Se si leggono documenti,
atti, comunicati e interviste delle varie amministrazioni (in base alla
maggioranza dell’epoca) si nota spesso una “simpatia” di un politico o di una
forza politica verso qualche imprenditore o azienda.
A tale proposito l’inchiesta “Cerronopoli”
con gli arresti dell’8/1/2014 evidenza spesso atti delle istituzioni, con
particolare riferimento alla Regione Lazio, a favore di alcune aziende.
Anche nel periodo recente,
specie dopo l’elezione a Roma della sindaca Virginia Raggi, si è notata una
diversità di trattamenti nell’esame dei progetti e delle posizioni di alcuni
enti pubblici anche nelle conferenze unificate.
Tanto per fare un esempio il
29.10.15 ai cittadini di Borgo Montello non è stato concesso di fare foto e
riprese e nemmeno di assistere alle conferenze sul progetto di sopraelevazione
di Indeco e di Ecoambiente. Sono stati fatti entrare spiegare le loro posizioni
e poi uscire, un po’ come si fa con i bambini quando i grandi devono parlare.
Sempre a proposito di esempio
per il progetto della discarica Paguro sono stati invece diffusi foto, riprese,
evidentemente stavolta accettate e soprattutto chiunque ha potuto esprimersi,
parlare e assistere fino al termine dei lavori. Diverso ovviamente anche pareri
e atteggiamenti delle stesse istituzioni più “tollerabili” verso i progetti a
Borgo Montello, di totale censura per la Paguro.
Tornando ai giorni nostri
alcuni “organi di informazione, testate, redazioni” sono intervenute più volte
pro o contro alcuni episodi oppure ignorando quelli ritenuti scomodi nel
settore dei rifiuti.
Di qualche redazione si legge
che siano proprietà o finanziati da questo o quello imprenditore del settore
dei rifiuti oppure si è notata, per diverso tempo, anche in prima pagina, di
aziende nel settore dei rifiuti.
Qualche testata, per esempio,
ha ignorato dell’audizione in commissione contro le ecomafie del 16.3.16 oppure
una parte del passato dei componenti del cda o di alcune aziende.
Altre testate, Rai 3
compresa, sono spesso intervenute nella questione pro o contro certi impianti
pro o contro esponenti politici o forze politiche.
Il 2017 ha visto diversi
problemi di decine di impianti per rifiuti, evidenziati o trascurati da questa
o quella redazione a seconda di alcune simpatie.
Lo stesso è successo per
alcuni esponenti politici che magari hanno dormito sulla questione per anni, salvo
svegliarsi solo per alcuni impianti.
Certo ogni azienda è libera
di tutelare la propria attività come meglio ritiene, nel rispetto della legge,
finanziare questa o quella redazione o forza politica o candidato. Anzi, come
hanno dichiarato, sono liberi di “scendere in campo” direttamente, di mettere a
disposizione di questo o quel comitato i loro addetti stampa.
E’ lontano decenni il periodo
per il quale Carmine Schiavone spiegava la necessità di far cambiare partito o
maggioranza ai vari rappresentanti nelle istituzioni oppure di inserire nei
comitati i loro personaggi. Sono rimasti gli interessi forti in uno dei pochi
settori dove sembra ci sia ancora spazio. Pare che circa ¼ o 1/5 dei bilanci
comunali sia condizionato dal settore dei rifiuti

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