Quando si analizza l’impatto ambientale di
qualche iniziativa economica , si è soliti considerare
gli effetti sul suolo, sull’acqua e sull’aria, ma
non sempre si include uno studio attento dell’impatto
sulla biodiversità, come se la perdita di alcune
specie o di gruppi animali o vegetali fosse
qualcosa di poco rilevante. Le strade, le nuove
colture, le recinzioni, i bacini idrici e altre costruzioni,
vanno prendendo possesso degli habitat e
a volte li frammentano in modo tale che le popolazioni
animali non possono più migrare né spostarsi
liberamente, cosicché alcune specie vanno
a rischio di estinzione. Esistono alternative che
almeno mitigano l’impatto di queste opere, come
la creazione di corridoi biologici, ma in pochi Paesi
si riscontra tale cura e tale attenzione. Quando
si sfruttano commercialmente alcune specie, non
sempre si studia la loro modalità di crescita, per
evitare la loro eccessiva diminuzione con il conseguente
squilibrio dell’ecosistema. http://www.qualenergia.it/sites/default/files/articolo-doc/laudato_si.pdf
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