tratto da https://ambientenonsolo.com/ets2-il-prezzo-del-carbonio-entra-nelle-case-degli-europei/
ETS2: il prezzo del carbonio entra nelle case degli europei

Dal 2028 (la precedente previsione per il 2027 è stata recentemente rinviata) il principio del “chi inquina paga” arriverà direttamente nelle bollette e nei serbatoi delle famiglie europee. Con l’introduzione dell’ETS2, l’Unione europea estenderà il sistema di scambio delle emissioni ai settori finora esclusi: riscaldamento domestico e trasporti su strada, responsabili insieme di oltre un terzo delle emissioni complessive.
Si tratta di una svolta cruciale: per la prima volta il mercato del carbonio, finora riservato ai grandi impianti industriali e al settore energetico, entrerà nelle bollette del gas e nei rifornimenti di carburante, influenzando in modo diretto la vita quotidiana di milioni di cittadini.
Il nuovo schema – analizzato nel Position Paper n. 304 del Laboratorio REF Ricerche – segna una svolta nel percorso di decarbonizzazione dell’economia europea: non più solo incentivi e bonus, ma un segnale di prezzo che renda conveniente scegliere tecnologie pulite e comportamenti sostenibili.
Come funziona il sistema ETS
Il Sistema europeo di scambio delle emissioni (ETS, Emissions Trading System) è stato introdotto nel 2005 come principale strumento di politica climatica dell’Unione. Il suo principio è semplice: ogni impresa che emette anidride carbonica deve possedere un numero equivalente di quote di emissione.
Le quote, distribuite in parte gratuitamente e in parte all’asta, sono in numero limitato e si riducono progressivamente anno dopo anno. Ciò crea scarsità e spinge le aziende a investire in tecnologie pulite per ridurre le proprie emissioni piuttosto che pagare per continuare a inquinare.
Le quote sono negoziate su un mercato europeo regolato, il che significa che la CO₂ ha un prezzo dinamico, determinato dall’incontro tra domanda e offerta. Negli ultimi anni questo prezzo ha oscillato tra 70 e 90 euro a tonnellata, contribuendo in modo significativo a ridurre – del 47% – le emissioni dei settori coperti.
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