LA SENTENZA
non
è annullata, sulla
discarica
di Bussi (Pescara) deciderà
la
Corte d’assise d’appello. Il ricorso
della
procura di Pescara alla corte di Cassazione
è
risultato inutile. La sentenza sulla
mega
discarica abruzzese, nel dicembre
2014,
s’era conclusa con la condanna di 18
dirigenti
della Montedison per disastro ambientale
colposo.
Reato prescritto, quindi
nei
fatti un’assoluzione. La procura di Pescara,
che
aveva invece chiesto una condanna
per
avvelenamento e disastro ambientale
doloso,
s’era rivolta alla Cassazione
chiedendo
l’annullamento della sentenza
che
– secondo i pmAnna Rita Mantini e
Giuseppe
Bellelli –avrebbe disatteso “sia la
ratio
sia la lettera della norma”. Censure
che
però la Cassazione ha ritenuto inammissibili.
Da
qui la decisione di convertire il
ricorso
in un vero e proprio appello, con
conseguente
trasmissione degli atti al secondo
grado
di giudizio, la corte d’assise di
appello
de l’Aquila. Dove l’accusa potrà
produrre,
a supporto della propria tesi, gli
ultimi
dati dell’Agenzia ambientale della regione
Abruzzo,
che dimostrano come la discarica
di
Bussi inquini ancora oggi.

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