E
ci sono anche i due nipoti del super direttore di Fondi
DETTAGLI
SELEZIONATI
SENZA
CONCORSO,
AVEVANO
UNA
RETRIBUZIONE
MEDIA
DI 100MILA
EURO
ANNUI
DI
GRAZIELLA DI
MAMBRO
L’Agenzia
regionale Parchi
era
una fabbrica di dirigenti
senza
concorso. E ci sono
voluti
cinque anni, più inchieste
giornalistiche,
dossier e interventi
del
sindacato dei dirigenti, ma alla
fine
la stessa Regione ha dovuto
prendere
provvedimenti e annullare
la
nomina di nove dirigenti fatta nel
2008
con determina del Direttore
Ambiente
e cooperazione tra i popoli
che
all’epoca era Raniero De
Filippis,
finito ai domiciliari a gennaio
scorso
nell’ambito dell’inchie -
sta
sul monopolio dei rifiuti nel
Lazio
detenuto da Manlio Cerroni.
Adesso
sul Bollettino ufficiale della
Pisana
sono state pubblicate le determine
che
annullano le nomine dei
nove
dirigenti, che in realtà erano 11
ma
due, nelle more del procedimento,
sono
andati in pensione (con
assegno
intatto ovviamente). Tra
questi
ben cinque sono della provincia
di
Latina, la stessa da cui proviene
il
Direttore che li ha nominati, De
Filippis
appunto. La revoca della
nomina
ha riguardato Tilde Scalesse
(area
Pd) direttore del Parco Riviera
di
Ulisse fino a pochi mesi fa
quando
è stato nominato al suo
posto
Roberto Rotasso, già segretario
del
Pd a Minturno; c’è poi Maria
Grazia
Pompa, di Latina, vero bra
cio
destro di Raniero De Filippis,
autrice
di moltissimi dei provvedimenti
che
hanno riguardato le discariche
di
Borgo Montello; e Fabio
Refini
(quota Forza Italia) già consigliere
comunale
a Fondi; e ancora
Giovanni
D’Onofrio (area Forza
Italia)
di Terracina; e infine i due
nipoti
di De Filippis, Raffaella De
Filippis
e Alessandro De Filippis,
entrambi
dirigenti di Creia a Roma
e
Fondi. Tutte queste nomine per
delibera
della Giunta Regionale del
Lazio
del 24 ottobre 2014 sono state
considerate
illegittime in quanto effettuate
senza
concorso e i prescelti
non
avevano i titoli e non hanno
superato
prove selettive. Lo stipendio
di
ciascuno di questi dirigenti
variava
tra i 90mila e i 120mila euro
annui,
che in alcuni casi è arrivato a
160mila
con l’indennità di carica.
Prima
di assumere la decisione in
Giunta
il Presidente della Regione,
Zingaretti,
aveva acquisito la relazione
tecnica
della Procura della
Repubblica
di Latina che a sua volta
aveva
aperto un fascicolo d’indagi -
ne
su esposto del sindacato dei dirigenti
regionali.
Tra i sospesi c’è
comunque
anche un ex sindacalista
Cisl
della Rsu, Remo Coniglio.
il quotidiano di Latina 12 novembre 2014
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