mercoledì 3 ottobre 2012
Pontinia Tefisel decreto revocato
Pontinia, la pronuncia del Tribunale sui 644mila euro. Nullo anche il lodo arbitrale
Tefisel, decreto revocato
Il caso portato in aula: oggetto il rapporto tra il Comune e la società
QUEL decreto ingiuntivo è
stato definitivamente revocato:
è da cestinare. Dei 644mila
euro che erano stati richiesti
non si dovrà sborsare neanche
un centesimo.
La decisione del giudice civile del Tribunale di Latina Raffaele Miele mette un punto
fermo, netto e soprattutto la
parola fine nella lunga e tormentata storia tra la Tefisel, la
società incaricata per il censimento delle unità immobiliari
a Pontinia e la città, o meglio il
Comune di Pontinia.
Le parti
erano due in
aula: oltre
alla società
che ha anc h e u n a
parte delle
quote addirittura a Pan a m a ,
s ul l ’a l tr a
s p o n d a
c’era Sandro Marcello Novelli e
l’Associazione per i diritti del
contribuente del Comune di
Pontinia, rappresentata
dall’avvocato Bernardino Palumbo che ha portato avanti
una battaglia durata diversi anni. Una battaglia con cui ha
strappato un risultato significat ivo .
Ma non c’è soltanto la revoca
del decreto ingiuntivo, il giudice si è pronunciato anche sul
lodo arbitrale stipulato al tempo dei fatti contestati; in una
postilla si riportava che in caso
di disputa tra Comune di Pontinia e azienda, l’unica strada
era quella dell’arbitrato. Quel
lodo arbitrale è stato dichiarato
nullo perchè l’arbitrato non è
consentito nei contratti con la
pubblica amministrazione.
Il famigerato decreto ingiuntivo numero 1327/05 è stato
revocato, mentre il «famoso»
lodo del 16 giugno del 2005, su
cui erano state costruite le fondamenta per il decreto dunque
è stato dichiarato nullo. Il
«braccio di ferro» con la Tefisel è datato, l’iniziale difesa del
Comune di Pontinia rappresentata dall’avvocato Francesco Palumbo, aveva puntato su
una serie di eccezioni che poi
diversi anni dopo, neanche a
farlo apposta, si sono rivelate
decisive. L’incarico a Francesco Palumbo con il cambio di
amministrazione da Mochi a
Tombolillo, era stato revocato,
ma la vicenda era andata avanti
fino all’altro giorno.
Ci sono alcuni passaggi della
sentenza che non possono passare inosservati. «Rileva il Tribunale che la questione relativa
alla natura delle prestazioni
conferite alla Tefisel srl dal
contratto di appalto in oggetto
non appare dirimente, posto
che, in ogni caso, la controversia derivante dalla pattuizione
non poteva essere compromessa in arbitri irrituali». Non a
caso il magistrato tira fuori una
sentenza della Cassazione.
«L’amministrazione è portatrice di un interesse pubblico con
il suo agire deve ispirarsi; ne
consegue che alla stessa è preclusa la possibilità di avvalersi
nelle risoluzione delle controversie da contratti di appalto
conclusi con privati dell’arbi -
trato irrituale o libero»
Morale: decreto revocato e
lodo nullo.
A.B. Latina Oggi 3 ottobre 2012
ferrovie eterni disagi pendolari, i verdi chiedono destinare fondi corridoio bis a TPL
COMUNICATO STAMPA
FERROVIE
BONESSIO (VERDI): ETERNI DISAGI PER I PENDOLARI. FERMARE SUBITO RACCORDO BIS E DESTINARE FONDI A TPL
“Questa mattina l'ennesima odissea per migliaia di cittadini pendolari, che sono rimasti bloccati per ore a causa dell'ennesimo guasto alla linea Roma-Viterbo. Purtroppo si tratta dell'ennesimo episodio che ci troviamo a registrare, a fronte di decine e decine di segnalazioni quotidiane che ci giungono di disservizi sul sistema di trasporto pubblico locale del Lazio. A fronte degli aumenti, i cittadini si ritrovano a viaggiare in condizioni pessime, in convogli e mezzi spesso sporchi, non riscaldati, o privi di aria condizionata, sovraffollati, e con sempre più frequenti ritardi.”. Lo dichiara Nando Bonessio, presidente dei Verdi Lazio.
"Tutto questo è frutto anche dei tagli fatti al TPL dal governo Berlusconi, sui quali mai una parola è stata detta da Alemanno e Polverini. Ma quel che è peggio è perseverare, che come dice il detto, è diabolico. Ci riferiamo al fatto che si vuole realizzare il cosiddetto Raccordo Bis, un nastro d’asfalto di 34,5 km a 6 corsie più 2 di emergenza (40metri di larghezza) con pedaggio a pagamento che solcherà il territorio di 12 comuni ad elevata densità abitativa. Il costo complessivo, dicono, sarà di 1miliardo 660milioni di € per un costo di circa 48 milioni a chilometro. Il tutto senza il minimo investimento per potenziare il trasporto pubblico o creare nuove linee di trasporto ferroviario".
"Troviamo questo modello di cosiddetto "sviluppo", antico e antistorico. Chiediamo pertanto che si riveda il progetto, e si destinino fondi al potenziamento delle linee di trasporto pubblico in tutta la regione. C'è una continuità che va dal governo nazionale a quelli locali del Lazio e di Roma: chi amministra oggi non ha a cuore la mobilità, il diritto alla mobilità. Si pensa solo a realizzare grandi infrastrutture che fanno parte della storia del secolo scorso, anziché guardare alle vere esigenze di mobilità dei cittadini, e sviluppare reti di mobilità pubblica sostenibile e pulita come si fa nel resto d'Europa.".
BONESSIO (VERDI): ETERNI DISAGI PER I PENDOLARI. FERMARE SUBITO RACCORDO BIS E DESTINARE FONDI A TPL
“Questa mattina l'ennesima odissea per migliaia di cittadini pendolari, che sono rimasti bloccati per ore a causa dell'ennesimo guasto alla linea Roma-Viterbo. Purtroppo si tratta dell'ennesimo episodio che ci troviamo a registrare, a fronte di decine e decine di segnalazioni quotidiane che ci giungono di disservizi sul sistema di trasporto pubblico locale del Lazio. A fronte degli aumenti, i cittadini si ritrovano a viaggiare in condizioni pessime, in convogli e mezzi spesso sporchi, non riscaldati, o privi di aria condizionata, sovraffollati, e con sempre più frequenti ritardi.”. Lo dichiara Nando Bonessio, presidente dei Verdi Lazio.
"Tutto questo è frutto anche dei tagli fatti al TPL dal governo Berlusconi, sui quali mai una parola è stata detta da Alemanno e Polverini. Ma quel che è peggio è perseverare, che come dice il detto, è diabolico. Ci riferiamo al fatto che si vuole realizzare il cosiddetto Raccordo Bis, un nastro d’asfalto di 34,5 km a 6 corsie più 2 di emergenza (40metri di larghezza) con pedaggio a pagamento che solcherà il territorio di 12 comuni ad elevata densità abitativa. Il costo complessivo, dicono, sarà di 1miliardo 660milioni di € per un costo di circa 48 milioni a chilometro. Il tutto senza il minimo investimento per potenziare il trasporto pubblico o creare nuove linee di trasporto ferroviario".
"Troviamo questo modello di cosiddetto "sviluppo", antico e antistorico. Chiediamo pertanto che si riveda il progetto, e si destinino fondi al potenziamento delle linee di trasporto pubblico in tutta la regione. C'è una continuità che va dal governo nazionale a quelli locali del Lazio e di Roma: chi amministra oggi non ha a cuore la mobilità, il diritto alla mobilità. Si pensa solo a realizzare grandi infrastrutture che fanno parte della storia del secolo scorso, anziché guardare alle vere esigenze di mobilità dei cittadini, e sviluppare reti di mobilità pubblica sostenibile e pulita come si fa nel resto d'Europa.".
ROMA 3 ottobre 2012
UFFICIO STAMPA
Giulio Finotti 340 2734910
Sergio Ferraris 347 3803887
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GRUPPO VERDI - REGIONE LAZIO
Via della Pisana 1301 – 00163 Roma
Tel. 06 6593 7014, 06 65937043 - Fax. 06 65937089
Capo Ufficio Stampa: Antonio BaroneMail. ufficiostampa.verdi@ regione.lazio.it
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referendum regionale rifiuti conferenza stampa 4 ottobre
COMUNICATO STAMPA
REFERENDUM RIFIUTI
Bonessio: I Verdi parteciperanno alla conferenza stampa di Giovedì 4 ottobre 2012.
“I Verdi daranno massimo sostegno al referendum abrogativo del Piano Regionale Rifiuti indetto dal Comitato Promotore - Forum Rifiuti Zero Lazio, a partire dalla conferenza stampa di presentazione che si terrà Giovedì 4 ottobre 2012, presso la Sala dei Gruppi Consiliari del Comune di Roma, in via delle Vergini 18 – 3° piano. - afferma il Presidente dei Verdi del Lazio, Nando Bonessio – Questo referendum, reso possibile dal grande lavoro di sensibilizzazione svolto dal Comitato Promotore sulle Amministrazioni Comunali, è un esempio di come si possa fare democrazia dal basso, grazie alla mobilitazione dei sindaci e dei comitati. Si tratta di un'esperienza che sicuramente andrà replicata sui grandi temi sia di Roma, sia del Lazio, per consentire ai cittadini di "contare in maniera diretta" sulle questioni che li riguardano e per levare “acqua al mulino” dei poteri forti che, proprio sui rifiuti, sono ben radicati”.
ROMA 3 ottobre 2012
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corteo no corridoio tirrenico sabato 13 ottobre
Corteo del Comitato No Corridoio e di tutti i cittadini a Spinaceto Tor de Cenci Villaggio Azzurro Torrino Mezzocammino contro la Bretella.
Appuntamento Piazza Bertani (Tor de Cenci) alle 9:30
6 uno zero sabato ore 14,30 in difesa della Valle del Sacco
- Piazzale dello Scalo [davanti Stazione Ferroviari
a - COLLEFERRO ] Grande Manifestazione a Difesa dell'Ambiente e della Salute.
6 1 0 ? Colleferro 6 ottobre 2012 ore 14.30 Piazza Italia - Colleferro
---> RIPRENDIAMOCI LA NOSTRA VALLE ! <---
>> Il 6 ottobre 2012 sarà l’inizio di un percorso, la prima grande tappa per riprendersi, per rinvigorire il proprio territorio. Si tratterà di un momento di mobilitazione che nasce dalla necessità di contrastare il “saccheggio“ ambientale della Valle del Sacco.
L’intera Valle attraversata da un fiume che scorre lento e porta con sé i disastri dell’inquinamento che in sessant’anni ha messo in ginocchio l’essenza di interi paesi, avvelenando la terra, i suoi prodotti e i suoi abitanti.
Il C.V.S. ( Coordinamento Valle del Sacco), organizzazione territoriale che racchiude realtà locali di ogni genere, si fa promotore di questa grande manifestazione a Colleferro, fulcro del disastro ambientale, protagonista e vittima di scelte scellerate che minano, ancora oggi, la salute di tutta la comunità della Valle del Sacco.
Il 6 ottobre, i cittadini dei diversi paesi della zona scenderanno per le strade di Colleferro per ribadire il proprio dissenso alla gestione insostenibile incentrata su un’industrializzazione fuori controllo, dai parametri di sostenibilità sia economica che ambientale.
Nel tempo si sono rubate braccia e menti utili ad un territorio a vocazione agricola, con il miraggio di una sicurezza economica a lungo termine, dettata dal sogno industriale; oggi ci accorgiamo che questo sogno è svanito nel nulla, lasciando macerie alle sue spalle e precludendo in parte un percorso “all’inverso”.
Sarà un giorno di protesta per dimostrare che i cittadini non sono più disposti ad accettare decisioni calate dall’alto che devasteranno ulteriormente il loro territorio.
Verrà gridato con fervore il NO al piano rifiuti regionale.
Dopo anni di sversamento in discarica (Colleferro) e inceneritori di rifiuti (Colleferro), di pneumatici e di biomasse (Anagni) è giunta la seconda fase di questa obsoleta gestione dei rifiuti, con l’ipotesi degli impianti di Trattamento Meccanico Biologico (Colleferro) e a Castellaccio (Paliano). Le indicazioni della Commissione Bicamerale sul traffico illecito dei rifiuti, gli studi internazionali che si moltiplicano con valutazioni sconcertanti, interi territori che insorgono sull’eventualità di vedere tonnellate di rifiuti interrati, non sono sufficienti per chi, nel nome dell’emergenza, vuole invadere la Valle del Sacco con l’arrivo di una quantità enorme di immondizia romana.
Risuonerà forte l’opposizione alla costruzione di impianti progettati per alimentare gli inceneritori e che prolungheranno la vita alla discarica di Colle Fagiolara.
Un’intera giornata per far germogliare un momento di discussione, di divulgazione, al fine di riempire la manifestazione di contenuti, di testimonianze locali e di proposte verso un cambiamento virtuoso.
I membri del Coordinamento prepareranno assemblee pubbliche, incontri nei quartieri e iniziative nei vari comuni per informare adeguatamente la cittadinanza verso una manifestazione che inaugurerà la strada della partecipazione, in modo da costruire con i mattoni del buonsenso e del bene comune, una Valle più salubre e più vivibile da lasciare ai nostri figli.
Info: 338.59.09.983 - PAGINA FB UFFICIALE: http://www.facebook.com/CoordinamentoValleDelSacco
SITO UFFICIALE - http://seiunozerovalledelsacco.wor dpress.com/
nucleare: carenze i tutti reattori delle centrali Francesi
Francia, nucleare: per gli stress test europei “carenze in tutti i reattori”
Il quotidiano francese Le Figaro anticipa i risultati degli stress test condotti dalle autorità europee dopo la tragedia di Fukushima. Dei 58 reattori francesi (su 134 in Europa), nessuno è risultato completamente in linea con le misure di sicurezza richieste, in particolare sul fronte dei possibili danni sismici

nucleare fukushima
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Erano stati decisi subito dopo la tragedia diFukushima. Ora, a diciotto mesi da quel disastro, i risultati degli stress test condotti sulle centrali nucleari europee stanno per essere resi noti. E sono preoccupanti: secondo le prime indiscrezioni apparse sul sito del quotidiano Le Figaro, tutti i 58 reattori francesi (su un totale per l’Unione europea di 134) presentano carenze in materia di sicurezza.
L’indagine condotta dall’Ensreg, l’organismo europeo che raccoglie le agenzie di sicurezza nucleare di ogni Stato Ue, non ha promosso a pieni voti neanche uno dei reattori del Paese, che rappresenta di gran lunga la potenza numero uno dell’atomo nell’Unione. Questi stress di resistenza sono stati portati avanti per un anno. E domani l’intero documento, relativo ai Ventisette, dovrebbe essere approvato dallaCommissione Ue, che poi ne segnalerà le conclusioni e le raccomandazioni ai dirigenti di tutti gli Stati membri, in occasione del prossimo summit europeo, forse già in ottobre.
Da Bruxelles hanno messo da giorni le mani avanti: non è prevista la chiusura immediata di nessun reattore. «In generale la situazione è soddisfacente, ma non dobbiamo avere nessun trattamento di favore», ha sottolineato Gunther Oettinger, commissario all’Energia. I problemi, però, esistono eccome, soprattutto nei 58 reattori francesi, raggruppati in 19 centrali (quattro delle quali vicine al confine con l’Italia). L’Ensreg ha esaminato i dati forniti dall’agenzia nazionale, l’Asn, e ha poi inviato propri ispettori nei complessi di Cattenom, Chooz, Fessenheim e Tricastin. Lo studio è durato un anno. Ebbene, nessuno dei reattori d’Oltralpe dispone di quegli strumenti di misurazione sismica ormai necessari nel dopo-Fukushima. Non sono adeguati neppure gli equipaggiamenti per il soccorso, dislocati nelle centrali, a differenza di quelli di altri Paesi, come la Germania, il Regno Unito, la Svezia e la Spagna, trovati in regola. Queste carenze, in particolare, erano già state individuate dall’Asn, l’agenzia di sicurezza francese. E Edf, il colosso pubblico, che gestisce i reattori, si era già impegnato a provvedere: un’operazione, comunque, ancora in corso.
Elemento sorprendente individuato dallo studio europeo: la centrale di Fessenheim, in Alsazia, da anni nel mirino delle critiche, perché la più vecchia dell’intero parco nucleare nazionale (François Hollande ha già promesso di chiuderla a partire dal 2016), non è la più insicura. Ad esempio, le procedure previste in caso di incidente grave sono state giudicate insufficienti a Chooz e aCattenom, ma sono state «promosse» a Fessenheim. Secondo gli autori dell’inchiesta, comunque, citati dal sito del Figaro, «la tragedia di Fukushima ha dimostrato che i reattori devono essere protetti anche contro incidenti considerati altamente improbabili». E da questo punto di vista nessun reattore francese sembra trovarsi al livello delle nuove esigenze. Lo studio, però, sottolinea che tutti i reattori d’Oltralpe sono dotati di ricombinatori catalitici d’idrogeno, che, se fossero stati presenti a Fukushima, avrebbero evitato una serie di esplosioni.
Secondo il documento europeo, sono necessari fra i 10 e i 25 miliardi di euro per mettere a norma i 134 reattori dell’Unione (presenti in 14 Paesi). A Parigi la Corte dei Conti, nel gennaio scorso, aveva indicato in 5,6 miliardi l’investimento necessario su 14 anni per rendere davvero sicure tutte le centrali francesi.http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/02/francia-nucleare-per-stress-test-europei-carenze-in-tutti-reattori/370118/
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Pontinia Cotral bus strapieni, al Fellini riparte corso teatrale
dalla pagina on line del quotidiano La Provincia la pagina di Pontinia: la protesta per il ripetersi in modo sempre peggiore dell'organizzazione del trasporto pubblico con i bus che arrivano strapieni a Pontinia. In tempi di crisi dove la macchina è un lusso e comunque per i giovani che la macchina non la potrebbero nemmeno guidare per andare a scuola la corriera è l'unico mezzo. E' l'ennesimo segno della decadenza e del degrado della gestione della cosa pubblica. Mentre alla regione la maggioranza del pdl gozzovigliava venivano tagliati il trasporto pubblico (oltre alla sanità, ai posti letto, gli ospedali, l'assistenza ai disabili, alle classi sociali più deboli). E infatti il pdl (Torelli e Mochi) fanno la morale a Tombolillo mentre uno prendeva i soldi proprio dalla regione grazie alle sue amicizie nello stesso pdl dello scandalo e l'altro se non restituisce i soldi presi e non dovuti proprio dal comune è incompatibile
http://ww7.virtualnewspaper.it/quotidiano/books/121003latina/index.html#/22/
http://ww7.virtualnewspaper.it/quotidiano/books/121003latina/index.html#/22/
martedì 2 ottobre 2012
Pontinia circondati da centrali arriva quella a biomasse a 3 km
Pontinia ha superato i 40 progetti di centrali elettriche nonostante sarebbe bastato coprire il 10% dell'area compresa nelle zone perimetrate da PRG per alimentare le abitazioni, gli uffici e i negozi, con impianti fotovoltaici sulla copertura dei fabbricati. Avremmo cioè avuto l'autosufficienza civile senza emissioni nocive, senza consumare altro suolo, senza togliere centinaia di ha di fertile superficie agricola. Ogni cittadino con il suo impianto avrebbe avuto anche il vantaggio notevole dell'autoconsumo e gli incentivi relativi. Per fare un esempio chi oggi ha una bolletta (aumentata proprio ieri) di circa 250 € installando un impianto di circa 4 kw, avrebbe avuto un risparmio sulla bolletta che sarebbe scesa a circa 50-60 € con gli incentivi di oltre 200 €. Con il vantaggio che tale meccanismo avrebbe indotto e facilitato comportamenti virtuosi. La zona di borgo Pasubio da anni la sera e la nota sono spesso ammorbate da aria irrespirabile per l'acre odore di gomma e plastica bruciata. E il fatto che avvenga con il buio fa pensare a qualcosa che forse non è lecito. Ad agosto approvata l'ennesima centrale a biogas nell'area di Mazzocchio la moda del momento con i rischi noti (vedere http:// pontiniaecologia.blogspot.it/ 2012/09/il-disastro-delle- centrali-biogas-cosa.html). Arriva a 3 km dal centro abitato (anche se nel comune di Sabaudia) la centrale a biomasse, l'ennesima, altra moda deleteria che porta nanoparticelle, diossina e composti cancerogeni vari:
| Dal: 02.10.2012 Al: 17.10.2012 | 2012/65468 | D. Lgs. 387/03. Società FI.DES. s.s. Presa d’Atto delle varianti non sostanziali al progetto autorizzato. Impianto per la produzione di energia elettrica, di potenza pari a 995 Kw, alimentato da biomassa liquida, classificata sub-fonte “altre biomasse liquide” in alternativa alla sub-fonte olii vegetali, sito in Sabaudia, Loc. B.go San Donato, Via Portosello (F. 2, p.lla 335-336-115). | Autorizzazioni e Concessioni | Ecologia ed Ambiente |
Pontinia centrali come funghi, impianto a biogas a Mazzocchio
Pontinia, Ecologia e territorio invita a monitorare sugli aspetti relativi la sicurezza
Centrali come funghi
Prevista per l’area di Mazzocchiola realizzazione di un impianto a biogas
L’AREA industriale di Mazzocchio è praticamente una calamita per chiunque abbia intenzione di realizzare una centrale. Certo, il territorio si
presta, se si considerano parametri che poco hanno a che
vedere con i nuclei abitati. La
trafila è lunga, e passa per un
progetto turbogas saltato, per
una biomasse in discussione
per qualche pannello fotovoltaico qua e là ed infine c’è anche
la biogas. Un impianto diverso
questo, che mette d’accordo,
«amministrazioni, agricoltori,
confinanti, cittadini, associazioni ambientaliste» come ben
sottolinea il portavoce dell’as -
sociazione Ecologia e Territorio Giorgio Libralato, che però
ha cercato qualche informazione in più. Del resto documentarsi un po’ non fa mai male,
soprattutto rispetto alla realizzazione di un nuovo impianto
che ha già il nulla osta della
Provincia. Di fatto « l'umido
non sarebbe più conferito al
contestato impianto di compostaggio della Sep - commenta
Libralato che ancora non riesce
ad aprire per le varie difficoltà
tecniche ed amministrative secondo le cronache, bensì alla
centrale a biogas, sempre di
Mazzocchio. Ma davvero le
centrali a biogas sono la soluzione?». Le perplessità
d el l’ambientalista starebbero
nel rischio infiammabilità dei
gas, come documentato anche
sul portale dell’a s s o ci a z i o n e
basandosi in parte su inchieste
pubblicate in Germania dove le
centrali biogas vengono realizzate da anni. «Uno dei punti
critici - continua Libralato - è
proprio l'alta infiammabilità
delle sostanze prodotte. Ricordiamo che la centrale a biomasse e quella a turbogas hanno
avuto gli ostacoli maggiori dalla variante urbanistica del comune di Pontinia che assoggetta la realizzazione, modifica,
trasformazione di insediamenti
nuovi o esistenti alla compatibilità con il rischio esistente di
2 impianti soggetti alla direttiva
Seveso». Insomma due centrali
troppo vicine, non ci possono
stare, ma c’è di più. «La nuova
attività - conclude Libralato -
sembra appunto che sia compresa al punto 4 - nell'allegato A
con riferimento (articolo 5,
comma 2)
della direttiva Seveso
dove per gli
impianti a
rischio di
incidente rilevante sono individuati ‘S t ab i l i m e n t i
per la produzione, la
t r as f o rm azione o il
tr att amen to
di gas energetici, per
esempio gas
di petrolio
li qu efa tt o,
gas naturale
liquefatto e
gas naturale di sintesi’». Prima
di conoscere il progetto, in cui
sicuramente sono stati previsti
tutti i parametri per la sicurezza,
si possono solo fare ipotesi o
meglio si più solo invitare chi di
competenza ad accertarsi che
non esistano rischi.
M.S.G. Latina Oggi 2 ottobre 2012 http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/58a282b39fc4db0befc8/pag27sabaudia.pdf
acqua il mutuo con la depfa bank che scotta per acqualatina
A metà dello scorso anno l’istituto (che ha erogato 115 milioni) aveva chiesto maggiori garanzie
Acqua, il mutuo che scotta
Addessi e Besson a Londra per modificare il contratto e convincere Depfa
DEPFA bank, il super finanziatore degli investimenti di
Acqualatina spa, voleva più
garanzie sul mutuo da 115 Latina Oggi 2 ottobre 2012
milioni di euro, anche perché
la situazione finanziaria della
società negli ultimi anni non è
stata delle migliori. Le ulteriori credenziali le hanno dovute
dare i sindaci con modifiche
alla convenzione di gestione lo
scorso novembre. E ora il presidente e l’ad della spa sono a
Londra per convincere Depfa
a non far crollare tutto.
L’impresa non è facile ma
il presidente di Acqualatina, Giuseppe Adessi, e
l’amministratore delegato, Raimondo Besson, sono volati a Londra con in
tasca le nuove delibere di
alcuni dei Comuni-soci
più importanti e con una
decisione della conferenza dei sindaci che dovrebbe rassicurare Depfa
Bank. Quest’ultima a metà dello scorso anno aveva
espresso forti dubbi sulla
capacità della spa delle
acque di mantenere fede
agli impegni sul mutuo da
115 milioni concesso nel
2007. L’undici novembre
del 2011 la conferenza dei
sindaci dell’Ato4 si è occupata di questo problema ed ha offerto ulteriori
«stampelle» finanziarie al
mutuo, già sostenuto col
pegno sulle azioni di alcuni dei Comuni-soci più grandi, tra cui Latina, Formia, Fondi. Cioè: se ci
dovesse essere un problema serio nella restituzione
delle quote del mutuo saranno direttamente i Comuni a risponderne con i
loro patrimoni. Ad ogni
modo tutto questo dovrà
essere recepito dall’istitu -
to di credito ed è il motivo
per il quale i vertici di
Acqualatina si trovano
nella capitale britannica
in questi giorni. Le modifiche alla convenzione varate dalla conferenza dei
sindaci sono un po’ più
penalizzanti per gli enti
locali (ma in fondo non è
la prima volta che succede) ma più rassicuranti
per la banca e per la società che comunque deve
portare avanti il servizio,
pena il caos nella distribuzione e nella depurazione,
due segmenti essenziali
che vengono sostenuti negli investimenti proprio
grazie ai soldi messi a
disposizione dalla Depfa
Bank. Il nuovo rapporto
di forza tra la banca e la
spa era emerso a marzo
scorso dopo la pubblicazione del bilancio 2011.
In quel documento c’era -
no una serie di dettagli
relativi a incassi e crediti
pregressi che lasciavano
spazio a dubbi non tanto
sulla solvibilità di Acqualatina spa quanto sulla capacità di tenere in piedi un
mutuo importante come
quello firmato cinque anni fa e che ha durata
trentennale. A rendere più
difficile la situazione ci si
è messo poi il debito che
Acqualatina mantiene
verso i Consorzi, sempre
impugnato perché ne viene contestato il calcolo,
ma confermato con una
delibera della giunta regionale del Lazio dello
scorso aprile. Il presidente della spa, Addessi, ha
detto che se si dovesse
onorare del tutto il debito
verso i Consorzi la società
potrebbe entrare in crisi.
verdi no a nuove servitù a Borgo Montello
Verdi: no a nuove servitù
|
LATINA - «No all'incenerimento e all'ampliamento della discarica. Sì alla raccolta differenziata e grande attenzione alla variante urbanistica dell'area dove insiste la discarica di Borgo Montello». Lo dichiarano in una nota il Presidente nazionale dei verdi, Angelo Bonelli e Ferdinando Bonessio, Presidente regionale dei Verdi.
«Chiediamo al comune di Latina di non consentire nuove servitù ad aggravare la già pesante situazione
ambientale, con tanto d'inquinamento delle falde, certificata dall'Arpa Lazio dal 2005, mentre valutiamo positivamente l'iniziativa dello stesso comune di disciplinare l'area dal punto di vista urbanistico, cosa che non accadeva da oltre 40 anni - aggiungono - L'area, infatti, è ancora classificata catastalmente come 'bosco ceduò e 'seminativò mentre andrebbe classificata, appunto, come discarica.
Chiediamo - continuano i Verdi - d'approvare la modifica dello strumento urbanistico sopratutto per quanto riguarda la gestione del ciclo dei rifiuti in provincia di Latina. La discarica di Borgo Montello deve essere risanata e bonificata e deve essere residuale nel ciclo dei rifiuti che deve prevedere una raccolta differenziata spinta. Bene la perequazione e la compensazione ai cittadini per i danni subiti sia dal punto di vista ambientale sia economico per quanto riguarda la svalutazione degli immobili. Saremo al loro fianco sia per la ricerca della verità sui veleni e sui fusti tossici nella discarica, sia per stabilire le responsabilità di chi ha consentito che ciò avvenisse e risarcire i cittadini. Però i comuni e l'amministrazione provinciale devono fare la loro parte per ridurre i costi, dotando degli impianti per il riciclo e il recupero della materia la provincia di Latina come prevede la Comunità Europea che dal 2020 vieterà l'incenerimento dei rifiuti riciclabili. Si potrebbero così evitare le pesanti sanzioni economiche che la UE eleva all'Italia perché si continua a conferire il tal quale a Borgo Montello. A questo proposito i Verdi si costituiranno parte civile insieme ai cittadini nella causa per inquinamento delle falde acquifere di Borgo Montello nell'udienza dell'8 ottobre prossimo contro Ecoambiente».
«Chiediamo al comune di Latina di non consentire nuove servitù ad aggravare la già pesante situazione
ambientale, con tanto d'inquinamento delle falde, certificata dall'Arpa Lazio dal 2005, mentre valutiamo positivamente l'iniziativa dello stesso comune di disciplinare l'area dal punto di vista urbanistico, cosa che non accadeva da oltre 40 anni - aggiungono - L'area, infatti, è ancora classificata catastalmente come 'bosco ceduò e 'seminativò mentre andrebbe classificata, appunto, come discarica.
Chiediamo - continuano i Verdi - d'approvare la modifica dello strumento urbanistico sopratutto per quanto riguarda la gestione del ciclo dei rifiuti in provincia di Latina. La discarica di Borgo Montello deve essere risanata e bonificata e deve essere residuale nel ciclo dei rifiuti che deve prevedere una raccolta differenziata spinta. Bene la perequazione e la compensazione ai cittadini per i danni subiti sia dal punto di vista ambientale sia economico per quanto riguarda la svalutazione degli immobili. Saremo al loro fianco sia per la ricerca della verità sui veleni e sui fusti tossici nella discarica, sia per stabilire le responsabilità di chi ha consentito che ciò avvenisse e risarcire i cittadini. Però i comuni e l'amministrazione provinciale devono fare la loro parte per ridurre i costi, dotando degli impianti per il riciclo e il recupero della materia la provincia di Latina come prevede la Comunità Europea che dal 2020 vieterà l'incenerimento dei rifiuti riciclabili. Si potrebbero così evitare le pesanti sanzioni economiche che la UE eleva all'Italia perché si continua a conferire il tal quale a Borgo Montello. A questo proposito i Verdi si costituiranno parte civile insieme ai cittadini nella causa per inquinamento delle falde acquifere di Borgo Montello nell'udienza dell'8 ottobre prossimo contro Ecoambiente».
Lunedì 01 Ottobre 2012 - 17:33
Ultimo aggiornamento: 22:21http://www.ilmessaggero.it/latina/verdi_discarica_montello_latina/noti ie/222825.shtml
Ultimo aggiornamento: 22:21http://www.ilmessaggero.it/latina/verdi_discarica_montello_latina/noti ie/222825.shtml
Pontinia caso Udc, arriva la centrale a biogas
Dalla pagine on line de La Provincia di Latina i servizi su Pontinia
http://ww7.virtualnewspaper.it/quotidiano/books/121002latina/index.html#/22/ Continuano le polemiche sul caso udc a Pontinia. Chi ha promosso la fuoriuscita per i piercasinisti dalla maggioranza si è letto lo statuto comunale? conosce la politica e l'amministrazione? può essere che si continuino a guardare l'ombelico? dov'è il bene comune?
http://ww7.virtualnewspaper.it/quotidiano/books/121002latina/index.html#/24/ A Pontinia dopo i progetti delle centrali a biomasse, della turbogas, dell'inceneritore poteva mancare quello sulla biogas? Naturalmente no. Qual'è stato il dibattito in consiglio comunale? cosa ne pensa l'assessore all'ambiente? e' stato rispettato il relativo regolamento? e Paolo Torelli quello che aveva promesso che avrebbe fatto l'opposizione (cioè quello per cui è stato eletto) cosa ne pensa? e il presidente della commissione trasparenza?
http://www.verdiecologistipontini.blogspot.it/2012/10/a-pontinia-arriva-la-centrale-biogas.html
http://ww7.virtualnewspaper.it/quotidiano/books/121002latina/index.html#/22/ Continuano le polemiche sul caso udc a Pontinia. Chi ha promosso la fuoriuscita per i piercasinisti dalla maggioranza si è letto lo statuto comunale? conosce la politica e l'amministrazione? può essere che si continuino a guardare l'ombelico? dov'è il bene comune?
http://ww7.virtualnewspaper.it/quotidiano/books/121002latina/index.html#/24/ A Pontinia dopo i progetti delle centrali a biomasse, della turbogas, dell'inceneritore poteva mancare quello sulla biogas? Naturalmente no. Qual'è stato il dibattito in consiglio comunale? cosa ne pensa l'assessore all'ambiente? e' stato rispettato il relativo regolamento? e Paolo Torelli quello che aveva promesso che avrebbe fatto l'opposizione (cioè quello per cui è stato eletto) cosa ne pensa? e il presidente della commissione trasparenza?
http://www.verdiecologistipontini.blogspot.it/2012/10/a-pontinia-arriva-la-centrale-biogas.html
lunedì 1 ottobre 2012
Pontinia, Tombolillo e la Trasco, Report sviste o superficialità?
La puntata di ieri sera di Report è
stata come sempre importante per squarciare il velo della censura e
della disinformazione, come voleva dimostrare il filo conduttore
della puntata, sulle malefatte della mala politica, delle ruberie e
delle dissipazioni, dell'abuso di ufficio e dell'interesse personale.
Il passo successivo non poteva che essere il degrado e le maialate
del pdl romano, tra parentopoli, festini, soldi dei contribuenti e
dei disabili, delle famiglie bisognose e delle categorie sociali più
deboli consumati in ristoranti, hotel e festini dell'intera destra
romana. Anche il pd ha fatto la sua parte. O ne è stato complice
oppure non ha controllato come avrebbe dovuto fare una vera
opposizione. Passando dal nazionale al locale, da mafia e camorra,
malcostume e ruberie si è passati all'accostamento con la provincia
di Latina. Il caso Del Balzo e il caso Cusani erano già balzati agli
“onori” delle cronache locali. Mancava il caso Pontinia,
Tombolillo e la Trasco. Un giornalista che non è calato da Marte
conoscerebbe la differenza dei vari casi trattati. O se non li
conosce, un giornalista, fa le sue ricerche e verifiche. E allora i
casi sono 2 o il servizio è stato tagliato per esigenze di spazio a
favore di cronache più o importanti oppure non si è compresa la
situazione. Vero che Tombolillo è stato condannato e che ha pagato
(estinguendo il suo debito con la giustizia a differenza di quasi
tutti i casi elencati nel servizio ma questo non si è notato). Vero
che non c'è incompatibilità con la condanna e la carica. Ma chi non
è uno sprovveduto sa che la storia di Pontinia, dal 2004 si gioca su
degli errori contabili che hanno portato alla dichiarazione di un
dissesto dichiarato inesistente da: Corte dei Conti nel 2005, Tar
(due sentenze novembre 2004 e gennaio 2005), dal Ministero
dell'Interno e spiegato dal Consiglio con ripetuti errori di metodo o
di calcolo. Allo stesso modo un giornalista professionista sa che la
sentenza della Trasco condanna alcuni (non tutti, perchè?)
amministratori (alcuni presenti alle votazioni e delibere e altri
assenti) mentre salva i tecnici che hanno redatto e certificato i
conteggi (e qui c'è il perchè ancora più grande). Andando un po'
oltre la condanna (al contrario del degrado della politica in atto)
non è avvenuto per vantaggi dei condannati, né delle aziende di
amici, ma solo del riconoscimento di diritti sindacali. Poi la
ciliegina sulla torta. Il servizio si è aperto con le accuse del
moralista a targhe alterne che riscuote lo stipendio dal pdl della
regione Lazio, quello dello scandalo e del degrado sul quale sono
intervenuti addirittura Bagnasco e Napolitano. Quello che il
moralista a targhe alterne non ha detto è che il suo candidato a
sindaco è stato condannato per lo stesso motivo di Tombolillo e che,
secondo la stampa, non avrebbe pagato il suo debito con
l'amministrazione e che quindi sarebbe incompatibile con la carica. E
che il compagno di gruppo in consiglio comunale del moralista a
targhe alterne avrebbe percepito (secondo i giornali) indebiti
compensi quando era sindaco di Pontinia e che non avrebbe ancora
restituito. Quindi anch'egli incompatibile con la carica?
Pontinia lotta all'evasione e agli sprechi per salvare il bilancio
Dal quotidiano on line de La Provincia di Latina la pagina di Pontinia
http://ww7.virtualnewspaper.it/quotidiano/books/121001latina/index.html#/16/
http://ww7.virtualnewspaper.it/quotidiano/books/121001latina/index.html#/16/
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