ERA
IL COMMERCIALISTA DI CASINI, ORA È ALL’AMBIENTE
E
PROMETTE MILIARDI (SENZA AVERLI) CONTRO LE ALLUVIONI
RENZIANO
E DC
La
sua parola d’ordine è
priorità.
Fu sostenitore
accanito
del nucleare
e
dei condoni, ha difeso
anche
l’acqua privata.
Salvo
poi ricredersi
di
Emiliano
Liuzzi
Ha
definito i condoni
edilizi
dei
tentati
omicidi,
salvo
esserne a
favore
quando stava al governo,
insieme
all’Udc, il suo
grande
amore, e a Silvio Berlusconi.
Oggi
vive di entusiasmo
renziano,
fatto d'arcobaleno
e
fantasia, ma quando nel
2010
si candidò alla presidenza
della
Regione in Emilia Romagna
era
favorevole al nucleare,
salvo
quattro anni dopo,
diventare
ecologista più
degli
ecologisti. Ha fatto anche
un
po’ di confusione sull'acqua
pubblica
o privata, nel
senso
che ha cambiato idea.
Ma
soprattutto, d’intesa col
governo
che rappresenta, con
lo
Sblocca Italia, ha varato
uno
dei peggiori decreti in
materia
d’ambiente della storia
della
Repubblica: trivellazioni,
cemento
senza controllo,
inceneritori.
Lui si chiama
Gian
Luca Galletti, bolognese,
53
anni, conosciuto in Transatlantico
come
“il commercialista
di
Casini”. Ha un suo
perché
anche nella fase Renzi:
è
versatile, adattabile a qualsiasi
opinione,
democristianissimo
nell’esporre
i concetti:
“Si
potrebbe fare, ma si potrebbe
anche
non fare”.
HA
STUPITOtutti
quando, nel
commentare
l’ennesimo nubifragio
sulla
Liguria, le altre
due
vittime, per la prima volta
nella
sua vita politica è riuscito
a
essere perentorio: “Basta con
le
sanatorie, sono tentati omicidi”.
Ma
tutti sono rimasti a
bocca
aperta quando ha annunciato
che
per la messa in
sicurezza
del disastro ambientale
ci
saranno sette miliardi in
sette
anni. Verrebbe da chiedersi
dove
il ministro riesca a
trovare
un miliardo di euro da
qui
a pochi giorni, quando dovrebbe
dare
il via ai lavori, dove
concentrare
le priorità.
Quando
poi si unisce a Graziano
Delrio,
compagno di
Dc,
i toni diventano debordanti:
“La
tutela dell’Italia che
cade
a pezzi è priorità assoluta
anche
per la politica, che per
anni
ha finto di non vedere e
anzi
spesso ha contributo alla
situazione
attuale, con concessioni
e
zero controlli. Basta
con
le promesse”. Messa così
ci
si aspetterebbe di vedere
Galletti
sui luoghi del disastro,
blocchetto
degli assegni alla
mano
per eludere un eventuale
assalto.
Dai conti del governo
improbabile
che escano
fuori
così tanti miliardi dalla
sera
alla mattina.
MA
SI SA e Matteo
Renzi lo
insegna:
qualsiasi argomento
ci
si trovi a trattare deve essere
una
“priorità” e “per il bene
del
Paese”. Così Galletti,
all’inizio
dell’anno scolastico,
aveva
spiegato l'importanza
dell'educazione
all'ambiente
per
i bambini con tanto di due
ore
aggiuntive proprio per
parlare
del verde. Lo ha fatto il
15
settembre, alle scuole elementari
Marconi
di Bologna,
le
stesse che lui frequentò. Ma
delle
due ore aggiuntive non
se
ne parla. Se è per questo, lui
e
il presidente del Consiglio
avrebbero
dovuto visitare anche
due
scuole alla settimana,
ma
i bambini sono ancora lì
che
aspettano.
Impietoso
il ritratto che ne fece
Monica
Fassoni, presidente
dei
verdi europei: “Galletti e i
centristi
di Casini sono stati
sponsor
entusiasti del ritorno
al
nucleare, paladini sistematici
dei
condoni edilizi, mentre
nelle
città e regioni dove
governano
sono d’abitudine
tra
i principali fautori della deregulation
urbanistica
e del
consumo
forsennato di territorio.
Nel
Lazio, ai tempi della
giunta
Polverini, proprio l'assessore
Udc
ai lavori pubblici,
varò
un piano casa terrificante
che
consentiva di costruire
ovunque
senza regole né limiti”.
Il
commercialista di Ca
Casini,
a
sua volta genero di Caltagirone:
la
somma dice cemento
e
lascia un certo stupore
oggi
che lo senti parlare
così.
Senza
andare a cercare il passato
c'è
lo Sblocca Italia sul
piatto.
E oltre al cemento c’è
l’elettrosmog,
che il governo
ha
trattato come un problema
minore.
All’articolo 6 si specifica
delle
“agevolazioni per
la
realizzazione di reti di comunicazione
elettronica
a
banda
ultralarga”. Questo
vuol
dire insinuare una mimetizzata
deregulation
per
l’avanzata
delle prossime infrastrutture
a
supporto della
connettività
permanente via
cellulare,
visto che manca visto
che
non è prevista la parola
autorizzazioni
sulle per le
multinazionali
delle telecomunicazioni
assegnatarie
delle
frequenze
bandite dall’ulti -
mo
governo Berlusconi. Inoltre
lo
stesso decreto toglie alle
toglie
alle Regioni il potere di
veto
sulla ricerca e sulla trivellazione
di
pozzi di petrolio
e
di metano. Questo vuol dire
più
petrolio per tutti, nella
fantasia,
ma nella pratica il
primo
step
è appunto
perforare
i
terreni senza nessun
controllo
da parte degli enti
locali.
Anche questo il ministro
Galletti
dovrebbe spiegare
nelle
scuole che aveva annunciato
di
visitare.
PETROLIO
e cemento,
capitolo
contestato
da tutti, per la
prima
volta sulla stessa linea i
Verdi
e i costruttori. I primi
parlano
del rischio di “cemen -
tificazione
del demanio” e di
“sostegno
a interventi devastanti
per
il territorio”. I secondi
invece
si limitano a criticare
il
governo sui fondi destinati
all’edilizia,
troppo pochi
per
parlare di ripresa.
Galletti
non ne fa un grave
problema.
Va avanti. Anche
perché
cerca di farsi vedere
poco.
E quando appare l’idea
può
variare.
il fatto quotidiano 13 novembre 2014
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