
Eravamo abituati ad una
informazione, su certi argomenti, quasi soft, sicuramente in modo neutro.
Invece sarà l’umidità, sarà il caldo di luglio all’improvviso apri il giornale
e trovi l’effervescenza. Ho sempre affrontato i vari temi dalla parte dei
cittadini, mentre alcune forze politiche o “rappresentanti” nelle varie
istituzioni o Redazioni sembrano schierati pro o contro questa o quella Ditta o
Imprenditore. Latina Editoriale Oggi, in edicola oggi, riporta lo scambio di
chat, che sembrerebbe non molto amichevole tra il sindaco di Latina, Damiano
Coletta e il comitato provinciale per l’acqua pubblica. Singolare che l’amministrazione
di Latina, con assessore all’ambiente l’autore di “all’ombra dell’acqua” che
metteva in guardia da certe operazioni che possono essere interpretate a favore
del privato con danno del pubblico, adesso sostenga un’operazione che lo stesso
autore contestava. I libri passano e forse anche Alighieri oggi se fosse
assessore a Firenze potrebbe comportarsi diversamente da quello che scriveva
sulla Divina Commedia. Così Manzoni se fosse assessore al Pirellone. Passando
ai rifiuti ieri Latina Corriere ieri titolava: “Dopo Cerroni… ecco chi è il
nuovo re dei rifiuti nel Lazio”. https://www.latinacorriere.it/2018/07/05/dopo-cerroni-ecco-chi-e-il-nuovo-re-dei-rifiuti-nel-lazio/.
Oggi a Latina Corriere risponde addirittura in prima pagina il Direttore di
Latina editoriale Oggi con “Controinformazione al miglior offerente”. Poi altro
articolo nelle pagine interne del dibattito tra comune di Roma e regione Lazio
sullo stesso argomento https://www.latinaoggi.eu/news/politica/64840/raggi-vuole-portarci-i-rifiuti-di-roma-scintille-con-la-regione-lazio
sul quale c’è il mio commento in: https://pontiniaecologia.blogspot.com/2018/07/raggi-vuole-portarci-i-rifiuti-di-roma.html.
Sarebbe il caso di fare il punto della situazione. La regione Lazio non è
difendibile sulla questione rifiuti per aver approvato impianti inquinanti, nei
quali, come dichiara l’Arpa Lazio in commissione contro le ecomafie o alla
Pisana, i controlli sono stati insufficienti. Oppure i controlli, come
certifica il CTU nel processo per inquinamento delle falde a Borgo Montello,
fatti dall’Arpa Lazio sono stati sbagliati o contrari allo stesso protocollo
dell’Arpa. La regione Lazio non è difendibile sul piano dei rifiuti già scaduto
e non avendo individuato impianti idonei, tanto che ci sono volute delle
sentenze. La regione Lazio è stata posta sotto infrazione anche da parte della
comunità europea per conferimento errato dei rifiuti. Inoltre la regione Lazio
sembra voler lasciare la programmazione ai privati, come dimostrano anche le
inchieste, tra queste “Cerronopoli” che mette sotto inchiesta anche diversi
esponenti della regione Lazio, alcuni esponenti o fondatori di legambiente o
imprenditori o società collegati a chi qualche Redazione vorrebbe difendere.
Senza contare che uno dei principali accusatori di “Cerronopoli” è stato
Altissimi di cui parla qualche articolo. Lo stesso Altissimi ha avuto oppure ha
subito accertamenti, controlli, segnalazioni sul suo Tmb ed è stato contestato
per il progetto della discarica Paguro. Da cittadini è avvilente che non si
parli invece della programmazione territoriale, del rispetto dell’ambiente,
della raccolta differenziata spinta che potrebbe generare migliaia di posti di
lavoro nella sola provincia pontina, dei danni derivanti da un errato
conferimento dei rifiuti che pagano comuni e cittadini, del costo sociale di
malattie, morti derivanti dall’inquinamento di impianti che sembrerebbero non
regolari, secondo inchieste e analisi dell’Arpa o dei tribunali. 5 anni fa
Carmine Schiavone dichiarava “anche a Latina moriranno tutti” spiegando il
motivo di inquinamento di materiale tossico e pericoloso. Una settimana fa un
dibattito a Borgo Bainsizza si intitolava la “chiusura della bonifica”. Nessuno
ha certificato che il materiale tossico che secondo Schiavone sta facendo
morire tutti oppure che risulta dalla relazione contro le ecomafie sia stato
rimosso, messo in sicurezza o bonificato. Prima di parlare di questo o quello
imprenditore, di cui comprendiamo l’esigenza commerciale e di guadagno, prima
di prenderci in giro con la chiusura di una bonifica che non risulta mai
iniziata (a parte il contenimento o la messa in sicurezza che sono diverse
dalla bonifica) abbiate rispetto dei tanti cittadini, definiti “bersaglio”
dalle aziende, avvelenati da anni. Senza diritti. (immagine tratta da https://i.ebayimg.com/images/g/1CcAAMXQMXRQ5vb1/s-l300.jpg)
Nessun commento:
Posta un commento