Nella prossima primavera ci
dovrebbero essere le elezioni per il rinnovo del consiglio regionale del Lazio
e del parlamento nazionale. Uno degli argomenti principali, sugli accordi e le
candidature, e forse della campagna elettorale, sarà quello della gestione dei
rifiuti (e dell’energia ma di questo non se ne potrà parlare), visto che ormai
è definitivamente accantonata l’ipotesi del ritorno alla gestione pubblica dell’acqua.
Per cercare di capirci
qualcosa è però opportuno ripartire dalla situazione del febbraio 2013, quando
poi è stato eletto presidente della regione Zingaretti (con maggioranza pd, sel
e legambiente). Nell’estate 2013 la giunta regionale presieduta da Zingaretti
rinvia l’obbligo del raggiungimento del 65% in materia di raccolta
differenziata. Chi ha (o aveva) interesse a non fare la raccolta differenziata?
Sicuramente le discariche. Poi i Tmb e gli inceneritori. L’8.1.2014 ci sono
arresti e sequestri nell’ambito dell’inchiesta “Cerronopoli”, che riguarda
anche persone e aziende che operano nel Lazio e in provincia di Latina. Il
22.1.14 arresti del gruppo Colucci sempre nel settore dei rifiuti anche operanti
nel Lazio e in provincia di Latina. Poi il 29.1.14 tocca al gruppo De Pierro e
al sequestro del GICO della GDF e della Procura di Roma anche delle particelle
nella discarica di Borgo Montello (nuovo e distinto invaso Ecoambiente). La
regione Lazio prende per buona una dichiarazione di Ecoambiente (senza fare
nessun controllo bastavano 6 euro di ricerca in conservatoria) che nessun
sequestro interessava l’invaso. Il 25.6.14 (ma il documento guarda caso sarà
pubblicato solo due settimane dopo) dichiara il completamento dell’iter per il
rinnovo delle AIA di Indeco ed Ecoambiente. La regione, tanto per cambiare, si
contraddice nel suo documento, chiedendo alcuni adempimenti per procedere al
rilascio del rinnovo dell’AIA, quindi il procedimento non era concluso. La
regione poi rilascerà l’AIA a settembre 2014 all’Indeco e nel febbraio 2015 ad
Ecoambiente confermando, nei due documenti, che il procedimento non era affatto
concluso e che le prescrizioni del 25.6.14 ancora non erano soddisfatte. Il 26.5.15
in commissione rifiuti alla Pisana i cittadini auditi su richiesta di Gaia
Pernarella del M5S, spiegavano che i volumi nella discarica di Borgo Montello
erano esauriti, il problema della titolarità degli immobili, i processi in
corso, gli inquinamenti accertati dall’Arpa e dal CTU, i pareri contrari di Asl
e Arpa, la mancata bonifica (secondo provincia e comune di Latina uno dei tanti
obblighi imposti per il rinnovo dell’AIA).
L’unico effetto è che, su richiesta dei cittadini, la giunta Di Giorgi
(quindi non quella di Abc e Coletta) si costituisce parte civile nel processo e
lo stesso fa la Regione Lazio con accuse precise sull’inquinamento nella
discarica. Il 6.8.15 Indeco comunica alla regione l’esaurimento dei rifiuti. Il
29.10.15 regione e Indeco fanno finta di essere sorpresi dall’articolo di Lt
oggi (dello stesso giorno) che riporta l’inchiesta della procura di Latina per
il superamento dei volumi. L’8.1.16 la Procura di Latina sequestra l’impianto
Indeco per il superamento dei volumi (come affermavano cittadini e M5S il
26.5.15) come dichiarato da Indeco il 6.8.15. La regione ovviamente fa un
comunicato contro la Procura… Arrivano poi (novembre 2016) la confisca delle
proprietà gruppo De Piero, comprese diverse particelle nella discarica e sempre
buona parte del nuovo e distinto invaso di Ecoambiente. Provincia di Latina e
regione Lazio rilasciano pareri favorevoli e autorizzazioni all’Indeco dopo il
sequestro della Procura dell’8.1.16 e di cui non si trova traccia. Il comune di
Latina (amministrazione Coletta Lbc) secondo i verbali o non partecipa alle
conferenze dei servizi o non esprime alcun parere, contrariamente ai pareri di
opposizione della giunta Di Giorgi…

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