora una risposta.
Cosa prevede nel concreto questo censimento edilizio? Lo
scopo - come spiegano
- è quello di fotografare «con assoluta esattezza la realtà delle
strutture edilizie già
presenti nel territorio
di ciascun municipio
(e in particolare il numero di quelle sfitte,
vuote, non utilizzate) e
quelle residue ed edificabili previste nel vigente piano urbanistico e quelle previste da
eventuali piani adottati». Una questione che
da tempo fa discutere.
La sostanza, al di là
dei numeri, è questa:
c’è ancora bisogno di
costruire? Il cemento
versato corrisponde
davvero ad esigenze
abitative o si rischia di
imbattersi in quella
che viene definita
«speculazione» edilizia? Questi i nodi da
sciogliere mentre a
San Felice Circeo così
come negli altri comuni in cui è pervenuta la
richiesta del Wwf si
continua a costruire. E
non sempre con tutti i
permessi a posto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA Latina Oggi 2 settembre 2013
Il sindaco di Pontinia: «Noi possiamo assumere» Rassicurazioni sugli esuberi dal comune di San Felice Circeo
Latina Oggi 2 settembre 2013
U
n caso ancora aperto quello dei
trenta dipendenti in esubero nel
Comune di San Felice Circeo a
seguito della dichiarazione di dissesto
finanziario. Le deliberazioni di consiglio comunale riguardanti il personale
sono ancora al vaglio della commissione inter-ministeriale che dovrà approvare o pronunciarsi negativamente
in merito all’ipotesi del part-time. Già,
perché l’amministrazione Petrucci ha
provato a risolvere il problema degli
esuberi (circa 30 dipendenti in eccesso
rispetto a quanto stabilito dalla normativa vigente per gli enti in default
finanziario) adottando una riduzione
dell’orario di lavoro e di conseguenza
anche dello stipendio mensile. Ma non
è detto che quest’ipotesi venga accolta. Un’altra soluzione che era stata
paventata nei mesi scorsi è stata quella
della messa in disponibilità presso
altri enti locali. Diversi gli incontri tra
i sindaci della provincia, grazie anche
all’intervento del primo cittadino di
Latina Giovanni Di Giorgi. Il Comune
di Pontinia aveva ribadito d’essere
disponibile ad accogliere parte dei
dipendenti, ma un parere della Corte
dei Conti sembrava che avesse ribaltato la situazione. Il sindaco stesso
aveva specificato all’organo di controllo di non poter assumere personale
per non sforare il patto di stabilità. Ma
oggi Tombolillo precisa: «Noi i dipendenti di San Felice Circeo potremmo
assumerli eccome. Perché, da quanto
ci hanno spiegato, sarebbero pagati
dallo Stato e non dal Comune», per cui
senza il rischio di sforare il patto di
stabilità e tutta quella serie di vincoli
imposti per limitare la spesa pubblica.
F. D
Borgo Montello, la discarica killer incubo di Latina
http://tv.ilfattoquotidiano.it/2011/09/19/borgo-montello-la-discarica-incubo-di-latina/158688/
Una discarica killer, a sentire gli abitanti di Borgo Montello. “Ogni famiglia ha 2 o tre morti di tumore”, si sfoga una donna che convive con la puzza dei rifiuti. I cittadini hanno protestato ...Visualizza altro
Una discarica killer, a sentire gli abitanti di Borgo Montello. “Ogni famiglia ha 2 o tre morti di tumore”, si sfoga una donna che convive con la puzza dei rifiuti. I cittadini hanno protestato ...Visualizza altro
Casal di Principe, sit in dei cittadini fuori allo stadio
01/09/13 http://www.vocenuova.tv/news/710-casal-di-principe-sit-in-dei-cittadini-fuori-allo-stadio.html
I partecipanti alla manifestazione hanno deciso di realizzare un documento, che verrà presentato domani sera alle 18:30 nella sede di Legambiente di Casapesenna, in cui denunciare, per l'ennesima volta, lo scempio che quotidianamente si compie nelle terre di quella che una volta era Campania Felix e inviare tale documento a tutte le istituzioni, a partire dal Presidente della Repubblica, al quale sarà indirizzata anche una lettera aperta scritta dai cittadini esasperati da una situazione diventata insostenibile ormai da troppo tempo.
- Autore:
- Luigi Viglione
le bufale delle centrali a biogas e del bio metano
Ma il biometano è un bluff
in realtà al giornalista era stato spiegato che il biometano è un bluff, una specie di miraggio per continuare a spingere sul biogas illudendo un una tecnologia più sostenibile. In Germania l'associazione del biogas prevede che aolo l'1,3% degli impianti a biogas produrrà biometano per la fine del 2013. In Italia esiste solo un impianto sperimentale e qualche vago progetto. Le tecnologie non sono consolidate e nei diversi paesi si stanno adottando soluzioni diverse tra loro. Il fatto è che non esiste una tecnologia economicamente ed energeticamente sostenibile che ripulisce il biogas da tutte le contaminazioni. Nessun decreto sul biometano in rete annunciato dalla lobby è stato emanato perché il governo non sa che pesci pigliare. Dare il la a un biometano non sufficientemente purificato può causare gravi problemi di corrosione dei motori. Insomma l'alba non si vede ancora e siamo nella notte di un biogas che viene bruciato sul posto di produzione con grandi problemi di emissioni (una centrale da 1MW produce NOx come 30 mila autoveicoli Euro 5).
fonte: http://www.ilgiorno.it/cremona/cronaca/2013/08/31/941886-biogas-comitati-cavernago.shtml
L'alba dei biocarburanti ma per i comitati è sempre no
Cremona, 31 agosto 2013 – L'Agenzia europea per l'ambiente in un recente studio ha sostenuto che tra sette anni l'Italia sarà uno dei paesi più ricchi di bioenergia.Secondo solo alla Germania, entro la fatidica data del 2020(entro la quale i paesi dell'Eurozona si sono impegnati a ridurre del 20% le emissioni di gas serra e i consumi di energia e a portare al 20% la quantità di energia da fonti rinnovabili) lo Stivale si troverà in una posizione privilegiata. Una spinta decisiva arriva dal biogas, che nel nostro paese dà lavoro a dodicimila persone e produce un fatturato di 2,5 miliardi. E ha un'altra peculiarità: è l'unica energia verde che coalizza intorno a sé le antipatie di numerosi comitati civici.
MULTIMEDIA CORRELATI
I DATI - I numeri delle centrali a biogas in Lombardia
LA BATTAGLIA DI CAVERNAGO - La pervicacia della loro lotta è seconda solo a quella che animò i loro predecessori nell'opposizione al nucleare. In questo caso però, non ci sono scorie pericolose da smaltire, né centrali che possano esplodere con conseguenze disastrose per l'uomo e per l'ambiente. Perché tanto accanimento? Adriano Carolo ha una lista di motivi. È partito dal suo paese, Cavernago, nella Bassa Bergamasca, dove “abbiamo quattro centrali in sette chilometri quadrati”, con il comitato F9, e poi ha allargato la protesta a livello regionale con il movimento “No biomasse Lombardia”.
“Innanzitutto – spiega – l'autorizzazione non tiene conto della popolazione coinvolta”. “Tutti questi impianti inoltre vanno a interferire con la normale vita della natura, perché si sottraggono aree enormi alla produzione agricola di cibo umano e animale”. Infine: “La Lombardia è una delle regioni più inquinate d'Europa e ogni centrale emette fumi. L'emissione singola è sottoposta a un processo autorizzativo, ma noi vorremmo un cumulativo di tutte queste imprese”.
IL PERICOLO BOTULINO - Il professor Michele Corti insegna Zootecnia montana all'Università degli studi di Milano. È l'autore di “Sgonfia il biogas”, un blog che da anni raccoglie informazioni sullo sviluppo delle bioenergie e dà spazio alle voci dei comitati contrari. Corti ha divulgato alcuni studi tedeschi sulla possibilità che il “digestato”, ovvero il materiale lavorato nei biodigestori (gli impianti di fermentazione del biogas), sia contaminato da batteri come il botulino.
“L'arricchimento di spore e clostridi che resistono nel biodigestore crea maggiori possibilità di contaminazione del terreno”, osserva il docente. “Ci danno degli allarmisti, perché osserviamo che gli scarti dei macelli (tra i sottoprodotti adoperati dall'industria del biogas, ndr) possono fare da incubatori di cariche microbiche patogene. Ad ogni modo in Svezia è proibito usare il biodigestato nei pascoli e in Emilia Romagna il consorzio del Parmigiano ha chiesto e ottenuto di vietarne lo spargimento”.
Ancora: i comitati puntano il dito contro le emissioni delle centrali. Corti osserva che “i limiti totali sono Pm50, una categoria eccessivamente generica, perché fanno male le particelle di Pm10 o Pm2,5, ma non sappiamo quanti ce ne sono”. All'esterno del camino, secondo quanto riferisce il professore, si formano “idrogeno solforato, CO2 e poi i composti organici totali, ovvero formaldeide, idrocarburi policlinici aromatici, molecole cancerogene tra cui una piccola parte di diossina”. Un'aria che ristagna sulla pianura padana, perché “la Lombardia è la regione europea con meno vento”. Di conseguenza, le emissioni che produciamo le respiriamo noi stessi.
LA PROMESSA DEL BIOMETANO - Nonostante le critiche però, l'industria del biogas non sembra intenzionata a retrocedere di un centimetro. Al contrario, seppur ridimensionate nella taglia dal legislatore, si prevede che le centrali continueranno a proliferare, perché c'è un nuovo Eldorado da conquistare: il biometano, energia verde ottenuta dal biogas e impiegata come carburante per autoveicoli. La Germania, spiega Corti, che stava facendo passi indietro sulle biomasse, oggi si sta riconvertendo all'eco-carburante. In Italia tra il 2011 e il 2012 le immatricolazioni di veicoli a gas naturale sono aumentate del 40% e il Ministero per lo sviluppo economico ha predisposto per il triennio 2013-2015 120 milioni di incentivi per chi compera auto a basse emissioni, tra cui quelle a biometano.
(3-FINE) http://sgonfiailbiogas.blogspot.it/2013/09/biogas-avanza-ma-biometano-un-bluff.html
Schiavone rifiuti controlli anche a Fondi - Pontinia sentieri naturalistici nei Gricilli per Anitori cattedrale nel deserto
http://ww7.virtualnewspaper.it/quotidiano/books/130902latina/index.html#/3/ dopo le rivelazioni del pentito Carmine Schiavone sarà opportuno fare dei controlli per le discariche abusive di rifiuti tossici anche a Fondi http://ww7.virtualnewspaper.it/quotidiano/books/130902latina/index.html#/13/ Anitori critica i sentieri naturalistici nei Laghi dei Gricilli
Sabaudia e i rifiuti tossici citati da Schiavone, si tratta forse di via Portosello?
Le date e il periodo corrisponderebbero. E' mai stata effettuata un'analisi o una caratterizzazione del terreno?
domenica 1 settembre 2013
Rifiuti tossici interrati: intervenga il Procuratore La lettera del sindaco dopo le rivelazioni di Schiavone
I
l sindaco di Formia
Sandro Bartolomeo
ha scritto al Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti per
chiedergli un intervento
urgente affinché, con
l’ausilio della Dna, si
faccia luce sulla vicenda
e venga accertata la veridicità delle rivelazioni
rese da Schiavone.
L’ex boss del clan dei casalesi, da molti anni collaboratore di giustizia, parla
di «rifiuti chimici, termonucleari, industriali e farm a ce u t ic o - os p e da l i er i »
che negli anni sarebbero
stati interrati nel sud pontino. «Provincia di Casal di
Principe», come lui stesso
ebbe a dire agli inquirenti
nel corso della sua lunga
collaborazione.
«L’allarme sociale è gravissimo – scrive Bartolomeo -, se è vero che l’agro
pontino e zone della Campania a noi limitrofe, da
cui provengono sui nostri mercati la gran parte dei
cibi (frutta, ortaggi, mozzarelle), sono fortemente
contaminate». I Comuni
non hanno i mezzi per accertare la fondatezza di
uno scenario tanto inquietante. «Se ciò che Schiavone afferma risponde al vero
– sostiene Bartolomeo -,
siamo di fronte ad un vero
e proprio attacco alla salute, senza pari nella nostra
storia. Mi astengo dal
commentare la vicenda e
dal riferire le prevedibili
ripercussioni psico-fisiche
ed anche economiche che
la notizia sta creando sulla
popolazione locale, ma
non posso esimermi
dall’attivarmi ufficialmente in ogni sede utile, nel
tentativo di reperire solidarietà e aiuti fattivi per scongiurare del tutto il pericolo
o contenere al minimo i
danni. L’acquisizione della versione integrale
d el l ’intervista – s c r ive
Bartolomeo nella lettera al
Procuratore -, potrebbe
fornire elementi indispensabili per l’i n d iv i d u a z i o n e
dell’ubicazione dei siti ove
sarebbero stati sversati i
rifiuti nocivi. La loro tempestiva rimozione e la bonifica dei territori contaminati potrebbero eliminare
o, comunque, grandemente attenuare gli effetti letali
sprigionati sulla inconsapevole e incolpevole popolazione». Gli eventuali costi, probabilmente ingenti,
«non potranno che gravare
sui responsabili, una volta
individuati, utilizzando le
somme confiscate ai clan
e/o monetizzando beni già
di proprietà di questi e oggi
acquisiti al patrimonio dello Stato».
Chiusura sulle altrettanto
sconvolgenti rivelazioni
circa le somme che lo stesso Schiavone avrebbe
mensilmente sborsato per
corrompere politici, magistrati e forze dell’ordine.
«Mi aspetto – sostiene il
sindaco di Formia - che le
Procure competenti abbiano già disposto l’apertura
d’ufficio dei relativi fascicoli». Latina Oggi 31 agosto 2013
Pontinia, alcuni veterinari della Asl scrivono al responsabile del servizio e al Nipaf Indagine sul mattatoio, scoppia la polemica
I
l blitz del Nipaf all’interno di
un noto mattatoio di Pontinia non ha lasciato indifferenti i veterinari della Asl. Ormai è scoppiata la polemica e
alcuni dottori hanno scritto al
responsabile dell’area del servizio veterinario, la dottoressa
Annarosa Centra, e al Nipaf. La
questione non è strettamente legata all’episodio dei giorni scorsi, quando gli specialisti della
Forestale hanno acquisito della
documentazione attestante la
macellazione di ovini provenienti da un allevamento siciliano. Nel caso è coinvolto anche
un veterinario (responsabile sanitario del mattatoio), iscritto al
registro degli indagati. Ma ora è
scoppiata la polemica anche internamente al personale veterinario della Asl e l’episodio di
Pontinia sembra essere la goccia
che ha fatto traboccare il vaso.
Alcuni dottori hanno scritto una
lettera al responsabile dell’area
chiedendo alcune spiegazioni e
ponendo vari quesiti. E non solo
in merito al mattatoio di Pontinia, ma in maniera più generale
attorno a tutta l’attività svolta da
quest’area del servizio veterinario Asl di Latina. E ora non
attendono altro che una risposta
entro i termini previsti per legge.
F. D. Latina Oggi 31 agosto 2013
Acqua e tariffe, Cori contro acqualatina batte cassa Conti chiede il capitale investito
R
estituite ai cittadini e agli utenti
la quota di remunerazione del capitale
investito applicata sulle
tariffe idriche dal 21
luglio 2011, data di
pubblicazione del decreto attuativo del referendum, fino ad oggi.
La richiesta del sindaco
di Cori Tommaso Conti
alla società Acqualatina spa è categorica e
senza nessuna possibilità di mediazione. Ad
oltre due anni di distanza dall’esito del referendum del giugno
2011, che a Cori registrò il quorum più levato della provincia di Latina ed una percentuale
totale di «Si» del
96,86%, non solo non
vi è stata alcuna normativa post voto, ma non è
AL REFERENDUM
L’ENTE REGISTRÒ
IL QUORUM PIÙ ALTO
DELLA PROVINCIA
Questa sera a Giulianello in piazza Umberto I
Festival tra cultura e sentimenti
LAL’EVENTO
TARAF DA METROPULITANA
stato neppure eliminato
dalla tariffa del servizio
idrico il famoso carico
relativo alla remunerazione del capitale investito.
Una rivendicazione - fa
sapere l’amministrazione
comunale attraverso una
nota stampa -questa più
volte esternata dal sindaco
corese Tommaso Conti ,
uno dei pochi che ha sempre fatto sentire la propria
voce fuori dal coro nelle
sedi deputate, e allo stato
attuale ancor più legittima
in seguito alla sentenza
676/2013 con la quale il
Tar del Lazio – sezione di
Latina, su ricorso proposto
dal Comune di Aprilia, ha
dichiarato l’il legi tt im it à
delle tariffe idriche approvate dalla Conferenza dei
Sindaci dell’Ato 4 dopo il
risultato referendario.
«Era evidente sin da allora
– aggiunge il primo cittadino di Cori Tommaso
Conti – che il referendum
aveva inciso sulla legge
che determina la composizione delle tariffe e aveva
determinato l’inapplicabi -
lità della quota di remunerazione del capitale investito. Nonostante alcuni
interventi – tra i quali
quello del sindaco di Cori
– nella Conferenze dei
Sindaci del 2011, successiva al referendum, avessero evidenziato l’illegitti -
mità dell’applicazione di
detta voce sulla tariffa, ci
si è ostinati a mantenerla
comunque in vigore«.
«Adesso la pronuncia del
Tribunale amministrativo
regionale – prosegue il primo cittadino – anche tenendo conto del parere del
Consiglio di Stato in sede
consultiva, ha fermamente
stabilito che bisogna dare
attuazione al voto referendario ed ha dichiarato l’il -
legittimità delle tariffe. Ne
consegue che la società
che gestisce il servizio
idrico, Acqualatina, è tenuta a restituire la maggiorazione applicata. Il Comune di Cori si farà promotore, anche tramite il
voto del Consiglio comunale, nel richiedere la restituzione di quanto illegittimamente percepito –
conclude Tommaso Conti
annunciando che la questione verrà presto portata
all’attenzione della suprema assise del comune" Latina Oggi 31 agosto 2013
Rifiuti, rischio emergenza Terra: diversi camion in questi giorni sono stati dirottati a Frosinone
E’ corsa contro il tempo tra i Comuni per il conferimento presso la Rida ambiente DI MARCO DI LUCIANO
A
d un passo dall'emergenza rifiuti. Ormai tra i
Comuni della zona pontina è gara per il conferimento
dei rifiuti presso l'azienda Rid
Ambiente. Chi arriva prima
consegna il proprio carico cioè
conferisce i propri rifiuti, chi
invece arriva dopo aver saturato il quantitativo giornaliero,
610 tonnellate di spazzatura,
resta con i rifiuti nel camion. E'
quanto sta capitando al Comune di Aprilia che negli scorsi
giorni ha dovuto fare fronte al
problema dirottando i propri
automezzi presso la provincia
di Frosinone. «Nelle scorse ore
abbiamo dovuto mandare tre
camion a Frosinone – ha spiegato il sindaco di Aprilia Antonio Terra – e altri nei giorni a
seguire. La saturazione delle
capacità della Rida ci costringe
a stravolgere i nostri programmi e spedire i camion nel basso
Lazio. Invece dei venti chilometri per raggiungere la Rida
nel nostro Comune i camion ne
devono affrontare 150 fino a
Frosinone per un totale di 300
chilometri per ogni corsa. Senza contare gli straordinari che
dobbiamo pagare agli autisti e
il carburante per i camion della
nettezza urbana».
Una situazione incredibile per
un Comune come quello di Aprilia che fino a pochi mesi fa era
considerato uno di quelli con le
maggiori potenzialità sul terreno
dei rifiuti e che invece si trova
impantanato in una situazione di
vera e propria empasse. «La regione Lazio ha autorizzato l'ampliamento strutturale della Rida –
entra nel merito della questione il
sindaco di Aprilia Antonio Terra
- ora attendiamo il potenziamento
della capacità di trattamento. Durante l'estate i Comuni limitrofi
aumentano la loro produzione di
rifiuti quindi sarebbe necessaria
una deroga da parte degli amministratori regionali che venga incontro alle esigenze del territorio
ed evitare queste situazioni». Nel
frattempo che la regione risolva il
problema alle Ferriere, sede della
Rida, si svolge una vera e propria
gara di corsa fatta di automezzi
della raccolta dei rifiuti. «Stiamo
attivando il nostro personale alle
prime luci dell'alba – spiegano da
piazza Roma – in questo modo da
non vedere respinti i nostri automezzi. Purtroppo sta capitando
che anche noi di Aprilia, che non
usufruiamo di alcun privilegio
nonostante la Rida insista nel
Comune di Aprilia, di dover conferire i rifiuti in provincia di Frosinone».
Al momento il ciclo dei rifiuti
del Comune pontino non sta subendo grandi modifiche ma se la
situazione dovesse aggravarsi
questo stato di cose potrebbe trasformarsi in una vera e propria
emergenza. Uno scenario incredibile solo pochi mesi fa quando si
parlava di Aprilia quale città capofila di un sub ambito dei rifiuti.
Tra attese per una risposta da
parte della Regione Lazio e forse
aver effettuato delle scelte che
oggi si rivelano sbagliate i tir,
alcuni tir, vengono dirottati a Frosinone. Latina Oggi 31 agosto 2013
Il Comune diffida Acqualatina Ammonta a 330 mila euro la quota prevista
L’amministrazione di Sermoneta attende i rimborsi DI MINA PICONE
Venti di bufera tra il Comune di Sermoneta e Acqualatina. E’ di questi giorni la
diffida che l’ente locale ha
inviato al gestore della risorsa idrica con cui si invita
la società a provvedere al
rimborso delle rate del mutuo ventennale di oltre 330
mila euro, assunto dal Comune di Sermoneta per la
realizzazione dell’impianto
di fognatura delle acque nere in località Doganella di
Ninfa. Il saldo dovrebbe avvenire per le rate versate
dalla data di consegna
dell’opera ad oggi, così come previsto dalla convenzione per l’affidamento del
servizio idrico integrato
dell’ambito territoriale ottimale, stipulata il 2 agosto
2002 fra la Provincia di
Latina in rappresentanza
dell’Ato4 e la Società Acqualatina spa e dal Disciplinare Tecnico allegato alla
Convenzione con il Gestore
del servizio idrico integrato.
Il 24 luglio 2008 il Comune
di Sermoneta, insieme a
quello di Cisterna, ha provveduto alla consegna
dell’impianto di fognatura
acque nere in località Doganella di Ninfa alla società
Acqualatina spa: da quella
stessa data la società ha
acquistato i diritti ed ha
assunto gli obblighi e le
responsabilità derivanti dalla gestione delle opere consegnate. Da precisare ancora che per la definizione
d e l l’opera, il Comune di
Sermoneta ha assunto, dal 1
gennaio 2004, un mutuo
ventennale di 333.351,30
euro con rata semestrale di
12.962,43 euro. Nel verbale
di consegna è scritto, tra
l’altro, che il gestore è tenuto al rimborso delle rate
residue dei mutui contratti.
Nonostante i numerosi solleciti da parte degli uffici
comunali, non ultimo la lettera del 31 ottobre 2012 con
la quale il segretario comunale di Sermoneta ha invitato Acqualtina a provvedere
al rimborso delle rate di
mutuo con decorrenza dalla
data di consegna dell’opera, non è pervenuta alcuna risposta da parte del gestore.
Per questo, l’amministra -
zione comunale ha provveduto a diffidare, con atto
formale dell’avvocato Roberta Pesci, la società per
azioni al pagamento delle
spettanze. Non è esclusa
senza escludere l’ipotesi di
apertura di un contenzioso
con Acqualatina nel caso in
cui la diffida non dovesse
riscontro oggettivo. Latina Oggi 31 agosto 2013
Sabaudia intossicazione diserbanti Il problema è sottovalutato Rischi a lungo termine per l’uso agricolo di prodotti chimici
Benedetto: «Una questione da affrontare, soprattutto nel Parco» V
iene fin troppo
spesso sottovalutato il problema
dell’uso di pesticidi in
agricoltura, soprattutto
a ll ’interno dei territori
che ricadono nel Parco
nazionale del Circeo.
Quel che è accaduto la
scorsa notte a Bella Farnia e in via Diversivo
Nocchia ha acceso nuovamente i riflettori sulla
questione. «Occorre ancora fare degli accertamenti per capire se ci sia
stato o meno un uso maldestro o una sottovalutazione del prodotto chimico - ci spiega il commissario straordinario del
Parco nazionale del Circeo Gaetano Benedetto -
, ma il discorso è più
ampio. Tutti questi prodotti hanno un impatto
sull’ambiente, anche silente». In sostanza, l’uso
prolungato di pesticidi,
diserbanti e altri prodotti
del genere non sempre
causa «incidenti» eclatanti come quello della
scorsa notte, ma potrebbe
determinare conseguenze
col passare del tempo. «Il
problema è mediamente
sottovalutato - prosegue
Benedetto -, mentre invece andrebbe posta una
riflessione, soprattutto
per quel che riguarda i
territori che ricadono nel
Parco. Questi prodotti
hanno anche effetti silenti e a lungo andare potrebbe esserci una ‘resti -
tuzione’ sull’ambiente di
cui non è possibile conoscere gli effetti». L’obiet -
tivo è quindi quello di
provare a limitare l’uso
dei prodotti chimici, magari arrivando poi ad eliminarli del tutto. Ovviamente anche i residenti
della zona si sono lamentati per quel che è accaduto, chiedendo a chi di
competenza di intervenire per monitorare la situazione, magari effettuando
maggiori controlli affinché si contrasti l’u so
sconsiderato di prodotti
chimici. Certo, gli effetti
sulle persone la scorsa
notte non sono stati gravissimi, ma ciò non toglie
che il problema abbia
creato non poco spavento
e anche qualche serio disagio. Non si escludono
neppure danni all’a mbiente, ma per ora non ci
sono certezze. «È stato
allertato il Corpo Forestale dello Stato - conclude Gaetano Benedetto -
che nei prossimi giorni
effettuerà tutti i controlli
del caso per verificare
eventuali danni alla fauna
e alla flora». Latina Oggi 1 settembre 2013
Sabaudia Intossicati dal diserbante Undici persone finiscono in ospedale. Tra loro anche cinque bambini
L’episodio accaduto nella tarda serata di giovedì in via Diversivo Nocchia L’ALLARME
È STATO LANCIATO
DAI RESIDENTI
ATTORNO ALLE 22 I SINTOMI
OCCHI ARROSSATI,
SENSO DI NAUSEA,
DIFFICOLTÀ
RESPIRATORIE
E ANCHE
QUALCHE
SVENIMENTO DI FEDERICO D OMEN ICHE LLI
E MARIASOLE GALEAZZI
E
salazioni «chimiche» dai campi di
via Diversivo Nocchia, 11 persone finiscono
in ospedale. Ancora non è
ben chiaro da cosa siano
stati intossicati i residenti,
di cui cinque bambini, tras p o r t a t i d ’ u r g e n z a
all’ospedale Santa Maria
Goretti l’altra notte poco
dopo le 22. Alcune delle
persone intossicate pare
fossero ospiti di amici. Insomma: una serata da passare insieme finita non nel
migliore dei modi. Bruciore agli occhi e solo successivamente svenimenti,
conati di vomito, difficoltà
a respirare. Tutti sintomi
compatibili con un’intos -
sicazione che, stando alle
prime ipotesi, sarebbe stata provocata da diserbanti
oppure da prodotti utilizzati per «disinfettare» il
terreno. Le ambulanze sono arrivate praticamente
da tutta la provincia, ossia da Sabaudia, Sezze, Pontinia e Latina; sul posto anche i carabinieri della stazione di Sabaudia per i
primi accertamenti. Una
volta arrivati in ospedale,
dopo le prime cure, i pazienti sono stati dimessi,
fatta eccezione che per i
bambini. Per loro ci è voluta qualche ora in più.
Sembra che nel tardo pomeriggio di giovedì fosse
stato avvertito nella zona
«un odore di medicinale»,
come ci hanno raccontato
ieri mattina alcuni residenti, ma evidentemente
nessuno gli ha dato molto
peso in campagna, dove
spesso vengono sparsi
trattamenti alle colture.
Sembra che le persone finite in ospedale risiedessero non lontano da via
Litoranea, anche se ancora
non sarebbe stato individuato il punto in cui sono
stati utilizzati i diserbanti.
Sul caso è stata comunque
aperta un’indagine da parte dei carabinieri e nei
prossimi giorni non si
escludono interventi anche da parte degli ispettori
sanitari della Asl. Una vicenda che poteva finire in
altro modo e che pone
nuovamente l’accento sulle sostanze chimiche che
vengono utilizzate nelle
campagne e soprattutto
sulla loro somministrazione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA Latina Oggi 1 settembre 2013
Veleni, camorra e P2 Chianese il massone Nuove rivelazioni di Carmine Schiavone
Il pentito torna a parlare sul business delle discariche SODALI
IL FACCENDIERE
INSIEME A GELLI
FACEVANO
DA INTERMEDIARI
PER IL TRAFFICO
DEI RIFIUTI
DAL NORD l'avvocato CIPRIANO CHIANESE
FACEVA DA
MEDIATORE DEI
TRAFFICI DEI VELENI CONFESSIONI CHOC
NELL’INTERVISTA
DEI GIORNI SCORSI
L’EX BOSS AVEVA
PARLATO DEI FUSTI
TOSSICI INTERRATI
ANCHE IN PROVINCIA
DI LATINA DI PIERFEDERICO PERNARELLA
I
l suo zampino spunta nelle faccende più oscure degli ultimi
quarant’anni della storia d’Ita -
lia. Non poteva dunque mancare in
quella nerissima dei veleni delle
industrie del nord smaltiti nelle
viscere della Campania e chissà
dove altro ancora. Ecco allora che
anche nel traffico dei rifiuti tossici
esce fuori il nome di Licio Gelli, il
faccendiere, il giornalista, il finanziere ma soprattutto il maestro venerabile della loggia massonica
P2.
Di Gelli ne parla l’ex boss dei
Casalesi, Carmine Schiavone, in
una nuova intervista rilasciata, a
pochi giorni da quella trasmessa da Sky Tg, ad Andrea Palladino
per il «Fatto Quotidiano».
«C’era un accordo con Licio
Gelli per il traffico di questa roba
tossica». Ovvero rifiuti ospedalieri, farmaceutici, chimici.
«Roba» interrata senza alcuna
precauzione sotto le superstrade
o a pochi passi di un campo di
calcio. Tra i principali mediatori
con le industrie del nord-est
c’era Cipriano Chianese, l’avvo -
cato Cipriano Chianese, titolare di una lussuosa villa a Sperlonga, ma anche il complesso alberghiero Marina di Castellone a
Formia. Immobili sequestrati a
seguito dell’operazione
«Green» condotta dalla Dia sul
traffico dei rifiuti gestito dalla
camorra. Insomma una vecchia
conoscenza della provincia pontina, che con Licio Gelli, parola
di Schiavone, era «culo e camicia». Cose così, cose che non
fanno che intorpidire ancora di
più le trame di un affare che,
ancora parola di Schiavone, «vale più di quello delle droghe».
Miliardi entrati nelle tasche della camorra, di spregiudicati professionisti e faccendieri, ma anche di politici. Nell’intervista,
Schiavone aggiunge pure di aver
indicato in modo preciso tutti i
punti in cui sono stati interrati i
rifiuti tossici: «Le bonifiche però
non vengono fatte perché allo
Stato costerebbero troppo».
Dunque si fa finta di non sapere.
Fatto che richiama tanto alla storia dei fusti tossici interrati a
Borgo Montello. Storia di cui
Carmine Schiavone ha già raccontato in passato in qualità di
pentito tornando a parlarne nei
giorni scorsi nell’intervista rilasciata a Sky Tg. «Moriranno in
tanti», è stata la lugubre profezia
lanciata dell’ex boss a proposito
dei veleni arrivati anche in terra
pontina. Ad Aprilia, Pontinia,
ma anche nel vecchio invaso denominato S-0 della discarica di
Borgo Montello. I lavori di scavo sono stati ultimati nel 2012
senza dare alcun risultato. Secondo alcuni si è cercato nel
punto sbagliato e con mezzi inad eg u a t i .
©RIPRODUZIONE RISERVATA Latina Oggi 1 settembre 2013
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