sabato 19 marzo 2016

I cattolici che dicono No alla distruzione della Carta CONTROLABOSCHI-RENZI L’Italia rischia di diventare un sistema di democrazia dimezzata

in cui i valori e i diritti riconosciuti sarebbero isolati e neutralizzati dall’uomo solo al comando 128.000
firme su Change.org
e ilfattoquotidiano.it
per la Costituzione Prete di strada Padre Alex Zanotelli
L’appello
n SI UNISCE
oggi
all’appello
per salvare
la
Costituzione
pubblicato su
Change.org
e sul nostro
sito (che
ha tra i primi
firmatari
anche
il direttore
di questo
giornale
Marco
Travaglio)
anche
l’appello
di giuristi,
intellettuali
ed esponenti
della società
civile
cattolici. Lo
pubblichiamo
in questa
pagina
La posta in gioco tra il Sì
e il No nel prossimo
referendum costituzionale
non è il Senato
ma è l’abbandono della Costituzione
vigente e la sua sostituzione
con un sistema di democrazia
dimezzata in cui i
valori e i diritti riconosciuti
nella prima parte della Carta,
da cui dipendono la vita, la salute
e la possibile felicità del
cittadini, sarebbero isolati e
neutralizzati per lasciare libero
campo al potere del denaro
e delle sue istituzioni nazionali
e sovranazionali.
Questo, col supporto di una
legge elettorale congegnata
per dare tutto il potere a un
solo partito, è il disegno delle
riforme istituzionali oggi sottoposte
al popolo come nuove,
ma concepite da vecchi
politici, nostalgici dei modi
spicciativi di governo di un
lontano passato. Mettendo
mano alla Costituzione questi
politici vogliono riaprire
vecchie questioni di democrazia
risolte da tempo e da
cui non si può tornare indietro:
divisione dei poteri, sovranità
popolare, fiducia parlamentare
ai governi senza
vincolo di disciplina di partito,
libertà e diritti sottratti
a ll ’arbitrio dei poteri, anche
se espressi dalle maggioranze.
SI SAREBBERO dovute fare al
contrario riforme rivolte al
futuro, a partire dalla domanda
sul perché i diritti al lavoro
e a condizioni economiche e
sociali che non impediscano il
pieno sviluppo della persona
umana, pur sanciti in Costituzione,
non si sono mai realizzati,
e non certo per colpa solo
del Senato. (...) La Costituzione
è un bene comune e, pur
provenendo ciascuno da parti
diverse, comune deve essere
la battaglia di uomini e donne
per la sua cura e la sua difesa,
ognuno lottando però con i
suoi colori e con le sue bandiere.
I cristiani già altre volte, in
momenti cruciali della storia
della Repubblica, sono stati
determinanti con le loro scelte
nei referendum per un avanzamento
della democrazia
e della laicità e per tenere
aperta la via di vere riforme.
Oggi come cattolici ci sentiamo
di nuovo chiamati a votare
No alle spinte restauratrici, e
così ci saranno dei “Cattolici
del No” in questo referendum.
Allo stesso modo speriamo
nell’impegno di molti altri
cristiani di ogni denominazione
e confessione. Ugualmente
voteranno No moltissimi
che cristiani o credenti
non sono, magari anche più
motivati e determinati di noi.
Ma noi, che pur non siamo soliti
nominare la fede nella lotta
politica, questa volta diciamo

No proprio come cattolici

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