giovedì 6 novembre 2014

Kyklos, ampliamento a rischio Il Tar: i limiti di superficie non prevedono la possibilità di aumentare la pro d u z i o n e dell'impianto di compostaggio dell'Acea ad Aprilia

L’azienda, oggi sotto sequestro, perde la causa contro l’amministrazione provinciale
ALL’INIZIO DI AGOSTO
IL SEQUESTRO
DISPOSTO
DALL’AUTORITA’
GIUDIZIARIA
E LO STOP
ALL’ATTIVITA’
DI GIUSEPPE BIANCHI
L’ampliamento della
Kyklos si ferma sul diritto
di superficie. Il Tar
Lazio - Sezione di Latina, ha
infatti respinto il ricorso
dell’azienda di via Le Ferriere
alle porte di Aprilia che impugnava
per l’annullamento, una
prescrizione contenuta nell’au -
torizzazione unica rilasciata
d al l’amministrazione provinciale
di Latina. L’annullamento
era stato rischiesto non per l’in -
tero atto che andava del tutto a
favore dell’azienda con pareri
favorevoli di molti enti e alcuni
favorevoli, ma con prescrizioni
per l’ampliamento che si chiedeva
di poter realizzare e che
avrebbe portato l’impianto a
raddoppiare le tonnellate annue
di rifiuti da trattare, fino a
120mila.
L’azienda ha un impianto di
trattamento e recupero rifiuti
speciali non pericolosi con produzione
di compost alle porte di
Aprilia. I lavori prevedono tra
l’altro la realizzazione di 3 cogeneratori
da circa 1 MW cadauno
e per le relative opere connesse
per la produzione di energia elettrica.
In fase di autorizzazione
però, rileva la Provincia, emerge
una presunta carenza della titolarità
di superficie relativa ad uno
dei lotti che confinano con l’at -
tuale area di produzione e che la
Kyklos ha preso in locazione.
Peraltro, sottolinea l’azienda con
un atto ufficiale, la disponibilità
completa del terreno in questione
sarebbe stata addirittura concessa
alla società dal proprietario
in base a un contratto costitutivo
del diritto di superficie ed a
contratti di locazione, delle aree
necessarie per la realizzazione
degli interventi. La Provincia, in
Conferenza dei servizi, ha però
posto un paletto: esiste un vincolo
sul lotto di terreno, oggetto
dell’ampliamento, per il quale è
necessaria la preventiva acquisizione
dell’atto di svincolo. Nonostante
gli atti prodotti dalla
Kyklos l’amministrazione di via
Costa ha dato parere favorevole
con la precisa prescrizione, però,
che prima dell’inizio dei lavori,
(la società) dovrà presentare un
«apposito Atto registrato, nel
quale sia rimosso l’attuale vincolo
di cui ai punti P2 - P3
riportati nell’atto di costituzione
di diritto di superficie». La
Kyklos ha chiesto al collegio del
Tar di considerare la prescrizione,
appunto, una prescrizione
autorizzativa da annullare. Per i
legali di via Costa invece, non si
tratterebbe di una questione così
semplice, ma di «...rimuovere un
limite insito nell’atto costitutivo
il quale rapporta il diritto di
superficie ad un impianto di trattamento
di rifiuti avente una specifica
e determinata capacità ed
attribuisce quindi, facoltà non
coerenti con il richiesto ed accordato
potenziamento del quantitativo
dei rifiuti da trattare nonché
con l’installazione dei mezzi
ed apprestamenti necessari alla
produzione di energia elettrica
».
Alla base della decisione del
Tar di Latina c’è questo passaggio
che spiega il vincolo: «il
contenuto del diritto di superficie
è unitariamente identificato
nel potere di costruire e mantenere
un edificio sul suolo altrui,
tant’è che costruzione e mantenimento
dell’edificio costituiscono
momenti inscindibili del
diritto concesso al superficiario.
La specificità delle facoltà concesse
ed i limiti che da essa
derivano giustificano allora la
contestata previsione con la quale
è stato imposto un adeguamento
del titolo ai contenuti
dell’autorizzazione».
Insomma, serve un atto preciso
di svincolo del lotto, e per questo
motivo il ricorso della Kyklos
viene respinto e la ricorrente
viene anche condannata a pagare
4mila euro come spese di giudizio.
IL QUOTIDIANO - Mercoledì 5 Novembre 2014

Aprilia 15

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