giovedì 6 novembre 2014

Pontina troppo pericolosa, quasi otto incidenti per chilometro ma ancora non basta alla cricca degli appalti per la doverosa messa in sicurezza

Pubblicata dall’Aci la nuova mappa dei sinistri in Italia
IL TRATTO PIÙ PERICOLOSO, SECONDO
IL MONITORAGGIO ACI, È QUELLO
COMPRESO TRA IL CHILOMETRO
17 E IL 22, ALLO SVINCOLO CON IL «GRA»

DI ALBERTO DALLA LIBERA
La strada statale 148, meglio conosciuta
come Pontina, è una delle
strade più pericolose in Italia. Non
è una novità, anzi. Da anni si parla della
possibilità, della necessità di rivisitarla, di
metterla in sicurezza allargandola o aumentando
il numero delle corsie. Ma il
progetto, compreso quello del cosiddetto
Corridoio Tirrenico”,è fermo sui tavoli
della Regione Lazio e dei ministeri che
devono occuparsene. Così, la strada continua
a rappresentare un pericolo quotidiano
per le migliaia e migliaia di automobilisti
e camionisti che ogni giorno la
percorrono. E la nuova mappa degli incidenti
stradali in Italia messa a punto
dall’Aci non fa che includere nuovamente
la Pontina tra le strade più pericolose,
nonostante negli ultimi si è cercato di
migliorarne le condizioni dell’asfa lto,
della segnaletica e dell’illuminazione. Insomma,
gli standard di sicurezza sono
ancora troppo bassi, la Pontina infatti,
così com'è, non potrà andare avanti per
molto: il traffico aumenta ma gli interventi
per riqualificarla non sembrano essere
ancora in agenda. Nella speciale classifica
dell’Aci la Pontina occupa il quindicesimo
posto con 7,8 incidenti per chilometro.
Una enormità se si considera che la
media nazionale è di 0,68 incidenti per
ogni chilometro di strada. Il tratto più
pericoloso, secondo il monitoraggio Aci,
è quello compreso tra il chilometro 17 e
il 22, nei pressi dello svincolo con il
Grande raccordo anulare di Roma. E’
chiaro però che altri tratti della Pontina
continuano ad essere pericolosissimi,
mortali. All’ordine del giorno infatti sono
gli incidenti gravi nei diversi comuni in
cui passa la Pontina: Aprilia, Pomezia,
Latina, Terracina. Sette incidenti su dieci,
secondo lo studio Aci, avvengono sulle
strade urbane, ma è in città che si apprezza
maggiormente il calo dell’incidentali -
tà: in un anno i sinistri diminuiscono del
4,4%, i morti dell’11,3% e i feriti del
4,2%. Sulle extraurbane, che comunque
fanno registrare un miglioramento soprattutto
della mortalità (-9,8%), la maggior
parte degli incidenti si concentra sempre
sugli stessi tratti, come evidenzia lo studio
Localizzazione degli incidenti stradali
2013” realizzato dall’Aci. «Il Raccordo
Autostradale di Reggio Calabria,
nel tratto vicino al capoluogo - si legge
nella nota che accompagna i dati elaborati
dall'Aci - è la strada dove si verificano più
sinistri (14,8 incidenti/km a fronte di una
media italiana per la rete extraurbana di
0,68 incidenti/km), seguito dal segmento
urbano della A24 Roma-L’Aquila vicino
Portonaccio (14,6 incidenti/km) e dalla
A51 Tangenziale Est di Milano all’altez -
za di Cologno Monzese e Brugherio (14
incidenti/km). Solo su questi tratti il numero
di sinistri è 20 volte superiore al
resto della rete extraurbana”. Ma la pericolosità
delle strade riguarda anche i
motocicli che sono i veicoli con indice di
mortalità più alto (1,68 morti ogni 100
mezzi coinvolti in incidente, rispetto a
1,41 delle biciclette e 0,65 delle auto); la
graduatoria delle strade cambia radicalmente,
facendo emergere i tratti delle
statali estranei ai contesti urbani. Su 15
punti elencati nella tabella, ben 7 sono
sulla SS1 Aurelia ligure. Ma la provincia
di Latina risulta presente anche nella
classifica dei motocicli con la Flacca: in
un chilometro di strada (quello compreso
tra il 30 e il 31) la media degli incidenti
è di 5.
IL QUOTIDIANO - Mercoledì 5 Novembre 2014

8 Latina

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