Dietro
la lavagna
I
“manager” hanno più
strutture
da gestire
ma
poco personale
Stipendi
fermi da anni
Le
associazioni
L’anagrafe
delle scuole
ha
dati parziali e non
aggiornati.
Risultano
aperti
istituti inagibili
EDILIZIA
I
presidi
delle
scuole
non
hanno
voce
in
capitolo
sulla
messa
in
sicurezza
degli
edifici
perché
compete
a chi
è
proprietario
della
struttura,
spesso
i
Comuni
n
REGGENZA
I
pochi
concorsi
indetti
negli
ultimi
anni
hanno
generato
una
coincidenza
di
incarichi:
i
dirigenti
scolastici
si
ritrovano
così
a
coprire due
o
tre scuole
alla
volta
senza
poter
essere
sostituiti
VIRGINIA
DELLA SALA
Non
di soli docenti è
fatta
la scuola: a rotazione,
le
vittime di
anni
di riforme si
presentano
a chiedere il conto.
Stavolta
tocca ai dirigenti
scolastici
che guidano la campagna
“Liberare
la scuola”:
troppe
responsabilità, troppa
burocrazia
e troppe scuole da
gestire
i punti problematici, a
cui
si aggiunge il blocco degli
stipendi.
Nonostante siano
stati
dipinti come “super mana
ger
” con la riforma della
Buona
Scuola, non se la passano
benissimo.
Lo dimostra
il
quadro tracciato dalla rivista
specializzata
Tuttoscuola:
in
Italia i presidi guadagnano
57
mila euro all’anno, i dirigenti
amministrativi
della
pubblica
amministrazione
circa
100 mila, i dirigenti del
settore
privato in media 107
mila.
I dirigenti scolastici
guadagnano,
poi, il 43% in
meno
dei dirigenti amministrativi
di
II fascia all’interno
de
ll ’Amministrazione scolastica,
sia
centrale che periferica.
SI
PARTE DA QUI per
spiegare
il
contenuto della campagna,
lanciata
da un gruppo di dirigenti
scolastici
italiani, con radici
nelle
realtà sindacali, ma
che
si è sviluppata fino a raggiungere
una
comunità di oltre
cinquecento
presidi. Hanno
redatto
un documento e avviato
una
raccolta di firme.
“Qui
dentro – dicono – c’è la
nostra
condizione, il nostro

Nessun commento:
Posta un commento