Nuovamente non disponibili i valori dei PM 10 per la centralina di Latina Scalo, per il 2. giorno consecutivo, il 3. nel 2020.
Continuano a salire (anche se sotto il limite di legge) il biossido di azoto NO2 ug/m3 293K Cmax Oraria: 154 a Latina viale de Chirico, 126 via Tasso..
Costante il valore dei PM 2,5 a Latina Scalo (unica centralina della provincia che li controlla)
8 superamenti PM 10 in via Tasso, 4 superamenti per viale de Chirico a Latina e Gata, 2 a Latina Scalo, 1 ad Aprilia. Non pubblicati da oltre un mese i dati sulle medie settimanali, fermi al 1 dicembre. Considerato che stiamo parlando di un periodo con ridotto traffico privato, per via di 6 giorni festivi o di vacanza e con ridotte attività commerciali e produttive, è evidente che la causa dell'inquinamento è il riscaldamento privato con le biomasse. Proprio gli impianti a biomasse sono i primi ad essere fermati con questo grado di inquinamento, invece non abbiamo letto nessun provvedimento in materia. Oltre allo sforamento giornaliero i problemi sono le medie che superano quelli consigliati dall'organismo mondiale della sanità. Infatti è proprio l'esposizione prolungata che provoca malattie di vario genere. Negli altri centri, quando ci sono questi sforamenti, come prima cosa, si fermano gli impianti di riscaldamento a biomasse particolarmente dannose per le loro emissioni. Qui sembra che anche su questo si faccia finta di nulla. Per molte settimane i picchi delle medie, in provincia di Latina, sono stati i più alti del Lazio (Roma esclusa) e quasi sempre sopra la media consigliata da OMS. Ma forse si tace proprio per non danneggiare quelle imprese che puntano sulle biomasse.
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