DI Vincenzo Pagano - CANALE Scatti di ... - lunedì, 23 luglio 2012 | ore 10:13 http://www.scattidigusto.it/2012/07/23/mozzarella-di-bufala-roberto-saviano-spiega-la-spesa-della-camorra/
Un articolo che è una sferzata alle convinzioni di noi tutti che pensiamo al cibo migliore e alle eccellenze e che invita ad alzare ancora di più la guardia per evitare di bere il caffè proveniente da accordi in Sudamerica, mescolarlo con zucchero di dubbia provenienza o berci un bicchiere d’acqua minerale imposta al consumo e diventata tanto forte che negli States finivano con l’esportare solo l’etichetta da applicare alle bottiglie con dentro acqua del rubinetto di New York.
E poi il burro e la carne che probabilmente segnò la condanna a morte del giovane cronista del Mattino, Giancarlo Siani, ucciso nel 1985 mentre era alla guida della sua Mehari. E la frutta con le transazioni e i cartelli che facevano di Fondi lo snodo di mille monopoli. O “dettava legge” a Milano alla periferia sud-est, giusto per non pensare che questi traffici abbiano confini geografici “tipici”.
I casalesi importavano latte proveniente dall’est Europa, dove avevano allevamenti di bufale, mozzarelle romene che venivano vendute come mozzarelle casertane. Poi hanno iniziato a importare a basso costo le bufale dalla Romania, per infettarle con sangue marcio di brucellosi e guadagnare dall’abbattimento. Inquinare con affari mafiosi la produzione di mozzarella significa compromettere una delle storie culturali ed economiche più preziose della Campania. E i clan lo fanno da decenni. Nella vicenda che ha portato all’arresto di Giuseppe Mandara e al sequestro dell’azienda è emerso che grazie al rapporto con i La Torre, l’imprenditore aveva tratto vantaggio dalla rete criminale messa a disposizione dal clan e dalla sua condotta mafiosa. Non solo ci sarebbe un rapporto economico, ma anche un appoggio strategico. Mandara, secondo le accuse, utilizza una prassi tipica della logica mafiosa: per abbassare i costi utilizza prodotti di scarsa qualità o mischia tipi di latte diverso. Nelle mozzarelle di bufala prodotte da Mandara era infatti presente anche del latte vaccino in percentuali considerevoli. Le mozzarelle di bufala venivano quindi messe in commercio con l’indicazione Dop anche se il procedimento non l’avrebbe affatto consentito. [Repubblica]
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