venerdì 14 novembre 2014

Una legge per limitare i miasmi dagli impianti Il Comune di Aprilia vuole equiparare il problema all’inquinamento atmosferico

In Consiglio Comunale la mozione per chiedere una norma regionale
UNA SENTENZA DEL TAR
DEL VENETO
HA RICONOSCIUTO
«L’AMBIENTE
COMPROMESSO»
DI LUCA ARTIPOLI
Una legge regionale per
equiparare le emissioni
odorigene all’inquina -
mento atmosferico e limitare
così i miasmi degli impianti (in
particolare tmb, strutture di
compostaggio, centrali a biogas
e biomasse). E’ questa la
proposta che arriva da Aprilia e
che sarà valutata oggi in Consiglio
Comunale quando verrà
discussa la mozione presentata
dai consiglieri della Rete dei
Cittadini, Ornella Pistolesi e
Daniele Casari.
L’obiettivo è limitare gli olezzi
provenienti dai vari impianti
promuovendo una legge che delimiti
con precisioni i criteri
degli olezzi, prevedendo anche
controlli e sanzioni per chi non
rispetterà i limiti. Secondo l’at -
tuale normativa nazionale e regionale,
infatti, le emissioni
odorigene sono semplicemente
classificate come «caratteristiche
dell’impianto». Dunque è
difficile (se non impossibile)
stabilire con certezza odori inquinanti.
La mozione della Rete
dei Cittadini, invece, chiede di
istituire una legge regionale per
la salvaguardia dell’ambiente,
sulla falsariga della norma per la
qualità e la quantità delle emissioni
in aria di fumi e polveri
sottili, delle emissioni acustiche,
della quantità e qualità degli
scarichi.
Un progetto ambizioso ma realizzabile,
visto che sull’argo -
mento la giurisprudenza si è
espressa in maniera favorevole.
«La sezione III del Tar del Veneto
con la sentenza - commentano
Pistolesi e Casari - del 5
maggio 2014 ha equiparato le
emissioni odorigene a inquinamento
atmosferico inteso come
comportamenti capaci di compromettere
gli usi legittimi
dell’ambiente’. Inoltre, la Regione
Lazio nel febbraio 2012
ha approvato le linee guida per
la misurazione delle ‘emissioni
odorigene’ da impianti industriali
e agroalimentari. Il documento
stabilisce modalità di
campionamento e analisi
dell’odore secondo criteri oggettivi,
i limiti di accettabilità e,
soprattutto, i metodi e le norme
con cui valutare se vengono
rispettati».
La Regione Lazio dunque potrebbe
seguire il «modello Lombardia
» e dotarsi di un regolamento
per individuare una soglia
per i miasmi, prevedendo
sanzioni per chi supererà i limiti.
E’ questa la speranza del
gruppo consiliare della Rete dei
Cittadini che oggi chiederà al
sindaco Antonio Terra di intraprendere
una battaglia per ottenere
una legge sul tema. Ad
Aprilia, infatti, il problema dei
miasmi è molto sentito vista la
proliferazione di impianti per il
trattamento e la separazione dei
rifiuti (Rida Ambiente, Progetto
Ambiente e Loas), di siti di
compostaggio aerobico (Kyklos
e Self Garden) e di centrali a
biogas e biomasse. «Tali siti -
concludono - per il tipo di lavorazione
sono causa per la cittadinanza
residente in prossimità
degli opifici di pesanti disagi e
preoccupazioni. Perciò chiediamo
di perorare l’avvio di un iter
legislativo che definisca in maniera
scientifica la misurazione
e e classificazione delle emissioni
i limiti di tollerabilità, nonché
l’equiparazione a inquinamento
atmosferico. Inoltre,
chiediamo l’obbligo per le
aziende di adottare le migliore
tecnologie per l’abbattimento e
di subordinare il rilascio di nuove
autorizzazioni e di sensibili
ampliamenti

il quotidiano di Latina 13 novembre 2014

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