Agenda
21 e Comune lavorano al piano. Fino ad oggi l’ente ha perso incassi
per 500 mila euro
DI
DIEGO ROMA
La
città di Terracina continua a
macinare
autorizzazioni per
gestori
di telefonia mobile
che
vogliono installare stazioni radio
base.
I condomini litigano, si
aprono
contenziosi, cresce l’inqui -
namento
elettromagnetico e nelle
tasche
del Comune non arriva una
lira.
Così è stato, almeno, dal 2010
ad
oggi, e nonostante il cittadino, e
per
suo conto l’ente municipale,
abbia
sborsato (o promesso di sborsare)
a
suo tempo 100 mila euro a
una
società di Albano per avere un
piano
di riassetto elettromagnetico.
Niente
di più inattuato. Quel piano
è
rimasto sulla carta, è scaduto ancor
prima
di essere consumato, e ora
lo
stanno riprendendo in mano il
forum
Agenda 21 insieme col delegato
comunale
alla materia, il consigliere
Valerio
Golfieri. Si lavora
tra
mille difficoltà, come fa rilevare
il
forum. Intanto perché alle richieste
dell’ente
inviate ai gestori, sono
arrivati
documenti lacunosi. Mancano
le
coordinate gps delle stazioni
attivate
e da attivare, gli elenchi, le
specifiche
sulle tecnologie utilizzate.
La
strada appare in salita. E non
è
andata meglio, rileva Agenda 21,
negli
ultimi 5 anni. Dal 2010, anno
in
cui si doveva utilizzare (e non si
è
utilizzato) il Praeet, «si è passati da
25
a 44 impianti, con un aumento
dell'80%,
mentre le richieste attuali
per
i nuovi impianti ammontano a 6
e
quelle in ricerca a 19, con una
previsione
di ulteriore aumento di
25
impianti, pari al 57% in più
rispetto
agli attuali». Il calcolo è
facile.
Ad oggi siamo ad un impianto
ogni
mille abitanti, con la previsione
di
un’antenna ogni 650 abitanti.
Di
fatto, stando ai dati Ispra,
nei
Comuni privi di un piano antenne,
l’inquinamento
elettromagnetico
ha
superato i limiti di legge. In
altre
parole, questi impianti non
regolamentati,
stanno intaccando la
salute
dei cittadini. Per non parlare
delle
tasche. Senza il piano di riassetto,
vanno
male anche le casse
muncipali
che, sempre secondo un
calcolo
di Agenda 21 e di Golfieri
«ha
comportato un mancato introito
nelle
casse comunali di circa
500.000
euro l'anno». A ciò si aggiunga
che
i privati litigano fra loro,
i
condomini scoppiano di cause legali.
Ecco
perché il tavolo per l’elet -
trosmog
coordinato dal consigliere
repubblicano
e Agenda 21 ora stringe
sul
da farsi: «Si è stabilito»,
scrivono,
di «inviare alle società di
telefonia
mobile la richiesta di completamento
della
documentazione
mancante,
acquisire dall'Ufficio Urbanistico
la
mappatura dei siti comunali
per
l'individuazione delle
aree
e degli edifici pubblici utilizzabili
per
l'installazione degli impianti,
la
mappatura dei siti sensibili,
definire
i criteri e i limiti delle
previsioni
di piano». Agenda 21
non
sottavaluta le ricadute economiche,
sanitarie
e sociali della mancata
approvazione
del piano e sollecita
l’esecutivo
Procaccini a provvedere
al
più presto. Prossima
riunione
il 22 gennaio.
©RIPRODUZIONE
RISERVATA
I
DATI
Le
antenne attive
nel
2010
25
Gli
impianti
autorizzati
al 2014
44
L’incremento
in percentuale
in
5 anni
80%
IL
QUOTIDIANO - Venerdì 16 Gennaio 2015
Terracina
21
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