Pubblicata
dall’Aci la nuova mappa dei sinistri in Italia
IL
TRATTO PIÙ PERICOLOSO, SECONDO
IL
MONITORAGGIO ACI, È QUELLO
COMPRESO
TRA IL CHILOMETRO
DI
ALBERTO DALLA
LIBERA
La
strada statale 148, meglio conosciuta
come
Pontina, è una delle
strade
più pericolose in Italia. Non
è
una novità, anzi. Da anni si parla della
possibilità,
della necessità di rivisitarla, di
metterla
in sicurezza allargandola o aumentando
il
numero delle corsie. Ma il
progetto,
compreso quello del cosiddetto
“Corridoio
Tirrenico”,è fermo sui tavoli
della
Regione Lazio e dei ministeri che
devono
occuparsene. Così, la strada continua
a
rappresentare un pericolo quotidiano
per
le migliaia e migliaia di automobilisti
e
camionisti che ogni giorno la
percorrono.
E la nuova mappa degli incidenti
stradali
in Italia messa a punto
dall’Aci
non fa che includere nuovamente
la
Pontina tra le strade più pericolose,
nonostante
negli ultimi si è cercato di
migliorarne
le condizioni dell’asfa lto,
della
segnaletica e dell’illuminazione. Insomma,
gli
standard di sicurezza sono
ancora
troppo bassi, la Pontina infatti,
così
com'è, non potrà andare avanti per
molto:
il traffico aumenta ma gli interventi
per
riqualificarla non sembrano essere
ancora
in agenda. Nella speciale classifica
dell’Aci
la Pontina occupa il quindicesimo
posto
con 7,8 incidenti per chilometro.
Una
enormità se si considera che la
media
nazionale è di 0,68 incidenti per
ogni
chilometro di strada. Il tratto più
pericoloso,
secondo il monitoraggio Aci,
è
quello compreso tra il chilometro 17 e
il
22, nei pressi dello svincolo con il
Grande
raccordo anulare di Roma. E’
chiaro
però che altri tratti della Pontina
continuano
ad essere pericolosissimi,
mortali.
All’ordine del giorno infatti sono
gli
incidenti gravi nei diversi comuni in
cui
passa la Pontina: Aprilia, Pomezia,
Latina,
Terracina. Sette incidenti su dieci,
secondo
lo studio Aci, avvengono sulle
strade
urbane, ma è in città che si apprezza
maggiormente
il calo dell’incidentali -
tà:
in un anno i sinistri diminuiscono del
4,4%,
i morti dell’11,3% e i feriti del
4,2%.
Sulle extraurbane, che comunque
fanno
registrare un miglioramento soprattutto
della
mortalità (-9,8%), la maggior
parte
degli incidenti si concentra sempre
sugli
stessi tratti, come evidenzia lo studio
“Localizzazione
degli incidenti stradali
2013”
realizzato dall’Aci. «Il Raccordo
Autostradale
di Reggio Calabria,
nel
tratto vicino al capoluogo - si legge
nella
nota che accompagna i dati elaborati
dall'Aci
- è la strada dove si verificano più
sinistri
(14,8 incidenti/km a fronte di una
media
italiana per la rete extraurbana di
0,68
incidenti/km), seguito dal segmento
urbano
della A24 Roma-L’Aquila vicino
Portonaccio
(14,6 incidenti/km) e dalla
A51
Tangenziale Est di Milano all’altez -
za
di Cologno Monzese e Brugherio (14
incidenti/km).
Solo su questi tratti il numero
di
sinistri è 20 volte superiore al
resto
della rete extraurbana”. Ma la pericolosità
delle
strade riguarda anche i
motocicli
che sono i veicoli con indice di
mortalità
più alto (1,68 morti ogni 100
mezzi
coinvolti in incidente, rispetto a
1,41
delle biciclette e 0,65 delle auto); la
graduatoria
delle strade cambia radicalmente,
facendo
emergere i tratti delle
statali
estranei ai contesti urbani. Su 15
punti
elencati nella tabella, ben 7 sono
sulla
SS1 Aurelia ligure. Ma la provincia
di
Latina risulta presente anche nella
classifica
dei motocicli con la Flacca: in
un
chilometro di strada (quello compreso
tra
il 30 e il 31) la media degli incidenti
è
di 5.
IL
QUOTIDIANO - Mercoledì 5 Novembre 2014
8
Latina

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