lunedì 15 giugno 2015

stralcio Enciclica "Laudato sì. Sulla cura della casa comune" di Papa Francesco.

Grazie Papa Francesco: Desidero
esprimere riconoscenza, incoraggiare e ringraziare
tutti coloro che, nei più svariati settori dell’attività
umana, stanno lavorando per garantire la
protezione della casa che condividiamo. Meritano
una gratitudine speciale quanti lottano con
vigore per risolvere le drammatiche conseguenze
del degrado ambientale nella vita dei più poveri
del mondo. I giovani esigono da noi un cambiamento.
Essi si domandano com’è possibile che
si pretenda di costruire un futuro migliore senza
pensare alla crisi ambientale e alle sofferenze degli
esclusi. Purtroppo,
molti sforzi per cercare soluzioni concrete
alla crisi ambientale sono spesso frustrati non
solo dal rifiuto dei potenti, ma anche dal disinteresse
degli altri. Per esempio:
l’intima relazione tra i poveri e la fragilità del
pianeta; la convinzione che tutto nel mondo è
intimamente connesso; la critica al nuovo paradigma
e alle forme di potere che derivano dalla
tecnologia; l’invito a cercare altri modi di intendere
l’economia e il progresso; il valore proprio
di ogni creatura; il senso umano dell’ecologia; la
necessità di dibattiti sinceri e onesti; la grave responsabilità
della politica internazionale e locale;
la cultura dello scarto e la proposta di un nuovo
stile di vita.
Il cambiamento è qualcosa di auspicabile, ma diventa preoccupante quando si muta in deterioramento del mondo e della qualità della vita di gran parte dell’umanità.  L’esposizione agli inquinanti atmosferici produce un ampio spettro di effetti sulla salute, in particolare dei più poveri, e provocano milioni di morti premature. Ci si ammala, per esempio, a causa di inalazioni di elevate quantità di fumo prodotto dai combustibili utilizzati per cucinare o per riscaldarsi. A questo si aggiunge l’inquinamento che colpisce tutti, causato dal trasporto, dai fumi dell’industria, dalle discariche di sostanze che contribuiscono all’acidificazione del suolo e dell’acqua, da fertilizzanti, insetticidi, fungicidi, diserbanti e pesticidi tossici in generale. La tecnologia che, legata alla finanza, pretende di essere l’unica soluzione dei problemi, di fatto non è in grado di vedere il mistero delle molteplici relazioni che esistono tra le cose, e per questo a volte risolve un problema creandone altri. C’è da considerare anche l’inquinamento prodotto dai rifiuti, compresi quelli pericolosi presenti in diversi ambienti. Si producono centinaia di milioni di tonnellate di rifiuti l’anno, molti dei quali non biodegradabili: rifiuti domestici e commerciali, detriti di demolizioni, rifiuti clinici, elettronici o industriali, rifiuti altamente tossici e radioattivi. La terra, nostra casa, sembra trasformarsi sempre più in un immenso deposito di immondizia. In molti luoghi del pianeta, gli anziani ricordano con nostalgia i paesaggi d’altri tempi, che ora appaiono sommersi da spazzatura. Tanto i rifiuti industriali quanto i prodotti chimici utilizzati nelle città e nei campi, possono produrre un effetto di bio-accumulazione negli organismi degli abitanti delle zone limitrofe, che si verifica anche quando il livello di presenza di un elemento tossico in un luogo è basso. Molte volte si prendono misure solo quando si sono prodotti effetti irreversibili per la salute delle persone.

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