«CRITERI
DI SCELTA
MODIFICATI
SULLA
BASE
DELLE
CONVENIENZE
POLITICHE
DEL
SEGRETARIO»
DI
TONJ ORTOLEVA
Che
sia infuriato è
dir
poco. Eligio
Tombolillo
questa
volta
non intende stare in
silenzio
e scarica tutta la
propria
rabbia contro il
segretario
provinciale del
Pd
Salvatore La Penna,
annunciando
di fatto che
lui,
fino a che ci sarà La
Penna
alla guida del partito,
starà
da un’altra parte.
«Farò
il consigliere
provinciale
rispondendo
lealmente
solo alla presidente
Eleonora
Della
Penna».
La
scelta del capogruppo in
Provincia
è stata la classica
goccia
che ha fatto traboccare
un
vaso già colmo. O
almeno
questo è quel che si
capisce
dalle parole di Tombolillo.
Il
quale, contrariamente
a
quanto afferma
Alessandro
Di Tommaso, so-
stiene
che ci sia stato un
ruolo
determinante della segreteria
provinciale
nella
scelta.
«Sono irritato fortemente
con
Salvatore La Penna.
E’
incapace di guidare il
partito
a livello provinciale.
Qui
non si tratta di assegnare
a
me il ruolo di capogruppo
o
a Di Tommaso, qui si tratta
dei
criteri seguiti. Quando
abbiamo
dovuto scegliere il
vicepresidente,
chiesi in riunione
quali
criteri avremmo
dovuto
seguire. In quella occasione
proposi
un criterio di
rispetto
della territorialità.
Insomma,
intendiamoci, i
Lepini
esprimono un deputato-
sottosegretario,
il leader
provinciale
e l’assessore regionale.
Io
chiesi che si seguisse
il
metodo della rappresentanza
territoriale
per
affidare
la vicepresidenza
della
Provincia. E invece mi
fu
risposto da La Penna che
quella
carica andava assegnata
a
chi aveva preso più
voti,
quindi a Giovanni Bernasconi.
Benissimo,
dissi.
Quindi
vale il criterio che chi
ha
più voti sceglie. E mi sono
detto
d’accordo, perché
avrebbe
significato che la
volta
successiva si sarebbe
ragionato
a questo modo.
Così
arriviamo all’altra sera,
quando
bisognava decidere il
capogruppo.
Io ho avanzato
la
mia candidatura, ma nel
corso
della discussione mi
sono
sentito rispondere dal
segretario
provinciale che bisognava
seguire
un criterio di
rappresentanza
territoriale e
quindi
era meglio indicare Di
Tommaso.
E perché, mi chiedo?
Prima
contano i voti, poi
la
rappresentatività del territorio?
Cambiamo
le regole a
seconda
delle convenienze?
Ecco,
se le cose stanno così,
io
in questo partito non ci
posso
più stare. Io non voglio
avere
nulla a che fare con il
Pd
di Salvatore La Penna».
Quindi
lascia? «Io continuerò
a
fare il consigliere provinciale
e
per fiducia in Eleonora
Della
Penna sarò al suo
fianco».
Ma col Pd se non è
rottura,
ci siamo vicini. «Non
accetto
che si facciano le
scelte
in base alle convenienze
della
carriera politica del
segretario
provinciale. Usa il
bilancino
per gestire il partito.
E’
inadatto al ruolo. Ha
fatto
danni enormi in meno di
un
anno: a Roccagorga abbiamo
il
sindaco e l’opposi -
zione
al tempo stesso, il tutto
col
beneplacito del segretario.
Per
non parlare di questi
accordi
pre voto in Provincia
che
lui rivendica e Della Penna
smentisce.
Non si può
andare
avanti così»
IL
QUOTIDIANO - Giovedì 15 Gennaio 2015
Latina
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