venerdì 14 novembre 2014

Galletti, chiacchiere ambientali e governo sblocca- cemento, da commercialista di Casini adesso addirittura ministro dell'ambiente, promette miliardi a ufa

ERA IL COMMERCIALISTA DI CASINI, ORA È ALL’AMBIENTE
E PROMETTE MILIARDI (SENZA AVERLI) CONTRO LE ALLUVIONI
RENZIANO E DC
La sua parola d’ordine è
priorità. Fu sostenitore
accanito del nucleare
e dei condoni, ha difeso
anche l’acqua privata.
Salvo poi ricredersi
di Emiliano Liuzzi
Ha definito i condoni
edilizi dei
tentati omicidi,
salvo esserne a
favore quando stava al governo,
insieme all’Udc, il suo
grande amore, e a Silvio Berlusconi.
Oggi vive di entusiasmo
renziano, fatto d'arcobaleno
e fantasia, ma quando nel
2010 si candidò alla presidenza
della Regione in Emilia Romagna
era favorevole al nucleare,
salvo quattro anni dopo,
diventare ecologista più
degli ecologisti. Ha fatto anche
un po’ di confusione sull'acqua
pubblica o privata, nel
senso che ha cambiato idea.
Ma soprattutto, d’intesa col
governo che rappresenta, con
lo Sblocca Italia, ha varato
uno dei peggiori decreti in
materia d’ambiente della storia
della Repubblica: trivellazioni,
cemento senza controllo,
inceneritori. Lui si chiama
Gian Luca Galletti, bolognese,
53 anni, conosciuto in Transatlantico
come “il commercialista
di Casini”. Ha un suo
perché anche nella fase Renzi:
è versatile, adattabile a qualsiasi
opinione, democristianissimo
nell’esporre i concetti:
Si potrebbe fare, ma si potrebbe
anche non fare”.
HA STUPITOtutti quando, nel
commentare l’ennesimo nubifragio
sulla Liguria, le altre
due vittime, per la prima volta
nella sua vita politica è riuscito
a essere perentorio: “Basta con
le sanatorie, sono tentati omicidi”.
Ma tutti sono rimasti a
bocca aperta quando ha annunciato
che per la messa in
sicurezza del disastro ambientale
ci saranno sette miliardi in
sette anni. Verrebbe da chiedersi
dove il ministro riesca a
trovare un miliardo di euro da
qui a pochi giorni, quando dovrebbe
dare il via ai lavori, dove
concentrare le priorità.
Quando poi si unisce a Graziano
Delrio, compagno di
Dc, i toni diventano debordanti:
La tutela dell’Italia che
cade a pezzi è priorità assoluta
anche per la politica, che per
anni ha finto di non vedere e
anzi spesso ha contributo alla
situazione attuale, con concessioni
e zero controlli. Basta
con le promesse”. Messa così
ci si aspetterebbe di vedere
Galletti sui luoghi del disastro,
blocchetto degli assegni alla
mano per eludere un eventuale
assalto. Dai conti del governo
improbabile che escano
fuori così tanti miliardi dalla
sera alla mattina.
MA SI SA e Matteo Renzi lo
insegna: qualsiasi argomento
ci si trovi a trattare deve essere
una “priorità” e “per il bene
del Paese”. Così Galletti,
all’inizio dell’anno scolastico,
aveva spiegato l'importanza
dell'educazione all'ambiente
per i bambini con tanto di due
ore aggiuntive proprio per
parlare del verde. Lo ha fatto il
15 settembre, alle scuole elementari
Marconi di Bologna,
le stesse che lui frequentò. Ma
delle due ore aggiuntive non
se ne parla. Se è per questo, lui
e il presidente del Consiglio
avrebbero dovuto visitare anche
due scuole alla settimana,
ma i bambini sono ancora lì
che aspettano.
Impietoso il ritratto che ne fece
Monica Fassoni, presidente
dei verdi europei: “Galletti e i
centristi di Casini sono stati
sponsor entusiasti del ritorno
al nucleare, paladini sistematici
dei condoni edilizi, mentre
nelle città e regioni dove
governano sono d’abitudine
tra i principali fautori della deregulation
urbanistica e del
consumo forsennato di territorio.
Nel Lazio, ai tempi della
giunta Polverini, proprio l'assessore
Udc ai lavori pubblici,
varò un piano casa terrificante
che consentiva di costruire
ovunque senza regole né limiti”.
Il commercialista di Ca
Casini,
a sua volta genero di Caltagirone:
la somma dice cemento
e lascia un certo stupore
oggi che lo senti parlare
così.
Senza andare a cercare il passato
c'è lo Sblocca Italia sul
piatto. E oltre al cemento c’è
l’elettrosmog, che il governo
ha trattato come un problema
minore. All’articolo 6 si specifica
delle “agevolazioni per
la realizzazione di reti di comunicazione
elettronica a
banda ultralarga”. Questo
vuol dire insinuare una mimetizzata
deregulation per
l’avanzata delle prossime infrastrutture
a supporto della
connettività permanente via
cellulare, visto che manca visto
che non è prevista la parola
autorizzazioni sulle per le
multinazionali delle telecomunicazioni
assegnatarie delle
frequenze bandite dall’ulti -
mo governo Berlusconi. Inoltre
lo stesso decreto toglie alle
toglie alle Regioni il potere di
veto sulla ricerca e sulla trivellazione
di pozzi di petrolio
e di metano. Questo vuol dire
più petrolio per tutti, nella
fantasia, ma nella pratica il
primo step è appunto perforare
i terreni senza nessun
controllo da parte degli enti
locali. Anche questo il ministro
Galletti dovrebbe spiegare
nelle scuole che aveva annunciato
di visitare.
PETROLIO e cemento, capitolo
contestato da tutti, per la
prima volta sulla stessa linea i
Verdi e i costruttori. I primi
parlano del rischio di “cemen -
tificazione del demanio” e di
sostegno a interventi devastanti
per il territorio”. I secondi
invece si limitano a criticare
il governo sui fondi destinati
all’edilizia, troppo pochi
per parlare di ripresa.
Galletti non ne fa un grave
problema. Va avanti. Anche
perché cerca di farsi vedere
poco. E quando appare l’idea
può variare.

il fatto quotidiano 13 novembre 2014

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