tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/22/crisi-idrica-italia-costi-doppio-europa-notizie/8332007/
dall'articolo di Luisiana Gaita: "La crisi idrica in Italia pesa sulle tasche dei cittadini. Il Paese è tra i più esposti, in Europa, allo stress idrico dovuto a piogge meno frequenti ma più intense, che non risolvono i problemi di siccità, ma ne portano di nuovi. E la gestione dell’acqua, così com’è, non aiuta. La Giornata mondiale dell’acqua, che si celebra ogni 22 marzo, è anche l’occasione per fare il punto sui costi. Tra bollette e ricadute. Chi paga per le carenze? Come si finanzieranno gli investimenti necessari? In Italia, la bolletta continua ad aumentare (anche se le tariffe sono tra le più basse d’Europa): 528 euro in media nel 2025 per una famiglia tre persone un consumo annuo di 182 metri cubi, ossia il 30 per cento in più rispetto al 2019. Sono saliti anche gli investimenti, arrivati a 106 euro all’anno per abitante. Solo che il settore si trova in un passaggio cruciale. A metà 2025 risultava concluso solo il 2% degli interventi Pnrr, con un ulteriore 51% in fase di collaudo e c’è molta attenzione a ciò che accadrà agli investimenti al termine dei fondi straordinari europei. Un quadro ricco di cambiamenti quello descritto da associazioni e organizzazioni. Le nuove sfide, però, sono appesantite da una serie di problemi (per lo più vecchi): l’Italia è il primo Paese in Europa per consumo di acqua minerale e il terzo per consumo domestico di acqua potabile, nelle rete di distribuzione si perde circa il 38% per cento dell’acqua immessa, mentre sono ancora troppo indietro i progetti che puntano anche recupero e Roma conta ormai sei procedure europee di infrazione attive, una relativa alle acque potabili, una relativa alla direttiva nitrati e quattro su fognature e depurazione. A gennaio 2026, si è aggiunta l’apertura di un’ulteriore procedura per la direttiva quadro Acque. Tutto ciò non può più permetterselo il Paese dove siccità, alluvioni e mancato riciclo costano 227 euro a testa all’anno, il doppio della media europea (112 euro), pari a 13,4 miliardi. Come se l’economia si fermasse per due giorni e mezzo ogni anno."

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