domenica 8 ottobre 2017

Cosa c’è nella questione rifiuti che non sapremo e non ci diranno (1. A parte dal 2013 al 2016)

Nella prossima primavera ci dovrebbero essere le elezioni per il rinnovo del consiglio regionale del Lazio e del parlamento nazionale. Uno degli argomenti principali, sugli accordi e le candidature, e forse della campagna elettorale, sarà quello della gestione dei rifiuti (e dell’energia ma di questo non se ne potrà parlare), visto che ormai è definitivamente accantonata l’ipotesi del ritorno alla gestione pubblica dell’acqua.

Per cercare di capirci qualcosa è però opportuno ripartire dalla situazione del febbraio 2013, quando poi è stato eletto presidente della regione Zingaretti (con maggioranza pd, sel e legambiente). Nell’estate 2013 la giunta regionale presieduta da Zingaretti rinvia l’obbligo del raggiungimento del 65% in materia di raccolta differenziata. Chi ha (o aveva) interesse a non fare la raccolta differenziata? Sicuramente le discariche. Poi i Tmb e gli inceneritori. L’8.1.2014 ci sono arresti e sequestri nell’ambito dell’inchiesta “Cerronopoli”, che riguarda anche persone e aziende che operano nel Lazio e in provincia di Latina. Il 22.1.14 arresti del gruppo Colucci sempre nel settore dei rifiuti anche operanti nel Lazio e in provincia di Latina. Poi il 29.1.14 tocca al gruppo De Pierro e al sequestro del GICO della GDF e della Procura di Roma anche delle particelle nella discarica di Borgo Montello (nuovo e distinto invaso Ecoambiente). La regione Lazio prende per buona una dichiarazione di Ecoambiente (senza fare nessun controllo bastavano 6 euro di ricerca in conservatoria) che nessun sequestro interessava l’invaso. Il 25.6.14 (ma il documento guarda caso sarà pubblicato solo due settimane dopo) dichiara il completamento dell’iter per il rinnovo delle AIA di Indeco ed Ecoambiente. La regione, tanto per cambiare, si contraddice nel suo documento, chiedendo alcuni adempimenti per procedere al rilascio del rinnovo dell’AIA, quindi il procedimento non era concluso. La regione poi rilascerà l’AIA a settembre 2014 all’Indeco e nel febbraio 2015 ad Ecoambiente confermando, nei due documenti, che il procedimento non era affatto concluso e che le prescrizioni del 25.6.14 ancora non erano soddisfatte. Il 26.5.15 in commissione rifiuti alla Pisana i cittadini auditi su richiesta di Gaia Pernarella del M5S, spiegavano che i volumi nella discarica di Borgo Montello erano esauriti, il problema della titolarità degli immobili, i processi in corso, gli inquinamenti accertati dall’Arpa e dal CTU, i pareri contrari di Asl e Arpa, la mancata bonifica (secondo provincia e comune di Latina uno dei tanti obblighi imposti per il rinnovo dell’AIA).  L’unico effetto è che, su richiesta dei cittadini, la giunta Di Giorgi (quindi non quella di Abc e Coletta) si costituisce parte civile nel processo e lo stesso fa la Regione Lazio con accuse precise sull’inquinamento nella discarica. Il 6.8.15 Indeco comunica alla regione l’esaurimento dei rifiuti. Il 29.10.15 regione e Indeco fanno finta di essere sorpresi dall’articolo di Lt oggi (dello stesso giorno) che riporta l’inchiesta della procura di Latina per il superamento dei volumi. L’8.1.16 la Procura di Latina sequestra l’impianto Indeco per il superamento dei volumi (come affermavano cittadini e M5S il 26.5.15) come dichiarato da Indeco il 6.8.15. La regione ovviamente fa un comunicato contro la Procura… Arrivano poi (novembre 2016) la confisca delle proprietà gruppo De Piero, comprese diverse particelle nella discarica e sempre buona parte del nuovo e distinto invaso di Ecoambiente. Provincia di Latina e regione Lazio rilasciano pareri favorevoli e autorizzazioni all’Indeco dopo il sequestro della Procura dell’8.1.16 e di cui non si trova traccia. Il comune di Latina (amministrazione Coletta Lbc) secondo i verbali o non partecipa alle conferenze dei servizi o non esprime alcun parere, contrariamente ai pareri di opposizione della giunta Di Giorgi…  

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