domenica 12 gennaio 2020

il mare pontino d'inverno tra erosione, sporcizia e degrado



 Alcune delle immagini che, più di tanti discorsi, dimostrano che abbiamo perso decenni per la tutela dell'ambiente del nostro lido. In questo modo vengono danneggiati, prima di tutto, l'economia e i posti di lavoro legati al turismo che era l'unico in controtendenza con la crisi in atto. Non si tratta quindi di ambiente o non solo di ambiente, ma prima di tutto di attività e di aziende familiari che facevano anche da attrazione per gli imprenditori. Doveva essere quindi una caratteristica che qualunque forza politica doveva tutelare e valorizzare. Nel 2002 a San Felice Circeo si è tenuto un convegno di esperti accademici internazionale sulle misure che si dovevano prendere e sugli errori che non si dovevano commettere affinchè non accadesse quello che purtroppo è sotto gli occhi di tutti. Sicuramente hanno influito i cambiamenti climatici in atto, sicuramente aggravato da ulteriori errori della gestione del territorio come il consumo continuo con la cementificazione, l'asfalto, il dissesto idrogeologico. Volenti o nolenti ne dobbiamo prendere atto ed adottare le giuste contromisure. Cosa si è dimostrato, tra l'altro, in quel convegno del 2002? che le misure non possono essere ne comunali ne provinciali, ma di bacino o regionali. Che il sistema urbanistico e di sviluppo in atto era un suicidio economico ed ambientale. Che i pennelli o pannelli rigidi erano controproducenti e che creavano erosione in sottoflutto. Che se volevamo salvare la spiaggia bisognava tutelare la vegetazione, l'ecosistema.Che qualsiasi opera era inutile senza che fosse adeguata ai cambiamenti climiatici e all'evoluzione e la dovuta manutenzione. Questo non vuole certo essere una critica alle attuali amministrazioni che hanno ereditato errori ultradecennali, ne favorire un imprenditore rispetto ad un altro. Spero sia un contributo alla discussione, al di fuori dei vantaggi di parte o peggio politico, per valorizzare il nostro ambiente e il relativo turismo. Siamo alla seconda settimana di gennaio. Quindi, in teoria, ci sono almeno 5 mesi per salvare la prossima stagione estiva, ma non bisogna perdere tempo

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