sabato 31 agosto 2013

acqualatina deve restituire i soldi - Bartolomeo e Schiavone, rifiuti e chiarezza - energia rinnovabile al Circeo

acqualatina restituisca i soldi http://ww7.virtualnewspaper.it/quotidiano/books/130831latina/index.html#/9/ dopo le rivelazioni di Carmine Schiavone (ma bastava leggere i verbali vent'anni fa) la richiesta di chiarezza di Sandro Bartolomeo e del pd (dormi tranquillo e asciutto) http://ww7.virtualnewspaper.it/quotidiano/books/130831latina/index.html#/17/ energia pulita e rinnovabile il sindaco di San Felice Circeo si impegna - Sabaudia rogo allo stabilimento le streghe http://ww7.virtualnewspaper.it/quotidiano/books/130831latina/index.html#/13/

Centrale a biomasse di Bazzano, l'assessore Liris si schiera per il no

“Non è possibile prendere decisioni così importanti contro il territorio e la popolazione che lo abita, non è possibile trincerarsi dietro i pareri di Conferenze dei Servizi per evitare il confronto e i chiarimenti auspicati.” L'ha detto il Comitato No biomasse? Non farebbe notizia. L'ha detto l'assessore provinciale de l'Aquila alla ricostruzione nonchè capogruppo Pdl in consiglio comunale Guido Quintino Liris. Pronto a votare contro. fonte: http://www.abruzzo24ore.tv/news/Cenitrale-a-biomasse-di-Bazzano-l-assessore-Liris-si-schiera-per-il-no/124954.htm Centrale a biomasse di Bazzano, l'assessore Liris si schiera per il no (30.08.2013) Sono fermamente contrario alla realizzazione della centrale a biomasse nella località Caselle (Nucleo Industriale di Bazzano)!” E' la presa di posizione dell'Assessore Provinciale alla Ricostruzione e Capogruppo PDL in Consiglio Comunale Guido Quintino Liris “Non concordo tempi e modalità con le quali si sta procedendo contro il territorio e la popolazione che lo abita” continua Liris “Da settimane gli abitanti di Monticchio, Bazzano, Paganica, Onna e frazioni limitrofe portano avanti iniziative civili ed equilibrate nel tentativo di farsi ascoltare, ma l'atteggiamento di mancanza di dialogo e di ascolto nei confronti dei dubbi e delle perplessità legittime della popolazione sono l'unica risposta ovvero l'unica non-risposta che si sta ottenendo” “Non è possibile prendere decisioni così importanti contro il territorio, non è possibile trincerarsi dietro i pareri di Conferenze dei Servizi per evitare il confronto e i chiarimenti auspicati.” “Se così dovesse continuare ad essere la situazione, senza esitazione voterò in maniera contraria in Consiglio Comunale, chiederò anche ai miei colleghi in Consiglio di sposare questa linea”. “Troppe sono le condizioni che non convincono sulla fattibilità dell'intervento ed in particolar modo sulla sostenibilità dello stesso: il quantitativo di materia prima necessaria, i rapporti e la sovrapponibilità dei bacini di attingimento tra l'intervento pianificato a Bazzano e gli altri interventi previsti in Provincia dell'Aquila, il fatto che Enti ed Autorità interessati direttamente o indirettamente in questo tipo di intervento non siano stati chiamati in causa....” “Auspico” conclude Liris “che il Comune dell'Aquila provveda a riaprire un tavolo di confronto che vedano presenti gli Enti Parco, le Amministrazioni Beni Separati, l'Ispettorato Forestale, i Comitati e le Pro-loco del territorio interessato, nel cui tavolo vengano dissolti dubbi e perplessità, e in cui venga presentato, numeri alla mano, la fattibilità e la sostenibilità dell'intervento in questione”.”Infine” chiosa Liris “dichiaro il mio appoggio alle iniziative poste in essere in questi giorni dal Coordinamento “NoCentraleBiomasse” http://sgonfiailbiogas.blogspot.it/2013/08/aquila-con-il-no-biomasse-ass.html

centrali Biogas più che scandaloso a Besenzone (PC)

(30.13.2013) BESENZONE. La centrale in località Zapparola è stata realizzata dalla Emiliana Agroenergia Soc. Agricola Consortile a r.l. di Piacenza. Non sono poche (dieci per la precisione) le Società Consortili "gemelle" costituite negli scorsi anni, partecipate dalle Cooperative socie di Bietifin e finanziate in parte dal Consorzio Nazionale Bieticoltori sorte con lo scopo dichiarato di costruire un biodigestore da 1MW in Emilia o in Lombardia. Un business di decine e decine di milioni di investimenti. http://sgonfiailbiogas.blogspot.it/2013/08/biogas-piu-che-scandaloso-besenzone-pc.html Un business che non sopporta bastoni tra le ruote e che può contare sugli intrecci consolidati tra Consorzi e politica. La storia che iniziamo a raccontare per sommi capi riguarda la centrale a biogas di Besenzone, comune della pianura piacentina. Così, anche se non ve ne sono i presupposti l'impianto da 998 kW viene autorizzato dalla provincia a gennaio del 2013. Il comune esprime "perplessità e dissenso" rispetto a un piano del traffico che non viene presentato e alla situazione della viabilità del tutto inadeguata a sopportare il traffico indotto dall'alimentazione del digestore con polpe di bietola, foglie e colletti (tutte colture dedicate). In realtà al momento dell'autorizzazione l'Emiliana Agroenergie non aveva neppure la disponibilità dei terreni. In forza di questi e altri elementi di criticità i confinanti e Italia Nostra richiedono a gran voce la revoca dell'autorizzazione in autotutela. Ad aprile la provincia conferma l'autorizzazione. I lavori della centrale proseguono ma la maggior parte dei vicini (che pur subiscono forti disagi in conseguenza del traffico e che - come da allegati al progetto - sono interessati al cono di ricaduta delle emissioni) sono indotti alla passività. Solo un confinante con abitazione a 100 m dalla centrale (anche se nel progetto si dice 200 e più m) non si rassegna e ricorre al TAR, La sentenza del TAR arriva ai primi di agosto ed è una sentenza scandalosa perché viene dato torto su tutta la linea al ricorrente (condannato a pagare anche le spese legali della Agroenergie). Una sentenza politica mirante ad ammonire comitati, comuni e singoli cittadini danneggiati a non tentare in alcun modo la carta dei ricorsi. "Queste centrali hanno da farsi" proclamano i Don Rodrigo e i loro bravacci. Quando il TAR ha dato torto al vicino la centrale era ancora in costruzione (per esempio mancava ancora la torcia) e non erano ancora state completate altre opere. Per esempio mancano ancora vasche del digestato che pure sono previste dal progetto. Come era possibile una chiusura lavori e inizio attività senza la realizzazione di quanto previsto nel progetto e necessario per la sicurezza e la riduzione degli impatti? Come dare torto a chi contestava queste circostanze? La vicenda della centrale di Besenzone presenta altri aspetti sconcertanti che affronteremo in prossime puntate. Una, che ha molta rilevanza per le emissioni maleodoranti riguarda lo stoccaggio o meno di fogli e colletti, materiali che dovrebbero essere conferiti in funzione del fabbisogno senza dare adito a processi di fermentazione anaerobica in situ. Ma così non è. Di seguito alcune immagine che mettono bene in evidenza l'inadeguatezza delle strade e delle "piazzole" di scambio realizzate in fretta e furia dalla provincia per mitigare parzialmente i disagi del traffico. Il diritto dei normali utenti e frontisti ad un utilizzo normale delle strade è palesemente leso. E' leso il diritto alla sicurezza e c'è un utilizzo e un logoramento anomalo da parte di un privato per puri fini di speculazione di un bene pubblico. Non è più la proprietà privata ad essere limitata nel suo utilizzo dal bene collettivo ma sono i beni pubblici ad essere limitati, di fatto monopolizzati ed espropriati per le finalità dell'arricchimento senza scrupoli dei privati. E' proprio vero che la Costituzione, le leggi e i diritti fondamentali sono pezzi di carta. Arrivano leggi sciagurate, su misura per la speculazione, che contraddicono tutti i principi di legalità e senza colpo ferire politicanti e burocrati le osservano scrupolosamente, ottusamente, senza far valere gerarchie del diritto, principi basilari di equità e giustizia il e buon senso.

Sabaudia, malesseri collettivi a Bella Farnia per una nube tossica da diserbanti

LATINA - Emergenza questa sera a Bella Farnia per un'intossicazione collettiva che ha coinvolto diverse persone che hanno dovuto fare ricorso alle cure dei medici dell'ospedale Goretti. L'allarme è scattato intorno alle 22 quando alcune persone che abitano a Bella Farnia, una frazione di Sabaudia, hanno iniziato ad avvertire strani sintomi : nausea, gonfiore agli occhi, vomito, disgusto. In alcuni casi si è trattato soltanto di sintomi superficiali che hanno provocato fastidio ma lungo via Diversivo Nocchia il fenomeno ha assunto carattere più drammatico con svenimenti e malesseri più gravi. Sul posto sono state inviate diverse ambulanze e una quindicina di persone sono state trasportate al Goretti di Latina. Su posto carabinieri e vigili del fuoco. Si pensa che l'origine del fenomeno sia dovuto all'uso improprio di diserbanti o materiali chimici per l'agricoltura da parte di qualche agricoltore senza scrupoli che abbia prodotto una nube tossica. Le indagini sono in corso. Le persone soccorse non sarebbero gravi.
Sabato 31 Agosto 2013 - 00:26
Ultimo aggiornamento: 00:28

venerdì 30 agosto 2013

Rifiuti tossici interrati. Il sindaco di Formia scrive al Procuratore Nazionale Antimafia.

"Se ciò che Schiavone afferma risponde al vero - scrive Bartolomeo -, siamo di fronte ad un vero e proprio attacco alla salute, senza pari nella nostra storia".
Rifiuti tossici interrati. Il sindaco di Formia scrive al Procuratore Nazionale Antimafia.
Il sindaco di Formia, Sandro Bartolomeo, scrive al Procuratore Nazionale Antimafia, Franco Roberti, dopo le scioccanti dichiarazioni del pentito di mafia Carmine Schiavone durante l'intervista concessa a Sky Tg 24. Il primo cittadino del sud pontino chiede a Roberti un intervento urgente affinché, con l'ausilio della Dna, si faccia luce sulla vicenda e venga accertata la veridicità delle rivelazioni rese da Schiavone. L'ex boss dei Casalesi ha chiaramente parlato di "rifiuti chimici, termonucleari ed industriali, che negli anni sarebbero stati interrati presso la discarica di Borgo Montello, ma anche nel sud pontino. "Se ciò che Schiavone afferma risponde al vero - scrive Bartolomeo -, siamo di fronte ad un vero e proprio attacco alla salute, senza pari nella nostra storia".
"Mi aspetto - conclude il sindaco di Formia - che le Procure competenti abbiano già disposto l'apertura d'ufficio dei relativi fascicoli".
 http://www.studio93.it/news/read_news.php?news=63788&category=5

appello da Falcognana: niente discarica c'è il Pellegrino per il Santuario perfino la Binetti interviene


discariche bocciate - una circolare del ministro impone il rispetto delle regole europee, metà delle strutture così diventano fuorilegge


Latina convocato il consiglio provinciale in aula per i rifiuti


tavolo della trasparenza per la centrale nucleare di Borgo Sabotino - la regione accoglie la proposta di Enrico Forte

uno strumento di controllo sul decommisioning (Latina Oggi 30 agosto 2013)













http://www.parvapolis.it/a-62662/istituito-il-tavolo-della-trasparenza-sulla-centrale-nucleare-di-borgo-sabotino/ Politica

Istituito il tavolo della trasparenza sulla centrale nucleare di Borgo Sabotino

Su richiesta del consigliere regionale del Pd Enrico Forte

29/08/2013

Redazione ParvapoliS

La Giunta regionale del Lazio con una delibera del 7 agosto scorso ha istituito il Tavolo della trasparenza per le attività di dismissione della centrale nucleare di Borgo Sabotino dando seguito alla richiesta che il consigliere pontino Enrico Forte aveva presentato con una mozione discussa anche in Consiglio regionale.
Forte
 – ha ritenuto indispensabile garantire il maggior livello possibile di conoscenza, partecipazione e comunicazione nei confronti di tutti i soggetti interessati alle attività di dismissione dell’impianto di Borgo Sabotino nonché verificare i lavori di messa in sicurezza del sito. Si tratta di un provvedimento importante che consente di monitorare in maniera costante quanto accade nell’impianto adottato sulla scorta dell’iniziativa della Regione Campania che già nel 2011 aveva istituito un Tavolo della trasparenza per le attività di dismissione della centrale del Garigliano, tavolo al quale partecipano peraltro come componenti permanenti sia la stessa Regione Lazio che alcuni Comuni della provincia pontina che ricadono nel raggio del sito nucleare>.
 Al Tavolo, che sarà presieduto dal presidente della Regione Lazio, parteciperanno l’assessore regionale all’ambiente, i rappresentanti dei Ministeri dell’ambiente, dello sviluppo economico e della salute, la società Sogin, la Prefettura di Latina, l’amministrazione provinciale,  i Comuni il cui territorio ricade nel raggio di 30 chilometri dall’impianto nucleare, il Parco Nazionale del Circeo, l’Arpa Lazio, l’Ispra, le associazioni ambientaliste interessate. La delibera prevede inoltre che alle riunioni possano essere invitati di volta in volta i soggetti politico-sociali che presentino una formale richiesta dimostrando un interesse specifico nella materia.
Il prossimo passaggio sarà l’approvazione del disciplinare per il funzionamento del Tavolo.
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centrali nucleare al via il tavolo regionale - rifiuti ampliamento Sep e nuovo compostaggio - pecore clonate

arriva il tanto strombazzato tavolo regionale per la tarsparenza sullo smantellamento delle centrali nucleari, speriamo non sia come per i rifiuti dove si tende a non far sapere nulla
http://ww7.virtualnewspaper.it/quotidiano/books/130830latina/index.html#/3/
a Pontinia arriva l'ampliamento dell'impianto di compostaggio contestato della Sep (vedere progetto http://pontiniaecologia.blogspot.it/2013/08/ampliamento-impianto-di-compostaggio.html) - intanto continuano le indagini per le pecore clonate al mattatoio di Mazzocchio http://ww7.virtualnewspaper.it/quotidiano/books/130830latina/index.html#/13/
impianto di compostaggio di via Moscarello e discariche il comune avvia le verifiche su Il messaggero

giovedì 29 agosto 2013

Ilva, scoperti in Inghilterra altri 700 milioni di euro riconducibili ai Riva

Secondo i magistrati i Riva avrebbero sottratto i soldi all’Ilva spa e alla holding di famiglia e si apprestavano, secondo quanto emerso dalle indagini, a nuovi spostamenti per sfuggire ai provvedimenti della magistratura di Taranto. La notizia riportata da IlSole24Ore

di  | 29 agosto 2013 Sale a quasi due miliardi di euro il tesoro della famiglia Riva ritrovato dalla Guardia di finanza di Milano nell’isola di Jersey, in Inghilterra. Dopo il sequestro da 1,2 miliardi di euro del 22 maggio scorso, infatti, secondo Il Sole 24 ore gli investigatori sarebbero riusciti a scovare altri 700 milioni di euro nel paradiso fiscale nel Canale della Manica. Il tesoro sarebbe stato scoperto in una nuova rete di società (trust) che farebbero capo ad Emilio Riva, al fratello Adriano, entrambi indagati dalla procura di Milano, e ai loro otto figli. Denaro che secondo i magistrati i Riva avrebbero sottratto all’Ilva spa e alla holding di famiglia Riva Fire e sui quali i Riva si apprestavano, secondo quanto emerso dalle indagini, a nuovi spostamenti per sfuggire ai provvedimenti della magistratura diTaranto. Il gip Fabrizio D’Arcangelo, infatti, nella sua ordinanza di sequestro preventivo scrisse che l’obiettivo era “modificare la giurisdizione dei trust per effetto delle iniziative dell’autorità giudiziaria di Taranto” che infatti giunse una settimana dopo il sequestro milanese. Fu il gip Patrizia Todisco, su richiesta del pool guidato dal procuratore Franco Sebastio, il 24 maggio a disporre un sequestro per equivalente da oltre 8 miliardi di euro, ma gli accertamenti delle fiamme gialle ioniche, però, hanno rivelato che nelle casse delle società Riva Fire e Riva Forni Elettrici vi erano poco più di 250mila euro.
Ma i nuovi accertamenti dei finanzieri lombardi, coordinati dai pm Mauro Clerici e Stefano Civardi, hanno anche ricostruito l’esistenza della Master Trust, una nuova società che si aggiungerebbe alla complessa struttura con la quale i proprietari dell’Ilva hanno occultato il denaro necessario per rendere ecocompatibile la fabbrica di Taranto, dalla quale, secondo i periti, si diffondono “malattie e morte”. Le indagini degli inquirenti milanesi, intanto, proseguono: in questi giorni, infatti, dovrebbe tenersi un incontro tra i magistrati italiani e quelli inglesi per approfondire gli elementi raccolti fino a questo momento. L’incontro dovrebbe svolgersi a Londra, la stessa città nella quale si trova Fabio Riva, uno dei figli di dell’87enne Emilio, che attende la decisione della magistratura inglese sulla richiesta di estradizione formulata dall’autorità giudiziaria tarantina che lo ha indagato per associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale. Un’indagine che oramai punta alla chiusura. Sul tavolo degli inquirenti ionici pendono ancora le posizioni del “governo ombra” scoperto in fabbrica e quelle dei tanti – politici, funzionari e non – che sono comparsi nell’indagine denominata “ambiente svenduto”. http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/29/ilva-scoperti-in-inghilterra-altri-700-milioni-di-euro-riconducibili-ai-riva/695839/

Scendono di nuovo in strada gli attivisti del comitato "No discarica Divino Amore".

A seguito di movimenti insoliti di camion avvenuto in questi ultimi due giorni nei terreni di Falcognana, il Presidio ha deciso di bloccare nuovamente l'Ardeatina.
Scendono di nuovo in strada gli attivisti del comitato "No discarica Divino Amore".Scendono di nuovo in strada gli attivisti del comitato "No discarica Divino Amore". A seguito di movimenti insoliti di camion avvenuto in questi ultimi due giorni nei terreni di Falcognana, il Presidio ha deciso di bloccare nuovamente l'Ardeatina.
"Intendiamo vederci chiaro su quanto sta accadendo all'interno del sito della Ecofer" hanno detto i manifestanti - una cinquantina - che, questa mattina dalle 6.00 alle 9.00, hanno bloccato la strada all'altezza del chilometro 15,00 creando forti disagi alla circolazione. Già nel corso della notte alcuni cittadini si erano radunati davanti al sito.  http://www.studio93.it/news/read_news.php?news=63743&category=6

Rifiuti tossici. A Giugliano (Na) aspettano la bonifica, ma arriva l’inceneritore

Una giornata di fine agosto al centro della terra dei fuochi tra GiuglianoVilla Literno e Villaricca (tra le province di Napoli e Caserta), dove ogni giorno rifiuti di ogni genere vengono incendiati elevando il livello di tossicità e, quindi, degli indici tumorali nell’area. Nonostante un commissario governativo antiroghi, il prefetto Donato Cafagna, nel nostro viaggio incrociamo quattro incendi dolosi in poche ore: bruciano solventi, panni come esche, pneumatici, rifiuti pericolosi di ogni genere mentre amianto frantumato copre le strade. Eppure, proprio in quest’area un altro commissario ha indetto una gara per la costruzione di un inceneritore che dovrà bruciare 6 milioni di tonnellate di ecoballe. Sorgerà a Giugliano, in un territorio che dopo aver ingoiato gli scarichi tossici dell’imprenditoria criminale, ha ospitato negli anni oltre 40 discariche tra legali e non, oltre che un impianto Stir per il trattamento dei rifiuti solidi urbani. I comitati e il WWF denunciano l’illogicità di una scelta, visto che una legge dello Stato la 87 del 2007 vietava la realizzazione di impianti di smaltimento finale in questo territorio proprio a causa dell’alto livello di inquinamento. “Aspettiamo bonifiche e ci danno un inceneritore“, racconta Stefano Franciosi, responsabile locale del WWF. Ma il commissario straordinario per la realizzazione dell’impianto di termovalorizzazione, il professor Alberto Carotenuto, replica: “La legge che prevede la localizzazione dei termovalorizzatori è successiva al 2007 e comunque non è mia competenza interpretare. Ad ogni modo – conclude – io non sono molto ottimista sul fatto che vengano investitori privati a fare un investimento di questo genere. Questa è un’opera pubblica che dovrebbe essere a carico dello Stato”. L’energia prodotta dalla combustione dei rifiuti sarà incentivata con i Cip6, meccanismo tutto italiano visto che gli incentivi dovrebbero premiare solo energia prodotta da fonti rinnovabili  di Andrea Postiglione e Nello Trocchia



29 agosto 2013

impianto compostaggio via Moscarello Discarica, fronte comune Del Prete: bisogna valutare il procedimento autorizzativo

Il consigliere di opposizione chiede al sindaco di unire le forze con Latina DI DANIELE RONCI I l consigliere comunale di opposizione Gianluca Del Prete torna a parlare del problema che sta coinvolgendo la comunità di Borgo Bainsizza relativo alla discarica di rifiuti a ridosso con il comune di Cisterna. «La riunione fatta a Borgo Bainsizza è l’ultima di una lunga serie sul problema della discarica di compostaggio che si vuole realizzare su un terreno che è a ridosso dei confini con il nostro Comune. Le preoccupazioni dei cittadini sono lecite, per questo è stato sollecitato l’intervento di alcuni amministratori che si sono dimostrati tutti molto disponibili. È nostro dovere, politi co e amministrativo, fare attenzione alle istanze dei nostri cittadini e stargli vicini il più possibile, in quelle che sono le loro esigenze. Faremo del nostro meglio per mettere in piedi tutte quelle azioni che serviranno e cercheranno di non far gravare ulteriormente questi tipi di interventi sul territorio che è già deturpato e disagiato da discariche e pollifici. Durante l’incontro tenutosi all’interno del centro anziani di Borgo Bainsizza, nella qualità di consigliere comunale di opposizione, ho richiesto pubblicamente al sindaco Merolla di non dare un colore politico a questo problema, ma bisogna unire le forze per fare chiarezza innanzitutto sulle varie autorizzazioni che sono state rilasciate. È fondamentale, inoltre, fare sinergia con il comune di Latina e spronarlo, per mettere in piedi delle azioni che possano evitare il continuo danneggiamento del territorio». Il consigliere Del Prete poi focalizza la sua attenzione sul problema che coinvolge un’altra zona del territorio comunale che interessa i residenti di via Enrico Toti. «Il 19 agosto scorso, ho protocollato e inviato due raccomandate, una alla società Acqualatina e l’altra al comune di Cisterna di Latina, una richiesta firmata da 130 famiglie per intervenire nella sistemazione dell’impianto fognante delle acque reflue, non funzionanti fin da quando sono state realizzate, per la mancanza di pendenze e tutte le abitazioni spesso sono allagate. La richiesta riguarda anche la sistemazione del manto stradale in quanto pericolosa per il transito veicolare, soprattutto nelle ore notturne a causa anche dell’illuminazio - ne pubblica che è parzialmente mancante e per la quale si chiede l’istallazione nel più breve tempo possibile. Negli scorsi consigli comunali, sono stati fatti interventi per altre strade e siccome il sindaco chiedeva di essere informato per altre situazioni simili, ora mi auspico che si diano le giuste risposte e che l’am - ministrazione si adoperi per risolvere questo annoso problema, senza scaricare responsabilità ad altri enti». ©RIPRODUZIONE RISERVATA Latina Oggi 29 agosto 2013

Sequestro al mattatoio Sotto la lente la documentazione sanitaria di una ditta di Mazzocchio

Le carte acquisite ieri mattina dal Nipaf. L’indagine partita dalla Procura di Enna DI MARIA SOLE GALEAZZI E ’ scattato ieri mattina all’alba il blitz degli agenti del Nipaf all’interno di un noto mattatoio situato nella zona di Mazzocchio, comune di Pontinia. Gli specialisti della Forestale hanno eseguito un decreto di perquisizione e sequestro emesso dal pubblico ministero Paola D’Ambro - sio rispetto ad una vicenda che parte da lontano e precisamente dal comune di Piazza Armerina nella provincia di Enna. A finire sotto la lente d’ingran - dimento certa documentazione attestante la macellazione di ovini provenienti per l’appunto da un allevamento siciliano, oltre 400 capi che LE VERIFICHE SONO PARTITE DA OLTRE 400 OVINI ALLEVATI IN SICILIA GLI ANIMALI RISULTANO MACELLATI MA SONO ANCORA VIVI SAN FELICE Via Sabaudia, servono lavori G li ultimi incidenti che si sono verificati nei giorni scorsi hanno acceso nuovamente i riflettori su via Sabaudia. Il tratto di strada che congiunge San Felice Circeo alla cittadina delle dune. Numerosi i residenti (e non solo) che hanno evidenziato come la situazione non sia delle migliori soprattutto dal punto di vista della circolazione stradale e del decoro urbano. L’intera strada è al buio e di notte la visibilità è minima, nonostante fin troppo spesso si siano verificati degli incidenti proprio su questa via, alcuni anche mortali. E poi c’è un altro problema di cui tener conto: la presenza di animali che invadono la carreggiata. L’ultimo caso soltanto una manciata di giorni fa, quando un centauro si è schiantato contro un cinghiale ma fortunatamente senza subire traumi gravissimi. Per questo motivo sono stati richiesti interventi urgenti e presto probabilmente, come preannunciato da alcuni cittadini, verrà inviata una sollecitazione anche al consigliere comunale con delega alla viabilità Roberto Coppola. Al di là delle competenze dei vari enti locali, quel che importa è che gli interventi vengano effettuati. E non solo in termini di viabilità. Un altro problema da risolvere al più presto è anche quello del decoro urbano, visto che nella zona fin troppo spesso, specie in prossimità dell’ingresso nel Comune di San Felice Circeo, vengono abbandonati rifiuti di ogni tipo, compresi i materiali di risulta degli interventi edili. F. D. ROBERTO COPPOLA RISCONTRATE ANOMALIE ANCHE PER LE MARCHE AURICOLARI erano risultati sprovvisti di estremi identificativi ovvero delle marche auricolari. Ma non è tutto. Gli animali non erano stati sottoposti a quei controlli sanitari obbligatori finalizzati a riscontrare eventuali malattie infettive tra cui la brucellosi ovina e caprina. Ma cosa c’entra la Sicilia con il mattatoio di Mazzocchio? Semplice, stando a quanto riscontrato nella prima fase delle indagini, alcuni di questi animali vivi e vegeti nell’allevamento siciliano, risultavano già essere stati macellati nel 2011 quindi ben due anni fa, nel mattatoio di Pontinia. Riscontri questi, ottenuti anche mediante controlli incrociati con la banca dati nazionale. Inutile dirlo, i conti non tornano, troppe le anomalie. La Procura di Enna ha quindi delegato il Nipaf di Latina per confrontare i dati del mattatoio di Pontinia con i passaporti dei capi macellati rinvenuti nell’allevamento siciliano. Fino a ieri mattina quando gli agenti della Forestale hanno sequestrato copiosa documentazione sanitaria all’inter - no del mattatoio. Inoltre, è stato iscritto nel registro degli indagati anche il veterinario Asl responsabile sanitario del mattatoio. Nei suoi confronti è stato ipotizzato il falso ideologico in concorso con i responsabili dell’a l levamento siciliano. All’inda - gine pontina ed a quella siciliana se ne potrebbe aggiungere tuttavia un’al - tra tutta diretta verso l’Europa o meglio verso i fondi della Comunità Europea che vengono investiti in settori come quello dell’a l l eva m e n t o . ©RIPRODUZIONE RISERVATA Latina Oggi 29 agosto 2013