venerdì 16 gennaio 2015

caos pd Il sindaco di Pontinia svela i retroscena sulla scelta del capogruppo in Provincia accusando il dirigente Furia Tombolillo su La Penna «Non ha le qualità per guidare il partito a livello provinciale. Dovrebbe dim e t t e rs i »

PAROLE FORTI
«CRITERI DI SCELTA
MODIFICATI
SULLA BASE
DELLE CONVENIENZE
POLITICHE
DEL SEGRETARIO»
DI TONJ ORTOLEVA
Che sia infuriato è
dir poco. Eligio
Tombolillo questa
volta non intende stare in
silenzio e scarica tutta la
propria rabbia contro il
segretario provinciale del
Pd Salvatore La Penna,
annunciando di fatto che
lui, fino a che ci sarà La
Penna alla guida del partito,
starà da un’altra parte.
«Farò il consigliere
provinciale rispondendo
lealmente solo alla presidente
Eleonora Della
Penna».
La scelta del capogruppo in
Provincia è stata la classica
goccia che ha fatto traboccare
un vaso già colmo. O
almeno questo è quel che si
capisce dalle parole di Tombolillo.
Il quale, contrariamente
a quanto afferma
Alessandro Di Tommaso, so-
stiene che ci sia stato un
ruolo determinante della segreteria
provinciale nella
scelta. «Sono irritato fortemente
con Salvatore La Penna.
E’ incapace di guidare il
partito a livello provinciale.
Qui non si tratta di assegnare
a me il ruolo di capogruppo
o a Di Tommaso, qui si tratta
dei criteri seguiti. Quando
abbiamo dovuto scegliere il
vicepresidente, chiesi in riunione
quali criteri avremmo
dovuto seguire. In quella occasione
proposi un criterio di
rispetto della territorialità.
Insomma, intendiamoci, i
Lepini esprimono un deputato-
sottosegretario, il leader
provinciale e l’assessore regionale.
Io chiesi che si seguisse
il metodo della rappresentanza
territoriale per
affidare la vicepresidenza
della Provincia. E invece mi
fu risposto da La Penna che
quella carica andava assegnata
a chi aveva preso più
voti, quindi a Giovanni Bernasconi.
Benissimo, dissi.
Quindi vale il criterio che chi
ha più voti sceglie. E mi sono
detto d’accordo, perché
avrebbe significato che la
volta successiva si sarebbe
ragionato a questo modo.
Così arriviamo all’altra sera,
quando bisognava decidere il
capogruppo. Io ho avanzato
la mia candidatura, ma nel
corso della discussione mi
sono sentito rispondere dal
segretario provinciale che bisognava
seguire un criterio di
rappresentanza territoriale e
quindi era meglio indicare Di
Tommaso. E perché, mi chiedo?
Prima contano i voti, poi
la rappresentatività del territorio?
Cambiamo le regole a
seconda delle convenienze?
Ecco, se le cose stanno così,
io in questo partito non ci
posso più stare. Io non voglio
avere nulla a che fare con il
Pd di Salvatore La Penna».
Quindi lascia? «Io continuerò
a fare il consigliere provinciale
e per fiducia in Eleonora
Della Penna sarò al suo
fianco». Ma col Pd se non è
rottura, ci siamo vicini. «Non
accetto che si facciano le
scelte in base alle convenienze
della carriera politica del
segretario provinciale. Usa il
bilancino per gestire il partito.
E’ inadatto al ruolo. Ha
fatto danni enormi in meno di
un anno: a Roccagorga abbiamo
il sindaco e l’opposi -
zione al tempo stesso, il tutto
col beneplacito del segretario.
Per non parlare di questi
accordi pre voto in Provincia
che lui rivendica e Della Penna
smentisce. Non si può
andare avanti così»
IL QUOTIDIANO - Giovedì 15 Gennaio 2015

Latina 3

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