In
Consiglio Comunale la mozione per chiedere una norma regionale
UNA
SENTENZA DEL TAR
DEL
VENETO
HA
RICONOSCIUTO
«L’AMBIENTE
COMPROMESSO»
DI
LUCA ARTIPOLI
Una
legge regionale per
equiparare
le emissioni
odorigene
all’inquina -
mento
atmosferico e limitare
così
i miasmi degli impianti (in
particolare
tmb, strutture di
compostaggio,
centrali a biogas
e
biomasse). E’ questa la
proposta
che arriva da Aprilia e
che
sarà valutata oggi in Consiglio
Comunale
quando verrà
discussa
la mozione presentata
dai
consiglieri della Rete dei
Cittadini,
Ornella Pistolesi e
Daniele
Casari.
L’obiettivo
è limitare gli olezzi
provenienti
dai vari impianti
promuovendo
una legge che delimiti
con
precisioni i criteri
degli
olezzi, prevedendo anche
controlli
e sanzioni per chi non
rispetterà
i limiti. Secondo l’at -
tuale
normativa nazionale e regionale,
infatti,
le emissioni
odorigene
sono semplicemente
classificate
come «caratteristiche
dell’impianto».
Dunque è
difficile
(se non impossibile)
stabilire
con certezza odori inquinanti.
La
mozione della Rete
dei
Cittadini, invece, chiede di
istituire
una legge regionale per
la
salvaguardia dell’ambiente,
sulla
falsariga della norma per la
qualità
e la quantità delle emissioni
in
aria di fumi e polveri
sottili,
delle emissioni acustiche,
della
quantità e qualità degli
scarichi.
Un
progetto ambizioso ma realizzabile,
visto
che sull’argo -
mento
la giurisprudenza si è
espressa
in maniera favorevole.
«La
sezione III del Tar del Veneto
con
la sentenza - commentano
Pistolesi
e Casari - del 5
maggio
2014 ha equiparato le
emissioni
odorigene a inquinamento
atmosferico
inteso come
‘comportamenti
capaci di compromettere
gli
usi legittimi
dell’ambiente’.
Inoltre, la Regione
Lazio
nel febbraio 2012
ha
approvato le linee guida per
la
misurazione delle ‘emissioni
odorigene’
da impianti industriali
e
agroalimentari. Il documento
stabilisce
modalità di
campionamento
e analisi
dell’odore
secondo criteri oggettivi,
i
limiti di accettabilità e,
soprattutto,
i metodi e le norme
con
cui valutare se vengono
rispettati».
La
Regione Lazio dunque potrebbe
seguire
il «modello Lombardia
»
e dotarsi di un regolamento
per
individuare una soglia
per
i miasmi, prevedendo
sanzioni
per chi supererà i limiti.
E’
questa la speranza del
gruppo
consiliare della Rete dei
Cittadini
che oggi chiederà al
sindaco
Antonio Terra di intraprendere
una
battaglia per ottenere
una
legge sul tema. Ad
Aprilia,
infatti, il problema dei
miasmi
è molto sentito vista la
proliferazione
di impianti per il
trattamento
e la separazione dei
rifiuti
(Rida Ambiente, Progetto
Ambiente
e Loas), di siti di
compostaggio
aerobico (Kyklos
e
Self Garden) e di centrali a
biogas
e biomasse. «Tali siti -
concludono
- per il tipo di lavorazione
sono
causa per la cittadinanza
residente
in prossimità
degli
opifici di pesanti disagi e
preoccupazioni.
Perciò chiediamo
di
perorare l’avvio di un iter
legislativo
che definisca in maniera
scientifica
la misurazione
e
e classificazione delle emissioni
i
limiti di tollerabilità, nonché
l’equiparazione
a inquinamento
atmosferico.
Inoltre,
chiediamo
l’obbligo per le
aziende
di adottare le migliore
tecnologie
per l’abbattimento e
di
subordinare il rilascio di nuove
autorizzazioni
e di sensibili
ampliamenti
il quotidiano di Latina 13 novembre 2014
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