lunedì 31 ottobre 2016

È stato il terremoto più potente dopo quello dell’Irpinia del 1980, su Il fatto quotidiano del 31 ottobre 2016

Il terremoto

Ore 7 e 40, la scossa più forte fa tremare il Centro Italia

In ginocchio, È il sisma più potente dal 1980 in Irpinia. Non ci sono morti ma venti feriti. Dopo quello del 24 agosto tocca ancora le aree tra Lazio e Marche

Ma mi faccia il piacere di 

The Young Pirl/1. “Il vero Partito della Nazione è quello del No, che va da Brunetta a Travaglio, che sull’Europa mette insieme Monti e Salvini, che tiene insieme Gasparri e De Mita, che da Berlusconi a Grillo a D’Alema dice solo no, questo è il partito che vuole bloccare l’Italia’” (Matteo Renzi, presidente del Consiglio […]
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Berlino e dintorni

Le luci rosse illuminano l’economia tedesca

Un giro d’affari stimato in 14,5 miliardi di euro l’anno; circa 400.000 le ragazze coinvolte, e un turismo dedicato sempre in crescita
L’incertezza

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Dica33

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Scripta Manent

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POLITICA

Cosenza

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Erano andate al cimitero a pregare sulla tomba dei propri cari ma ad attenderle hanno trovato un sicario che le ha uccise sparando loro alle spalle. Essa Costabile, 77 anni, e Ida Attanasio (52), erano la madre e la sorella di Francesco Attanasio, arrestato nel maggio scorso per l’omicidio di Damiano Galizia. Una storia di […]

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CRONACA

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Lo scontro

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Le reazioni

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di di  | 31 ottobre 2016 http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/10/31/in-edicola-sul-fatto-quotidiano-del-31-ottobre-e-stato-il-terremoto-piu-potente-dopo-quello-dellirpinia-del-1980/3133929/

domenica 30 ottobre 2016

l'azienda agricola dei Giorgi, in vicinanza della discarica di Borgo Montello sul fiume Astura presenta un conto di danni da 5 milioni con un ricorso al Tar avendo denunciato casi di intossicazione per inalazione di sostanze nocive


nel 2014 anche una relazione del Dipartimento di prevenzione della Asl aveva accertato la contaminazione delle falde e dei terreni provocati dalla discarica di Borgo Montello per la quale era stata chiesta la bonifica del sito. La mancata bonifica rischia di compromettere il quadro evidenziato dalla Asl di Latina


mancata partecipazione conferenza unificata ennesimo impianto per rifiuti

Secondo l'articolo del quotidiano "Latina Editoriale Oggi" del 29 
ottobre il comune di Pontinia sarebbe stato assente alla conferenza dei 
servizi alla provincia di Latina avente per argomento l'ennesimo 
impianto per rifiuti della società SO.GE.RIT. per 125 mila tonnellate 
l'anno di organico. Se confermato, l'episodio sarebbe gravissimo, 
considerata l'esplosioni di impianti nocivi, cancerogeni, insalubri nel 
territorio. Si chiede di sapere se tale fatto corrisponde al vero. Si 
chiede inoltre l'accesso agli atti dello stesso progetto. Per evitare 
che i pareri siano carenti o insufficienti, come per altri progetti 
inquinanti e molesti, si chiede di fare una pubblica istruttoria per 
ogni conferenza dei servizi alla quale viene invitato il comune di 
Pontinia per gli impianti molesti e di far affiancare, ai tecnici e 
amministratori comunali, anche cittadini ed esperti. Si chiede da ultimo 
di applicare la norma sulla trasparenza e sulla partecipazione dei 
cittadini che, stando all'articolo, non sarebbe stata rispettata.
Grazie dell'attenzione.

Messaggio di posta certificata

Il giorno 30/10/2016 alle ore 16:45:40 (+0100) il messaggio
"mancata partecipazione conferenza unificata ennesimo impianto per rifiuti" è stato inviato da 
indirizzato a:
comune@pec.comune.pontinia.lt.it 
Il messaggio originale è incluso in allegato.
Identificativo messaggio: opec275.20161030164540.06006.34.1.211@sicurezzapostale.it

la Sep punta all'ampliamento dell'impianto di compostaggio pluricontestato, comune non difende il territorio ed è assente alla conferenza dei servizi in provincia



https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10209475500916098&set=gm.987155678097706&type=3&theater

Terremoto, si staccano sassi dal costone roccioso delle Coste di Sezze L'episodio stamattina dopo la scossa da 6.5 gradi della scala Richter registrata a Norcia

Paura, questa mattina, a Sezze, dopo la scossa di terremoto che ha devastato l'Italia centrale, con epicentro nei pressi di Norcia e una magnitudo di 6.5 gradi della scala Richter.
Lungo la strada che porta in paese, all'altezza del primo rampanete delle Coste, hanno iniziato a cadere alcuni detriti dal costone roccioso che fiancheggia la via.
A quel punto, gli automobilisti in transito hanno subito segnalato l'accaduto ai numeri d'emergenza, con vigili del fuoco, protezione civile e carabinieri che sono immediatamente intervenuti e la polizia locale che ha bloccato il traffico in entrambe le direzioni.
Analizzato l'accaduto, i vigili del fuoco hanno iniziato a scalare il costone roccioso e hanno raggiunto la parte lesionata: qui hanno fatto cadere a terra  sassi prossimi al distacco, mettendo in sicurezza la zona.
Dopo un'ora, il traffico è stato riaperto. http://www.latinaoggi.eu/gallery/sezze/30381/foto-terremoto-si-staccano-sassi-dal-costone-roccioso-delle-coste-di-sezze.html

La mafia, gli affari, i padroni, l'inquinamento: ecco il grande sistema dei rifiuti in Sicilia

La lunga inchiesta di "Repubblica Palermo" su un settore che ogni anno muove oltre 1 miliardo di euro. Ecco cosa si nasconde dietro questo grande affare. Con nomi e cognomi

Oppure, in alcuni casi, con strani affidamenti diretti in nome della perenne emergenza: e i soldi vanno sempre alle solite ditte. In questa nostra inchiesta che abbiamo pubblicato a tappe sul giornale, abbiamo raccontato anche delle infiltrazioni della mafia con nomi e cognomi di boss e famiglie di Cosa nostra che hanno imposto assunzioni e contratti. Un mondo ad alta tensione, quello dei rifiuti, come dimostrano le minacce e le pressioni nei confronti di sindaci e amministratori.

Alla fine, comunque, una cosa è certa: il grande affare va di pari passo con il grande spreco. Nell'Isola in questi ultimi anni sono andati in fumo 15 miliardi di euro per avere un sistema che mette il rifiuto ancora in discarica, facendo fare affari d'oro soprattutto ai tre privati che li gestiscono. E nei pochi casi in cui si fa la differenziata, per mancanza d'impianti parte del rifiuto finisce sempre in discarica: un grande bluff alle spalle dei cittadini.

Ma c'è di più. In questo sistema c'è anche una Terra dei fuochi di Sicilia, con 15 milioni di tonnellate di rifiuti, provenienti anche dalla Campania, smaltiti illegalmente: e anche qui c'è la mano della criminalità organizzata. Ai link tutti gli articoli che raccontano il sistema marcio dei rifiuti in Sicilia. Con nomi e cognomi. http://palermo.repubblica.it/politica/2016/10/30/news/la_mafia_gli_affari_i_padroni_l_inquinamento_ecco_il_grande_sistema_dei_rifiuti_in_sicilia-149075980/?ref=HREC1-10

Messico, il lago tossico sul fondo dell’oceano: letale per i pesci e per l’essere umano

Messico, il lago tossico sul fondo dell’oceano: letale per i pesci e per l’essere umano
http://tv.ilfattoquotidiano.it/…/messico-il-lago-to…/571530/
Sul fondo del Golfo del Messico è stato scoperto un lago le cui acque risultano letali per la maggior parte della fauna acquatica, ma anche per l’uomo. A rivelarlo è il biologo americano Erik Cordeun in un articolo pubblicato sulla rivista ‘Oceanography‘. In pratica, si tratta di una piscina situata sul fondo dell’oceano con con...
Altro...
Sul fondo del Golfo del Messico è stato scoperto un lago le cui acque risultano letali per la maggior parte della fauna acquatica, ma anche per l’uomo. A rivelarlo è il…
TV.ILFATTOQUOTIDIANO.IT

Messico, il lago tossico sul fondo dell’oceano: letale per i pesci e per l’essere umano

Sul fondo del Golfo del Messico è stato scoperto un lago le cui acque risultano letali per la maggior parte della fauna acquatica, ma anche per l’uomo. A rivelarlo è il biologo americano Erik Cordeun in un articolo pubblicato sulla rivista ‘Oceanography‘. In pratica, si tratta di  una piscina situata sul fondo dell’oceano con concentrazioni di sale 5 volte superiori a quelle dell’acqua circostante. Trovate  anche alte concentrazioni di metano e solfuro di idrogeno, che risultano essere estremamente tossiche per qualunque animale osi nuotare in quelle acque. Gli unici a sopravvivere sono i batteri, alcune specie di gamberi e i vermi tubi giganti. Nel filmato, girato da EVNautilus, è possibile vedere numerose carcasse di granchi che hanno avuto la sfortuna di addentrarsi in quelle acque

Terremoto Centro Italia, la ‘coda’ delle scosse non è inaspettata

Sugli ultimi terremoti in Italia centrale si sono dette tante cose. Così, ho chiesto un commento al collega geologo (e amico) Aldo Piombino, autore fra le altre cose del libro interessantissimo “Il Meteorite e il Vulcano, come si estinsero i Dinosauri”. Ecco qua il suo testo.
di Aldo Piombino
La “coda” del terremoto di Amatrice mostra il normale trend di diminuzione nell’intensità massima e nella frequenza come in tutte le sequenze sismiche iniziate a partire da una forte scossa principale. È noto in sismologia che questo trend possa essere interrotto da qualche replica più forte. Inoltre è stato detto da parecchi sismologi che dopo il 24 agosto c’è una maggiore possibilità di avere scosse di un certo livello nell’Appennino centrale, anche lungo faglie diverse da quella del Monte Vettore: lo dimostra la storia sismica dell’area, su cui abbiamo per fortuna una buona documentazione per le ultime centinaia di anni, grazie alla quale si possono ricavare con una discreta approssimazione localizzazione e magnitudo dei sismi principali che l’hanno investita.
Le grandi scosse del 26 ottobre non sono giunte quindi inaspettate. Il problema è che, almeno per il momento, non è dato sapere né quando né dove una cosa simile sarebbe successa: infatti prevedere un terremoto significherebbe specificare quando, con che meccanismo e con che intensità si scatenerà lungo una determinata faglia un terremoto. È una cosa che, al di là di quello che possa pensare qualcuno, non è possibile fare oggi. Certo, c’è chi dice di essere in grado di farlo (spesso facendo previsioni “a posteriori”), ma non fa parte della comunità scientifica e si può considerare come minimo un visionario (e non vado oltre…). Il problema è che a questi visionari qualcuno crede davvero.
Un altro mito da sfatare è che ci sia la formazione di “nuove” faglie: i terremoti principali avvengono tutti lungo faglie già esistenti, ben documentate e inventariate nei cataloghi delle sorgenti sismiche. Anche la faglia del Monte Vettore era ampiamente conosciuta in bibliografia scientifica e nei database, oltreché ben visibile nelle immagini satellitari. Comunque il 26 ottobre non si è messa in movimento un’altra faglia, bensì il settore della faglia del Monte Vettore immediatamente a nord di quello che si è mosso ad agosto.
Tengo inoltre a precisare che non è il terremoto a fare vittime e danni, che sono invece conseguenza della cattiva edilizia: edifici costruiti male oppure in zone a rischio, dove per zone a rischio in caso di terremoto si intendono zone in cui a causa del sisma si possono verificare frane che colpiscono le strutture o zone in cui, per la loro costituzione geologica, si hanno amplificazione delle onde sismiche o liquefazione del terreno.
Che cosa succederà in futuro? Con queste premesse sarà chiaro che non si sa se (tantomeno dove) nell’Appennino centrale ci saranno nuove scosse importanti. Quanto alla frequenza dei terremoti nel nostro Paese, usando i dati del catalogo parametrico dei terremoti italiani dell’Ingv, si scopre che:
– I 50 anni fra il 1870 e il 1920 sono stati caratterizzati da una attività sismica particolarmente intensa: 32 eventi con M uguale o superiore a 5.5 (uno ogni anno e mezzo circa). La crisi si concluse con gli eventi dell’alta Toscana della seconda metà degli anni 10.
– Dopodiché, tra il 1920 e il 1961, ci sono state diverse decine di anni piuttosto tranquilli: in 41 anni dal 1921 al 1961 10 eventi hanno interessato l’italia, uno ogni 4 anni e sostanzialmente senza fare
troppi danno
– Fra il 1962 e il 1984 abbiamo avuto un particolare addensamento sismico (10 eventi in 22 anni, uno ogni 2 anni) con eventi quali Belice, Friuli e Irpinia che hanno davvero lasciato il segno.
– Tra il 1985 e il 2009 in circa 25 anni abbiamo avuto – come eventi importanti – solo la sequenza di Colfiorito.
Per quanto riguarda gli ultimi anni siamo a nove eventi in 20 anni e, in particolare tre zone importanti sono state investite negli ultimi sette, con altre scosse di un certo livello in Toscana. E dal 1915 si rileva una pressoché totale assenza di eventi importanti al sud se si eccettuano i tre episodi che hanno riguardato l’Irpinia. In sostanza, non si rileva niente di anomalo nei recenti eventi che fanno parte della normale storia sismica di un paese come l’Italia.  di  | 30 ottobre 2016 http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/10/30/terremoto-centro-italia-la-coda-delle-scosse-non-e-inaspettata/3131099/

Continua la “guerra” dei rifiuti tra aziende e tecnici pagate da aziende concorrenti in conflitto di interesse?

La società Ecoambiente, secondo l’articolo di ieri sul quotidiano “Latina editoriale Oggi”, avrebbe richiesto l’annullamento dell’AIA di Rida Ambiente per il Tmb di Aprilia. Tutti sappiamo che il Tmb di Aprilia ha una capacità praticamente doppia di trattamento dei rifiuti rispetto a quella prodotta dalla provincia di Latina, anche in assenza di una valida ed efficiente raccolta differenziata  che dovrebbe ridurre ulteriormente il fabbisogno. Questo fatto, insieme alla scadenza delle autorizzazioni del Tmb di Ecoambiente, sulla cui validità i cittadini oltre a nutrire dubbi hanno presentato ricorso, spiega il motivo del ricorso, per interesse diretto verso una concorrente della società Ecoambiente. Come se Rida Ambiente che ha presentato, per il tramite della Paguro o comunque con partecipazioni societarie nella Paguro, facesse ricorso contro le AIA di Indeco o di Ecoambiente, per favorire la realizzazione della propria discarica. L’invaso della società Indeco S8 è sequestrato dall’8 gennaio per l’esaurimento dei volumi che secondo la regione Lazio era noto da agosto 2015. Di conseguenza l’AIA Indeco è scaduta e la stessa società avrebbe dovuto effettuare (almeno dal mese di agosto) la gestione post mortem che avrebbe dovuto imporre la regione. Regione, di solito ritardataria o comunque poco reattiva, che il pomeriggio dell’8 gennaio diffondeva un comunicato a favore dell’Indeco di critica della Procura… Anche l’AIA di Ecoambiente, per esaurimento dei volumi, è scaduta e ugualmente e la stessa società avrebbe dovuto effettuare  la gestione post mortem che avrebbe dovuto imporre la regione. Invece anche qui la regione è reattiva per difendere le società di Borgo Montello ma non certo per imporre l’attuazione della normativa per la quale è già sotto procedura di infrazione. Sorvoliamo sulla procedura di chiusura delle conferenze AIA su alcuni rinnovi, tutti impugnati dai cittadini per presunte irregolarità o addirittura per mancanza di disponibilità dell’immobile in procedenza sequestrato dalla Procura di Roma. Un po’ come nelle storielle di chi accusa l’altro… In questa storia, anzi con altre storie di impianti di compostaggio esistenti o bloccati, con collegamenti a soggetti variamente chiaccherati si inserisce spesso anche il comune di Aprilia. Non risponde alle lettere dei cittadini, per esempio, sui problemi Kyklos e guarda caso, come i cittadini temevano, arriva un terribile incidente. Lo stesso comune poco incisivo in merito alla turbogas e anche qui un incidente previsto dai cittadini… Per contrastare il progetto della discarica della Paguro il comune di Aprilia nomina un consulente di una ditta operante nel comune di Aprilia e nello stesso settore dei rifiuti. Tutto legittimo? Sicuramente.  Però diventa difficile per i cittadini pensare che comuni o regione in modo disinteressati sulla questione rifiuti. Questione che per molti esponenti (o ex) della regione significa processi… 

a proposito della tangenziale di Latina collegata al corridoio tirrenico meridionale, autostrada Roma Latina

Ci voleva il sindaco Coletta per arrivare ad un confronto pubblico tra favorevoli e contrari all'autostrada Borgo Piave (Latina) - Tor de Cenci (Roma) che, come tutti ammettono:
- non collega Latina ne con Roma, ne con il raccordo anulare, ne con le autostrade, ne con la metropolitana, in quanto si ferma a Tor de Cenci e non risolve certo il problema "tappo" che, solitamente, si crea nel punto dove si ferma il progetto;
- sarà con costi notevoli per autisti (circa 6 euro da Latina a Roma, altrettanto per il ritorno);
- non crea posti di lavoro , lo stesso Klinger (pro autostrada) ha dei dubbi sui 4 mila addetti per la costruzione (spalmati nei 7 anni minimo della durata del progetto) e ritiene più vicina alla realtà la stima dei posti fissi (182);
- ricalca per buona parte la Pontina che quindi subirà fermi, deviazioni, ritardi nei 7 anni (minimo) dei lavori duranti i quali ci possiamo scordare qualsiasi certezza nei tempi di percorso;
- danneggerà notevolmente le aziende e i posti di lavoro attuali sulla Pontina con la chiusura di diverse attività, come ammesso dal presindente di Unindustria.

A questi danni certi che non fermeranno il progetto caro al sistema "Incalza" costato il posto da ministro a Lupi, ne i sabotaggi alla Pontina o le mancate manutenzioni (come è successo per l'Aurelia) per "obbligare" i cantieri secondo la legge definita "criminogena" da Cantone, si aggiungeranno quelli della tangenziale di Latina.

Oltre all'impatto anche qui, al taglio delle aziende, ad oggi non è chiaro:
- se il vincolo preordinato all'esproprio sia o meno regolare sia stato apposto o meno;
- se il vincolo stradale della tangenziale risulti nei documenti urbanistici e nei relativi certificati di destinazione urbanistica;
- se il tracciato sia in conflitto con altre strade (per esempio la Mare Monti) e opere previste nei PRG,
- se chi sta costruendo oppure ha costruito dopo la pubblicazione del progetto abbia o meno rispettato le distanze apposte nel vincolo e se tali costruzioni saranno oggetto di esproprio oppure di demolizione e se verranno pagate qualora in contrasto con il vincolo.
Insomma sembra l'ennesimo pasticcio di un progetto sicuramente da migliorare, secondo Klinger, ma che se non venisse realizzato, sempre secondo lo stesso presidente di unindustria, sarebbe una perdita pesante di credibilità.
Come se già non ne avessimo perso abbastanza con i milioni spariti, secondo la Corte dei Conti, proprio sullo stesso progetto e con i continui avvertimenti dai ponti e cavalcavia, a volte scoperti per caso, come per il ponte su Rio Martino, sperando di prevenire un altro caso Lecco

tangenziale di Latina Borgo Piave nel tratto nord che si incrocia con la via del Gionco, la via Chiesuola, la via Torre La Felce, la via del Saraceno http://studiogiorgiolibralato.blogspot.it/2016/03/tangenziale-di-latina-borgo-piave-nel.html


tangenziale di Latina secondo tratto: via del Saraceno, via Epitaffio , Mare Monti, via Torrenuova Santa Fecitola, strada Orba http://studiogiorgiolibralato.blogspot.it/2016/03/tangenziale-di-latina-secondo-tratto.html


tangenziale di Latina 3.o tratto da via Torre La Felce al canale delle acque medie http://studiogiorgiolibralato.blogspot.it/2016/03/tangenziale-di-latina-3o-tratto-da-via.html

tangenziale di Latina 4.o tratto dal canale delle acque medie, via del Saraceno, incrocio con Mare Monti, via Epitaffio

tangenziale di Latina 5.o tratto da via Epitaffio a via Mercurio http://studiogiorgiolibralato.blogspot.it/2016/03/tangenziale-di-latina-5o-tratto-da-via.html

tangenziale di Latina 6.o tratto da via Mercurio (Pantanaccio) a via Tor Tre Ponti http://studiogiorgiolibralato.blogspot.it/2016/03/tangenziale-di-latina-6o-tratto-da-via.html

tangenziale di Latina 7.o tratto strada Tor Tre Ponti, strada Torrenuova

Tangenziale di Latina 8.o tratto tra la strada Torrenuova, via Orba e Santa Fecitola http://studiogiorgiolibralato.blogspot.it/2016/03/tangenziale-di-latina-8o-tratto-tra-la.html

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tangenziale di Latina 9.o tratto strada Orba, Santa Fecitola, strada Cieca

Immagine incorporata 1

10.tratto tangenziale di Latina strada Cieca Santa Fecitola, canale delle Acque Medie, SR 156 dei Monti Lepini Borgo San Michele http://studiogiorgiolibralato.blogspot.it/2016/03/10tratto-tangenziale-di-latina-strada.html



11.o tratto (ultimo) della tangenziale di Latina tra la SR 156 dei Monti Lepini, Borgo San Michele, via Migliara 43 (SP Segheria) SR 148 Pontina http://studiogiorgiolibralato.blogspot.it/2016/03/11o-tratto-ultimo-della-tangenziale-di.html