Non
è certo il periodo migliore per l’azienda di via Le Ferriere.
A
fine luglio l’immane tragedia costata la vita adi due operai
viterbesi,
il 44enne Fabio Lisei e il 42enne Roberto Papini ha
infatti
portato il conseguente sequestro dell’area e lo stop all’attività
e
l’avvio
delle indagini a carico dei responsabili del sito (oltre che delle
due
società titolari dell’appalto per il recupero del percolato e la
ditta
a
cui è stato dato il sub-appalto e per la quale lavoravano le due
vittime).
Poi
nella notte tra sabato e domenica «un incendio che - sottolinea con
una
nota ufficiale la Kyklos - non ha riguardato assolutamente il
compost,
che è una sostanza organica naturale del tutto innocua. Il
compost
di Kyklos viene infatti utilizzato come fertilizzante, sia per uso
agricolo
che casalingo. A prendere inspiegabilmente fuoco sono stati
alcuni
rifiuti plastici (sacchetti di plastica per alimenti) che giacevano
in
un capannone. La mattina successiva all’incendio, il personale di
sicurezza
dello stabilimento ha riscontrato segni evidenti di effrazione
nella
recinzione esterna, cosa che è stata prontamente segnalata alle
forze
dell’ordine». La nota della società dunque, sembra ridare forza
ad
una
ipotesi che quasi da subito sembrava essere stata scartata in favore
di
una tesi che propendeva per un incidente.
IL
QUOTIDIANO - Mercoledì 5 Novembre 2014
Aprilia
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