in
cui i valori e i diritti riconosciuti sarebbero isolati e
neutralizzati dall’uomo solo al comando 128.000
firme
su Change.org
e
ilfattoquotidiano.it
per
la Costituzione Prete
di strada Padre
Alex Zanotelli
L’appello
n
SI
UNISCE
oggi
all’appello
per
salvare
la
Costituzione
pubblicato
su
Change.org
e
sul nostro
sito
(che
ha
tra i primi
firmatari
anche
il
direttore
di
questo
giornale
Marco
Travaglio)
anche
l’appello
di
giuristi,
intellettuali
ed
esponenti
della
società
civile
cattolici.
Lo
pubblichiamo
in
questa
pagina
La
posta in gioco tra il Sì
e
il No nel prossimo
referendum
costituzionale
non
è il Senato
ma
è l’abbandono della Costituzione
vigente
e la sua sostituzione
con
un sistema di democrazia
dimezzata
in cui i
valori
e i diritti riconosciuti
nella
prima parte della Carta,
da
cui dipendono la vita, la salute
e
la possibile felicità del
cittadini,
sarebbero isolati e
neutralizzati
per lasciare libero
campo
al potere del denaro
e
delle sue istituzioni nazionali
e
sovranazionali.
Questo,
col supporto di una
legge
elettorale congegnata
per
dare tutto il potere a un
solo
partito, è il disegno delle
riforme
istituzionali oggi sottoposte
al
popolo come nuove,
ma
concepite da vecchi
politici,
nostalgici dei modi
spicciativi
di governo di un
lontano
passato. Mettendo
mano
alla Costituzione questi
politici
vogliono riaprire
vecchie
questioni di democrazia
risolte
da tempo e da
cui
non si può tornare indietro:
divisione
dei poteri, sovranità
popolare,
fiducia parlamentare
ai
governi senza
vincolo
di disciplina di partito,
libertà
e diritti sottratti
a
ll ’arbitrio dei poteri, anche
se
espressi dalle maggioranze.
SI
SAREBBERO dovute
fare al
contrario
riforme rivolte al
futuro,
a partire dalla domanda
sul
perché i diritti al lavoro
e
a condizioni economiche e
sociali
che non impediscano il
pieno
sviluppo della persona
umana,
pur sanciti in Costituzione,
non
si sono mai realizzati,
e
non certo per colpa solo
del
Senato. (...)
La
Costituzione
è
un bene comune e, pur
provenendo
ciascuno da parti
diverse,
comune deve essere
la
battaglia di uomini e donne
per
la sua cura e la sua difesa,
ognuno
lottando però con i
suoi
colori e con le sue bandiere.
I
cristiani già altre volte, in
momenti
cruciali della storia
della
Repubblica, sono stati
determinanti
con le loro scelte
nei
referendum per un avanzamento
della
democrazia
e
della laicità e per tenere
aperta
la via di vere riforme.
Oggi
come cattolici ci sentiamo
di
nuovo chiamati a votare
No
alle spinte restauratrici, e
così
ci saranno dei “Cattolici
del
No” in questo referendum.
Allo
stesso modo speriamo
nell’impegno
di molti altri
cristiani
di ogni denominazione
e
confessione. Ugualmente
voteranno
No moltissimi
che
cristiani o credenti
non
sono, magari anche più
motivati
e determinati di noi.
Ma
noi, che pur non siamo soliti
nominare
la fede nella lotta
politica,
questa volta diciamo
No
proprio come cattolici

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