Venerdì, il verdetto della Cassazione sull’assoluzione di 18
dirigenti Montedison
numeri
160
Tante
volte
superiore
ai
limiti
di legge
risulta
essere
il
livello
di
tetracloroetilene,
sostanza
cancero
gena
per
l’uomo
12
Gli
anni
tra
scorsi
dalla
costruzione
della
discarica;
solo
sei anni
fa
sono stati
avviati
i primi
interve
nti,
al
costo
di
almeno
4
milioni
di
euro
L’urgenza
L’Agenzia
ambient
ale
abruzzese
(Arta)
chiede
al governo
la
“me ssa
in
sicurezza”
ANTONIO
MASSARI
La
discarica di Bussi è talmente
pericolosa
che l’Agenzia
regionale
per la tutela
ambientale
abruzzese
(Arta)
ha appena chiesto al Governo
una
“messa in sicurezza nel
minor
tempo possibile”. Il punto
è
che il disastro è noto almeno dal
2007,
anno in cui la Guardia Forestale
scoprì
l’in quinam ento
provocato
dalla discarica, ormai
dimostrato
anche in sede processuale.
Eppure,
a distanza di nove
anni,
il sito continua a inquinare.
I
veleni sono ancora lì. E in quantità
esorbitanti.
LO
CERTIFICA l’Arta,
con i campioni
prelevati
tra ottobre e dicembre
2015,
divulgati ieri dall’a ssoc iazione
ambientalista
abruzzese
H2O.
L’Arta ha analizzato le tre
aree
fondamentali dell’area, oggi
affidata
alla Solvay, un tempo utilizzata
dalla
Montedison: parliamo
delle
siti 2A e 2B, che si trovano
a
monte dell’impianto industriale,
e
della discarica Tre Monti,
a
poche decine di metri dagli argini
del
fiume Pescara.
“Le
acque a valle della discarica
2B
–scrive l’Arta –sono le più contaminate”.
Il
tetracloroetilene –
sostanza
cancerogena per l’uomo
– è
presente in misura 160 volte
superiore
ai limiti di legge. L’esa -
cloroetano
– a nch’essa cancerogena
– supera
il limite 114 volte.
Ma
c’è persino di peggio.
Altri
veleni sono stati rilevati a
ridosso
dello stabilimento industriale,
proprio
dove è stata costruita
la
barriera idraulica che avrebbe
dovuto
fermare l’inquina -

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