tratto da https://ambientenonsolo.com/il-cambiamento-climatico-e-le-condizioni-perfette-per-gli-incendi/
Il cambiamento climatico e le condizioni perfette per gli incendi

Secondo l’European Forest Fire Information System (EFFIS), a fine settembre l’Italia ha visto bruciare oltre 87.000 ettari di terreno. In un precedente articolo avevamo visto che Oltre 67mila ettari di territorio bruciati in Italia e 412mila in Europa, a fine agosto del 2023.
Quanto questi fenomeni che anche questa estate hanno devastato vari paesi europei e non solo (basti pensare al Canada: Le immagini dallo spazio di Copernicus ci raccontano questa lunga estate incandescente) siano correlati con il cambiamento climatico costituisce sicuramente un tema di grande interesse.

Per questo proponiamo una sintesi [traduzione a cura di Ambientenonsolo] da “Foresight” di questa intervista a Valentina Bacciu, ricercatrice del CMCC e dell’Istituto di Bio-Economia del CNR, che approfondisce l’intricato studio e monitoraggio degli incendi boschivi, evidenziandone la natura poliedrica, che comprende aspetti di biologia, climatologia e fattori socioeconomici.
Quali indicazioni possiamo raccogliere dalla stagione degli incendi del 2023 che sta per concludersi?
All’inizio di luglio, la situazione era inferiore alla media 2006-2022. Poi, un punto di svolta significativo si è verificato durante la terza settimana di luglio, quando abbiamo assistito a una notevole ondata di incendi, caratterizzati da un picco quasi verticale. Questa escalation prodotto 1.900 ettari di terra colpita il 15 luglio a un impressionante 53.300 ettari al 29 luglio.
È interessante notare che l’aumento del numero di incendi non è stato così pronunciato come l’aumento delle loro dimensioni. Questo suggerisce che ci sono stati meno eventi, ma quelli che si sono verificati erano sostanzialmente più grandi.
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