sabato 5 marzo 2016
L’UDIENZA IL 25 MARZO Ilva, i pm di Milano chiedono il fallimento della holding Riva Fire - Il sindaco di Monzuno Dall’Appennino a Palazzo Chigi per protestare contro i tagli “Mi faccio 426 km a piedi contro Renzi” - Contrordine, Istat rivede la crescita 2015: solo +0,6% Corretto al rialzo il Pil 2014 e al ribasso quello dell’anno scorso: si confermano i dubbi
qÈ UNA SCATOLA vuota, piena di debiti.
Nella sostanza è questo il giudizio dei
pm di Milano, Stefano Civardi e Mauro Clerici,
titolari dell’inchiesta sulla gestione di Ilva, della
Riva Fire, la holding che controllava il gruppo
dell’acciaio col 90% delle quote: per questo ora
ne hanno chiesto il fallimento.
L’udienza davanti al Tribunale fallimentare
per discutere l’istanza dei due pubblici ministeri
è stata fissata al prossimo 25 marzo.
Quando, alla fine del 2014 è stata messa in
liquidazione, Riva Fire - a quanto risulta dai
conti acquisiti nell’inchiesta - aveva una differenza
tra attivi e passivi negativa per 428,9
milioni di euro. È alla luce di questa cifra che la
Procura di Milano ha presentato istanza di
fallimento. La holding si trova ancora in liquidazione
e l’istanza dei pm è stata notificata al
liquidatore Andrea Rebolino, professionista
di Genova, città dove è stata trasferita la sede
della società.
Ovviamente, ai Riva la scelta della Procura
milanese non è piaciuta:“È una richiesta del
tutto infondata e priva di elementi oggettivi
che la supportino - fanno sapere fonti vicine
alla holding - La società è tranquilla e fiduciosa
che il Tribunale respingerà tale richiesta”.
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