“Io, angelo e demone
Ma ora Taranto sta
respirando meglio” Dicono che
avrei preso
o rd i n i
da Vendola
per
s m i n u i re ,
r i d u r re
l’i m p a tt o
vene fico
dei fumi
del l ’I l va
Il quartiere
di Tamburi
è molto
meno
av velenato
( a de s s o )
del le
grandi città
Lo smog
non si vede,
la nube
nera sì
B iog ra f i a
G I O RG I O
A SS E N N ATO
Nato a Bari
nel 1948, è
m e d i co
specialista in
Medicina del
lavoro. Già
co n s u l e n te
dell’I s t i t u to
S c i e n t i f i co
per i tumori
di Genova e
re s p o n s a b i l e
epidemiologico
dello
studio di
follow-up dei
c l o ra c n e i c i
nell’area di
Seveso, è
ordinario di
Medicina del
l avo ro
all’U n i ve rs i t à
di Bari. Dal
2006 è
d i re t to re
ge n e ra l e
dell’A ge n z i a
regionale per
la
Preve n z i o n e
e Protezione
dell’A m b i e n te
in Puglia
ANTONELLO CAPORALE Se l’Ilva non sputa più in aria
il veleno di una volta, il fuoco
e il fumo di una volta, lo dobbiamo
alla capacità e all’integrità
di Giorgio Assennato,
68 anni, professore in
pensione di Medicina del lavoro
e soprattutto direttore
d el l ’Agenzia pugliese di
protezione dell’ambiente. I
suoi dati sono serviti alla
magistratura locale, l’unico
potere che si è rivelato integro,
per addomesticare con
la forza bruta delle ordinanze
l’espansione cancerogena
dell’industria dell’a cciaio,
mettere a posto la famiglia
Riva, detentrice di un
potere totalitario sulla città
e sulla politica, e ricondurre
la questione lavoro nell’ambito
della legittima pretesa
di non scambiare quell’o fferta
con la vita dei lavoratori.
Ma Assennato è anche
colui al quale la stessa magistratura,
naturalmente per
mano di altri procuratori,
imputa “il completo asservimento”della
sua funzione ai
poteri forti. Quindi se l’Ilva
ha vomitato veleno è anche
perché lui ha chiuso un occhio,
o forse tutti e due.
Eccoci al punto: lei professore
è stato l’uno e il suo opp
o sto.
Sono stato il nemico numero
uno dell’Ilva e il Giuda che
ha tratto in inganno la città.
Volendo potrei dirle che ha
una personalità poliedrica.
L’unico mio dispiacere è che
morirò prima di veder concluso
l’iter giudiziario. Sono
stato infilato in un mega-processo
che deve ancora
iniziare e durerà anni. Temo
che non avrò vita quando
decreteranno l’innocenza.
Ma com’è stato possibile?
Le vie della diagnostica giudiziaria
mi sono sconosciute.
Dicono che avrei preso
ordini da Nichi Vendola per
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento