L’azienda,
oggi sotto sequestro, perde la causa contro l’amministrazione
provinciale
ALL’INIZIO
DI AGOSTO
IL
SEQUESTRO
DISPOSTO
DALL’AUTORITA’
GIUDIZIARIA
E
LO STOP
ALL’ATTIVITA’
DI
GIUSEPPE BIANCHI
L’ampliamento
della
Kyklos
si ferma sul diritto
di
superficie. Il Tar
Lazio
- Sezione di Latina, ha
infatti
respinto il ricorso
dell’azienda
di via Le Ferriere
alle
porte di Aprilia che impugnava
per
l’annullamento, una
prescrizione
contenuta nell’au -
torizzazione
unica rilasciata
d
al l’amministrazione provinciale
di
Latina. L’annullamento
era
stato rischiesto non per l’in -
tero
atto che andava del tutto a
favore
dell’azienda con pareri
favorevoli
di molti enti e alcuni
favorevoli,
ma con prescrizioni
per
l’ampliamento che si chiedeva
di
poter realizzare e che
avrebbe
portato l’impianto a
raddoppiare
le tonnellate annue
di
rifiuti da trattare, fino a
120mila.
L’azienda
ha un impianto di
trattamento
e recupero rifiuti
speciali
non pericolosi con produzione
di
compost alle porte di
Aprilia.
I lavori prevedono tra
l’altro
la realizzazione di 3 cogeneratori
da
circa 1 MW cadauno
e
per le relative opere connesse
per
la produzione di energia elettrica.
In
fase di autorizzazione
però,
rileva la Provincia, emerge
una
presunta carenza della titolarità
di
superficie relativa ad uno
dei
lotti che confinano con l’at -
tuale
area di produzione e che la
Kyklos
ha preso in locazione.
Peraltro,
sottolinea l’azienda con
un
atto ufficiale, la disponibilità
completa
del terreno in questione
sarebbe
stata addirittura concessa
alla
società dal proprietario
in
base a un contratto costitutivo
del
diritto di superficie ed a
contratti
di locazione, delle aree
necessarie
per la realizzazione
degli
interventi. La Provincia, in
Conferenza
dei servizi, ha però
posto
un paletto: esiste un vincolo
sul
lotto di terreno, oggetto
dell’ampliamento,
per il quale è
necessaria
la preventiva acquisizione
dell’atto
di svincolo. Nonostante
gli
atti prodotti dalla
Kyklos
l’amministrazione di via
Costa
ha dato parere favorevole
con
la precisa prescrizione, però,
che
prima dell’inizio dei lavori,
(la
società) dovrà presentare un
«apposito
Atto registrato, nel
quale
sia rimosso l’attuale vincolo
di
cui ai punti P2 - P3
riportati
nell’atto di costituzione
di
diritto di superficie». La
Kyklos
ha chiesto al collegio del
Tar
di considerare la prescrizione,
appunto,
una prescrizione
autorizzativa
da annullare. Per i
legali
di via Costa invece, non si
tratterebbe
di una questione così
semplice,
ma di «...rimuovere un
limite
insito nell’atto costitutivo
il
quale rapporta il diritto di
superficie
ad un impianto di trattamento
di
rifiuti avente una specifica
e
determinata capacità ed
attribuisce
quindi, facoltà non
coerenti
con il richiesto ed accordato
potenziamento
del quantitativo
dei
rifiuti da trattare nonché
con
l’installazione dei mezzi
ed
apprestamenti necessari alla
produzione
di energia elettrica
».
Alla
base della decisione del
Tar
di Latina c’è questo passaggio
che
spiega il vincolo: «il
contenuto
del diritto di superficie
è
unitariamente identificato
nel
potere di costruire e mantenere
un
edificio sul suolo altrui,
tant’è
che costruzione e mantenimento
dell’edificio
costituiscono
momenti
inscindibili del
diritto
concesso al superficiario.
La
specificità delle facoltà concesse
ed
i limiti che da essa
derivano
giustificano allora la
contestata
previsione con la quale
è
stato imposto un adeguamento
del
titolo ai contenuti
dell’autorizzazione».
Insomma,
serve un atto preciso
di
svincolo del lotto, e per questo
motivo
il ricorso della Kyklos
viene
respinto e la ricorrente
viene
anche condannata a pagare
4mila
euro come spese di giudizio.
IL
QUOTIDIANO - Mercoledì 5 Novembre 2014
Aprilia
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