DI
JACOPO PERUZZO
Oltre
200 persone si sono trasformate
negli
scorsi due giorni provati
dalle
forti piogge in determinati
e
coraggiosi volontari ai quali si
deve
la vita degli 850 cani ospitati dal
canile
comunale di via Congiunte Destre,
che
a seguito dello straripamento
del
Canale delle Acque Medie dovuto
alla
forte pioggia hanno rischiato la vita.
Immagazzinamento
del cibo, distribuzione
coperte,
pulizia degli stabili, tutto
eseguito
sotto la supervisione del nucleo
cinofilo
dell’associazione nazionale volontari
Vigili
del Fuoco in congedo -
Latina
8 e dell’associazione Amici del
Cane
di Latina, presieduta da Maria
Rosaria
Alesini, la quale ha spiegato nel
dettaglio
le modalità di salvataggio dei
cani:
prima sono stati messi in salvo i
cuccioli,
le mamme e i malati, poi quelli
i
più anziani, il tutto in ordine di dimensioni,
dai
più piccoli ai più grandi. Ora
si
tenta di arginare il canale con sacchi
di
sabbia, 800 per l’esattezza, ma comunque
insufficienti
per salvare la struttura
da
un’altra eventuale esondazione.
Presente
anche l’assessore Marilena Sovrani,
che
ha annunciato l’installazione
di
un banco di raccolta fondi domani
(dalle
8 alle 20) di fronte alla chiesa
Santa
Maria Goretti di Latina. «Abbiamo
immediatamente
chiamato i responsabili
del
Consorzio di Bonifica appena
messi
in salvo i cani - ha dichiarato
l’assessore
- e dopo un sopralluogo
hanno
garantito la messa in sicurezza
del
sito in questione finiti i lavori per le
emergenze».
Si spera accada presto,
naturalmente,
perché probabilmente il
canile
e i suoi ospitati non potrebbero
sopravvivere
ad un altro fenomeno di
questo
tipo. Poi lo sguardo verso gli
edifici
dismessi del mattatoio mai completato,
in
disuso e inutilizzati. «Perché
non
utilizzarli per allargare il canile?»
ipotizza
l’assessore, e chissà se una
proposta
simile non potrebbe diventare
una
realtà concreta nel prossimo futuro.
Ciò
che conta è che tutti i cani sono
salvi.
Latina si è dimostrata una città
solidale
con gli amici a quattro zampe.
Solidale
si, ma anche «strana», perché
sarebbe
bello vedere la comunità intera
adoperarsi
non solo per aiutare i cani,
come
è giusto ed eticamente corretto,
ma
anche per quelle persone che hanno
subito
danni ingenti a causa del maltempo
e
che sono rimaste sole con la casa
letteralmente
allagata. Perché una città
non
può contare solamente sulla Protezione
Civile
e sui Vigili del Fuoco. Una
comunità
cresce e diventa tale soltanto
quando
coopera e si aiuta nei momenti
di
difficoltà. Lo hanno dimostrato i
volontari
che si sono adoperati per il
canile
e i tanti cittadini che si sono
offerti
per portare cibo e coperte ai cani.
Ma
suona comunque strano vedere essere
umani
lasciati soli. Tutti dovrebbero
aiutare,
tutti dovrebbero essere aiutati.
Siamo
una città, o almeno, dovremmo
esserlo.
IL
QUOTIDIANO - Domenica 9 Novembre 2014
9Latina
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