domenica 22 gennaio 2017
clima ambiente LE PRIORITÀ SBAGLIATE DI DAVOS Altro che populismo Si è parlato troppo di globalizzazione, anziché di tecnologia
Inutile discutere
ancora di imprese che
delocalizzano quando
il digitale cancellerà
molti dei lavori che
vogliamo proteggere BENEDETTA ARESE LUCINI*
Dietro i discorsi sul pericolo
del populismo e
in difesa della globalizzazione,
al World Economic
Forum di Davos si è misurata
la distanza crescente
tra potere politico e potere economico.
Mentre i politici
discutevano di minacce protezioniste
e movimenti populisti,
la Davos delle imprese si
concentrava sulle opportunità
(e le sfide) delle nuove
tecnologie. Intorno al centro
congressi, sulla Promenade
di Davos, tra le nevi della
Svizzera, si trovavano le installazioni
di grandi aziende
del mondo industriale, assieme
a quelle della nuova rivoluzione
tecnologica. Dominavano
l’area imprese come
la californiana Palantir che
vende software per l’an a l i s i
di dati a entità governative e
grosse aziende. Fondata nel
2003 da Peter Thiel, ora ha
una valutazione di 20 miliardi
di dollari. Ma c’erano anche
Facebook, Google, Ebay,
Ibm, Sap e tanti altri campioni
della Silicon Valley. In
mezzo a questi colossi del digitale,
l’Italia replicava con
lo stand di Technogym, che esibiva
le ultime innovazioni
nel mondo del wellness.
Mentre i governi parlavano
di riportare lavoro e fabbriche
all’interno dei loro
confini, le imprese discutevano
della crescita che può arrivare
dallo sviluppo di robotica
e intelligenza artificiale.
David Hanson, fondatore di
Hanson Robotics, ha presentato
Sophia, il primo robot capace
di emulare oltre 60 espressioni
facciali umane.
Facebook ha annunciato il
suo primo acceleratore per
startup focalizzate sui big data
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)


Nessun commento:
Posta un commento