venerdì 14 novembre 2014

regione Lazio Via quei dirigenti Sospesi tutti i responsabili regionali nominati da De Filippis

E ci sono anche i due nipoti del super direttore di Fondi

DETTAGLI
SELEZIONATI
SENZA CONCORSO,
AVEVANO
UNA RETRIBUZIONE
MEDIA DI 100MILA
EURO ANNUI
DI GRAZIELLA DI MAMBRO
L’Agenzia regionale Parchi
era una fabbrica di dirigenti
senza concorso. E ci sono
voluti cinque anni, più inchieste
giornalistiche, dossier e interventi
del sindacato dei dirigenti, ma alla
fine la stessa Regione ha dovuto
prendere provvedimenti e annullare
la nomina di nove dirigenti fatta nel
2008 con determina del Direttore
Ambiente e cooperazione tra i popoli
che all’epoca era Raniero De
Filippis, finito ai domiciliari a gennaio
scorso nell’ambito dell’inchie -
sta sul monopolio dei rifiuti nel
Lazio detenuto da Manlio Cerroni.
Adesso sul Bollettino ufficiale della
Pisana sono state pubblicate le determine
che annullano le nomine dei
nove dirigenti, che in realtà erano 11
ma due, nelle more del procedimento,
sono andati in pensione (con
assegno intatto ovviamente). Tra
questi ben cinque sono della provincia
di Latina, la stessa da cui proviene
il Direttore che li ha nominati, De
Filippis appunto. La revoca della
nomina ha riguardato Tilde Scalesse
(area Pd) direttore del Parco Riviera
di Ulisse fino a pochi mesi fa
quando è stato nominato al suo
posto Roberto Rotasso, già segretario
del Pd a Minturno; c’è poi Maria
Grazia Pompa, di Latina, vero bra
cio destro di Raniero De Filippis,
autrice di moltissimi dei provvedimenti
che hanno riguardato le discariche
di Borgo Montello; e Fabio
Refini (quota Forza Italia) già consigliere
comunale a Fondi; e ancora
Giovanni D’Onofrio (area Forza
Italia) di Terracina; e infine i due
nipoti di De Filippis, Raffaella De
Filippis e Alessandro De Filippis,
entrambi dirigenti di Creia a Roma
e Fondi. Tutte queste nomine per
delibera della Giunta Regionale del
Lazio del 24 ottobre 2014 sono state
considerate illegittime in quanto effettuate
senza concorso e i prescelti
non avevano i titoli e non hanno
superato prove selettive. Lo stipendio
di ciascuno di questi dirigenti
variava tra i 90mila e i 120mila euro
annui, che in alcuni casi è arrivato a
160mila con l’indennità di carica.
Prima di assumere la decisione in
Giunta il Presidente della Regione,
Zingaretti, aveva acquisito la relazione
tecnica della Procura della
Repubblica di Latina che a sua volta
aveva aperto un fascicolo d’indagi -
ne su esposto del sindacato dei dirigenti
regionali. Tra i sospesi c’è
comunque anche un ex sindacalista

Cisl della Rsu, Remo Coniglio.
il quotidiano di Latina 12 novembre 2014

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