tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/05/05/ponte-morandi-le-mail-agli-atti-il-responsabile-di-spea-chiese-di-fare-ispezioni-ogni-anno-ma-per-il-manager-di-aspi-costava-troppo/6187439/
Ponte Morandi, le mail agli atti: il responsabile di Spea chiese di fare ispezioni ogni anno, ma per il manager di Aspi costava troppo

<L’ingegner Carlo Casini a giugno 2009 aveva scoperto un quadro già critico, “facendo emergere livelli di corrosione e di iniezione (…) anche di livello 4 (su una scala di 5)”. È quanto emerge da un’annotazione della Finanza depositata. Massimo Meliani, responsabile tecnico del primo tronco autostradale di Aspi, rispose che intensificare i controlli avrebbe comportato “un impegno economico troppo oneroso” e “interferenze al traffico troppo impegnative”>
"Ispezionare ogni anno gli stralli del Morandi era “un impegno economico troppo oneroso” che avrebbe causato “interferenze al traffico troppo impegnative”. Perciò Autostrade evitò del tutto di farlo dal 2010 al 2015, nonostante l’allarme dell’ingegner Carlo Casini (responsabile genovese di Spea, la controllata per le manutenzioni del gruppo Atlantia) che a giugno 2009 aveva scoperto un quadro già critico, “facendo emergere livelli di corrosione e di iniezione (…) anche di livello 4 (su una scala di 5)”. È quanto emerge da un’annotazione della Guardia di Finanza depositata agli atti dell’inchiesta sul disastro, chiusa nei giorni scorsi con la notifica dell’avviso di conclusione indagini a 69 persone più le due società Aspi e Spea. I militari riportano il testo di varie mail trovate nei computer sequestrati agli indagati, da cui traspare la necessità di interventi urgenti da oltre un decennio prima del crollo. E l’inerzia della concessionaria, che dopo aver approvato un piano di ispezioni sui sistemi delle pile 9 (quella crollata), 10 e 11, non lo mise mai in atto per risparmiare poche decine di migliaia di euro."
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