domenica 29 marzo 2026

Verifica della determinazione dei Valori di Fondo Naturale del Sito ex Mira Lanza RELAZIONE TECNICA RELATIVA ALLO STUDIO DI COMPATIBILITÀ AMBIENTALE LOC. MESA – PONTINIA (RM) COMMITTENTE: COMUNE DI PONTINIA, procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale ex Mira Lanza SS7 Appia Mesa Pontinia. Progetto impianto a biometano, da rifiuti e liquami bufalini

tratto da https://regionelazio.app.box.com/v/VIA-153-2021/folder/150984062221 



Verifica della determinazione dei Valori di Fondo Naturale del Sito ex Mira Lanza

RELAZIONE TECNICA RELATIVA ALLO STUDIO DI COMPATIBILITÀ AMBIENTALE

LOC. MESA – PONTINIA (RM)

COMMITTENTE: COMUNE DI PONTINIA



pag. 22 Pertanto, WSP ed ARPA Lazio partendo da dataset differenti, elaborano diagrammi di Piper praticamente sovrapponibili.

Ne consegue che l’interpretazione delle caratteristiche idrogeochimiche delle acque di falda effettuata dalla WSP non trova riscontro né dai dati geografici, in quanto i sinkholes indicatori della miscelazione della falda con acque mineralizzate sono distanti, né dai dati idrogeochimici che ARPA Lazio indica come “tipica dei corpi idrici sotterranei di piane costiere”, non soggetti a miscelazione con acque idrotermali profonde.

Proprio in quanto ARPA Lazio effettua un monitoraggio costante della falda, non si spiega il motivo per cui abbia aderito alle conclusioni prospettate da WSP e perché non sia stato valutato di fare coincidere i punti d'indagine utili ai fini di determinare i valori di fondo con quelli della rete di monitoraggio di sorveglianza, come prevedono le linee guida.



pag. 33 Stupisce in tal senso che ARPA Lazio affermi sulla contaminazione da fluoruri rilevata con i sondaggi in sito nel 2024 di non potere escludere la possibilità che “il citato parametro possa essere comunque naturalmente presente in falda” pur ammettendo di non avere un numero consistente di casistiche analoghe, come a volere sostenere che proprio sotto l'ex impianto di Mira Lanza, la medesima falda acquisirebbe caratteristiche naturali diverse ed a volere incredibilmente escludere l'ipotesi più ovvia e cioè che la contaminazione sia di natura antropica.

Va infine aggiunto che alla base del Modello Concettuale proposto, vi è la interazione tra acque riducenti e presenza di pirite autigena (FeS2).

Mentre la presenza di acque riducenti è stata identificata nei piezometri P14 ed in misura maggiore nel piezometro P19 (peraltro con valori di As inferiori alle CSC, e valori di Fe, Mn e Floruri fortemente variabili), la presenza nei terreni della Pirite Autigena è solo ipotizzata.

Pertanto, la definizione del modello concettuale effettuata da WSP non trova conferma nei dati forniti e viene smentita dai sondaggi geognostici ANAS e nei dati di monitoraggio ARPA.



pag. 41 Tale riduzione del numero di campioni da sottoporre ai test sopra citati non viene motivato e si pone in contraddizione con quanto affermato da ARPA Lazio nella missiva del 26/01/2026, secondo cui “un biennio è considerato il periodo minimo standard per avere una base statistica sufficiente a identificare una tendenza significativa, evitando di farsi sviare da singole letture anomale legate alla stagionalità”.

Nonostante tale informazione, il dataset utilizzato è stato raccolto in un periodo temporale di 7 mesi rispetto ai 24 prescritti, inficiando, pertanto, qualsiasi determinazione rispetto ai VFN calcolati.

Con il dataset così costituito vengono identificati due soli outlier per il parametro As e nessuno per Fe e Mn.

Riguardo al Modello Concettuale, ARPA Lazio accetta acriticamente quanto proposto dal WSP, senza considerare i dati a sua disposizione relativi ai monitoraggi eseguiti sulla falda e il contesto territoriale, contrariamente a quanto previsto dalla normativa.

Circa la Valutazione compatibilità ambientale per la matrice acque sotterranee nel sito di interesse e comparazione con siti geologicamente analoghi, ARPA Lazio dichiara: “L'analisi dei dati riepilogati in tabella 1, evidenzia come in particolare le anomalie per i parametri Ferro e Manganese siano presenti nella quasi totalità dei piezometri campionati, con concentrazioni confrontabili tra loro sia spazialmente che temporalmente.”



pag. 42 Pertanto, la precedente affermazione di ARPA Lazio, ovverosia che le anomalie siano presenti nella quasi totalità dei piezometri campionati, riguardo al parametro Fe ferro, è palesemente erronea e priva di supporto fattuale.

Con riferimento al parametro Manganese i dati analitici sono i seguenti:

In tal caso il superamento del CSC è più diffuso e riguarda 7 piezometri su 11.

L’ARPA Lazio, inoltre, non fa alcuna menzione dei dati di monitoraggio delle acque sotterranee in suo possesso e reperibili nel database pubblicato nel sito SIRA Sistema informativo Regionale Ambientale del Lazio – Banche Dati Acqua https://sira.arpalazio.it/banche-dati/visualizzazione/acqua#/ .

Si deve inoltre evidenziare che, la RBI ha basato l’autocertificazione a chiusura del procedimento ex art. 2 242 del D. Lgs. 152/2006 proprio sulle conclusioni riportate nel Documento ARPA Lazio, precisamente sul periodo “non si rilevano eventuali/ulteriori elementi ostativi alla conclusione del procedimento amministrativo di bonifica”.

Pertanto, considerate le criticità nella costituzione del dataset, la ricostruzione del Modello Concettuale effettuata da WSP basata su ipotesi non riscontrate dalle indagini in sito, la presenza di inquinanti non identificati nel monitoraggio continuo nell’acquifero effettuato da ARPA Lazio stessa, si ritiene che l’Ente avrebbe dovuto richiedere un approfondimento di indagine prima di emettere il proprio parere circa i



pag. 43 Valori di Fondo Naturali, a maggior ragione considerando che sulla base delle dichiarazioni riportante nel documento 4, RBI ha potuto scriminarsi da qualsiasi responsabilità circa la bonifica dell’area.



pag. 51 8CONCLUSIONI

All’esito della analisi della documentazione relativa COMUNICAZIONE DI POTENZIALE CONTAMINAZIONE Al SENSI DELL'ART. 245 DEL D.LGS. 152/06 e s.m.i. depositata dalla RECKITT BENCKISER ITALIA S.p.A., EX STABILIMENTO MIRA LANZA LOC. MESA, PONTINIA (LT) e dei documenti tecnici ad essa conseguenti, si riportano le maggiori criticità evidenziate nel presente elaborato, come di seguito riassunte.

ERRORI METODOLOGICI

Il modello concettuale proposto non costituisce, contrariamente a quanto previsto dalle linee guida, un valido quadro conoscitivo dell'area, sia in quanto le matrici ambientali non risultano essere state indagate sufficientemente, sia in quanto non è stato ricostruito un modello ambientale sull'acquifero sottostante il sito, che consenta di individuare con certezza e delimitare spazialmente gli acquiferi sottostanti il sito (nemmeno la direzione della falda risulta essere nota), sia in quanto manca completamente una valutazione delle pressioni antropiche attuali e storiche sul sito, escluse a priori senza una valida ed argomentata motivazione, laddove, secondo le linee guida, la combinazione delle informazioni su assetto geologico, idrogeologico e geochimico con la valutazione delle pressioni antropiche avrebbe dovuto fornire gli elementi necessari all'identificazione dei punti di indagine idonei o da scartare, evitando in sede di definizione dei punti di indagine le interazioni con la contaminazione legata ad attività antropica, tanto è vero che le linee guida consigliano di utilizzare come punti di indagine quelli usati per il monitoraggio.



pag. 55 ARPA Lazio ha completamento disatteso le prescrizioni del punto 4.2.3 Valutazione della consistenza del dataset (Box 15-19) delle Linee Guida SNPA non richiedendo l’ampliamento dell’area di indagine, con realizzazione di campionamenti in area maggiormente rappresentativa dell’acquifero, ed accettando come rappresentativi campioni raccolti in una arco temporale di 7 mesi rispetto ai 24 prescritti dalle Linee Guida.

Riguardo al Modello Concettuale, ARPA Lazio non lo esamina criticamente per valutarne la ragionevolezza, ma si limita ad accettarne i contenuti, al punto di dove “forzare” i dati.

Infatti afferma che “le anomalie per i parametri Ferro e Manganese siano presenti nella quasi totalità dei piezometri campionati,” mentre il superamento delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) avviene esclusivamente nei piezometri P14, P19 e P23, mentre il P22 presenta un solo valore anomalo.

Dunque il superamento delle CSC avviene in meno di 1/3 dei punti esaminati, ben diverso da indicare la “quasi totalità”.Ne consegue che la mancata analisi dei dati prevista dal Box10 delle Linee Guida SNPA ha portato ad inserire nel dataset

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