sabato 5 marzo 2016

GIORGIO ASSENNATO Il direttore dell’Arpa Puglia: considerato quello che ha fermato i Riva, ma a giudizio per favoreggiamento

“Io, angelo e demone Ma ora Taranto sta respirando meglio”  Dicono che avrei preso o rd i n i da Vendola per s m i n u i re , r i d u r re l’i m p a tt o vene fico dei fumi del l ’I l va Il quartiere di Tamburi è molto meno av velenato ( a de s s o ) del le grandi città Lo smog non si vede, la nube nera sì
B iog ra f i a G I O RG I O A SS E N N ATO Nato a Bari nel 1948, è m e d i co specialista in Medicina del lavoro. Già co n s u l e n te dell’I s t i t u to S c i e n t i f i co per i tumori di Genova e re s p o n s a b i l e epidemiologico dello studio di follow-up dei c l o ra c n e i c i nell’area di Seveso, è ordinario di Medicina del l avo ro all’U n i ve rs i t à di Bari. Dal 2006 è d i re t to re ge n e ra l e dell’A ge n z i a regionale per la Preve n z i o n e e Protezione dell’A m b i e n te in Puglia
 ANTONELLO CAPORALE Se l’Ilva non sputa più in aria il veleno di una volta, il fuoco e il fumo di una volta, lo dobbiamo alla capacità e all’integrità di Giorgio Assennato, 68 anni, professore in pensione di Medicina del lavoro e soprattutto direttore d el l ’Agenzia pugliese di protezione dell’ambiente. I suoi dati sono serviti alla magistratura locale, l’unico potere che si è rivelato integro, per addomesticare con la forza bruta delle ordinanze l’espansione cancerogena dell’industria dell’a cciaio, mettere a posto la famiglia Riva, detentrice di un potere totalitario sulla città e sulla politica, e ricondurre la questione lavoro nell’ambito della legittima pretesa di non scambiare quell’o fferta con la vita dei lavoratori. Ma Assennato è anche colui al quale la stessa magistratura, naturalmente per mano di altri procuratori, imputa “il completo asservimento”della sua funzione ai poteri forti. Quindi se l’Ilva ha vomitato veleno è anche perché lui ha chiuso un occhio, o forse tutti e due. Eccoci al punto: lei professore è stato l’uno e il suo opp o sto. Sono stato il nemico numero uno dell’Ilva e il Giuda che ha tratto in inganno la città. Volendo potrei dirle che ha una personalità poliedrica. L’unico mio dispiacere è che morirò prima di veder concluso l’iter giudiziario. Sono stato infilato in un mega-processo che deve ancora iniziare e durerà anni. Temo che non avrò vita quando decreteranno l’innocenza. Ma com’è stato possibile? Le vie della diagnostica giudiziaria mi sono sconosciute. Dicono che avrei preso ordini da Nichi Vendola per

Nessun commento: