A tre
anni e mezzo dal disastro
di
Fukushima, il Giappone
torna
al nucleare. I reattori 1 e 2
della
centrale nucleare di Sendai,
nel
sud del paese, saranno i primi a
essere
riattivati dopo lo tsunami del
2011.
Il governatore della prefettura
di
Kagoshima ha definito "inevitabile"
il
riavvio nel corso di
un'assemblea
che ha vissuto momenti
di
tensione per le proteste degli
attivisti
anti nucleari presenti nel
settore
riservato al pubblico. La decisione
arriva
dopo il via libera dato
a
settembre dell'autorità giapponese
per
la regolamentazione dell'energia
nucleare
in base ai
nuovi
standard sulla sicurezza
e
potrebbe essere
operitiva
già a fine anno.
L'ultima
parola spetta al
Primo
ministro Shinzo
Abe
che sicuramente non farà mancare
la
sua firma visto che fin dalla
sua
rielezione nel 2012 ha auspicato
il
ritorno alla produzione di energia
nucleare
per un Giappone in piena
recessione.
Secondo il premier, lo
stop
alle 48 centrali "ha colpito duramente
l’economia
nazionale"
rendendo
inevitabile l'aumento
dell'Iva,
dal 5 all'8 percento, affossando
i
consumi e
il
Pil che nell'ultimo
trimestre
ha
registrato
una flessione
del
6,8 percento,
la
peggiore
dallo
tsunami che ha devastato il
paese.
Come confermato dal portavoce
del
governo, Yoshihide Suga,
con
la ripresa del programma
nucleare,
il governo punta a rilanciare
l'economia
con il calo delle
bollette
e l'esportazione di energia,
una
delle voci da sempre più ingenti
nella
bilancia commerciale nipponica.
il
FattoQuotidiano SABATO
8 NOVEMBRE 2 01 4 13
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