È
NELL’ENCICLICA Laudato
si’ di
Papa
Francesco
- e non solo, tendono a
precisare
i vescovi - la matrice di questo
schieramento
in favore dei movimenti
No-Triv,
impegnati in queste settimane nella
campagna
per il Sì al referendum del 17 aprile.
“Sappiamo
- si legge nel documento - che la
tecnologia
basata sui combustibili fossili deve
essere
sostituita progressivamente e senza
indugio”.
Sono state proprio queste parole
usate
dal Pontefice, secondo il quotidiano dei
vescovi
Avve
nire ,
a contribuire a “renderlo indigesto
agli
ambienti politici ed economici
che
hanno legato allo sfruttamento degli idrocarburi
la
strategia energetica nazionale”.
Allo
stesso tempo, il magistero di Bergoglio
è
anche stata una spinta importante per
orientare
il lavoro sul territorio di varie diocesi
che
sono scese in campo contro la spregiudicata
ricerca
di idrocarburi nei nostri mari.
A
partire dall’arcivescovo di Chieti-Vasto,
monsignor
Bruno Forte, che proprio in una introduzione
all’enciclica
si era soffermato
sull’impegno
ecologista del Papa e sulle ricadute
economiche
e sociali: “Bisogna ascoltare
-
scriveva - ascoltare tanto il grido
della
terra quanto il grido dei poveri”.

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