venerdì 6 luglio 2018

Acqua tra Coletta e il comitato dell’acqua pubblica. Rifiuti tra Latina Oggi e Latina Corriere, la Raggi o Zingaretti, Lozza o Altissimi, la discarica e il Tmb


Risultati immagini per immagini all'ombra dell'acqua roberto lessio
Eravamo abituati ad una informazione, su certi argomenti, quasi soft, sicuramente in modo neutro. Invece sarà l’umidità, sarà il caldo di luglio all’improvviso apri il giornale e trovi l’effervescenza. Ho sempre affrontato i vari temi dalla parte dei cittadini, mentre alcune forze politiche o “rappresentanti” nelle varie istituzioni o Redazioni sembrano schierati pro o contro questa o quella Ditta o Imprenditore. Latina Editoriale Oggi, in edicola oggi, riporta lo scambio di chat, che sembrerebbe non molto amichevole tra il sindaco di Latina, Damiano Coletta e il comitato provinciale per l’acqua pubblica. Singolare che l’amministrazione di Latina, con assessore all’ambiente l’autore di “all’ombra dell’acqua” che metteva in guardia da certe operazioni che possono essere interpretate a favore del privato con danno del pubblico, adesso sostenga un’operazione che lo stesso autore contestava. I libri passano e forse anche Alighieri oggi se fosse assessore a Firenze potrebbe comportarsi diversamente da quello che scriveva sulla Divina Commedia. Così Manzoni se fosse assessore al Pirellone. Passando ai rifiuti ieri Latina Corriere ieri titolava: “Dopo Cerroni… ecco chi è il nuovo re dei rifiuti nel Lazio”. https://www.latinacorriere.it/2018/07/05/dopo-cerroni-ecco-chi-e-il-nuovo-re-dei-rifiuti-nel-lazio/. Oggi a Latina Corriere risponde addirittura in prima pagina il Direttore di Latina editoriale Oggi con “Controinformazione al miglior offerente”. Poi altro articolo nelle pagine interne del dibattito tra comune di Roma e regione Lazio sullo stesso argomento https://www.latinaoggi.eu/news/politica/64840/raggi-vuole-portarci-i-rifiuti-di-roma-scintille-con-la-regione-lazio sul quale c’è il mio commento in: https://pontiniaecologia.blogspot.com/2018/07/raggi-vuole-portarci-i-rifiuti-di-roma.html. Sarebbe il caso di fare il punto della situazione. La regione Lazio non è difendibile sulla questione rifiuti per aver approvato impianti inquinanti, nei quali, come dichiara l’Arpa Lazio in commissione contro le ecomafie o alla Pisana, i controlli sono stati insufficienti. Oppure i controlli, come certifica il CTU nel processo per inquinamento delle falde a Borgo Montello, fatti dall’Arpa Lazio sono stati sbagliati o contrari allo stesso protocollo dell’Arpa. La regione Lazio non è difendibile sul piano dei rifiuti già scaduto e non avendo individuato impianti idonei, tanto che ci sono volute delle sentenze. La regione Lazio è stata posta sotto infrazione anche da parte della comunità europea per conferimento errato dei rifiuti. Inoltre la regione Lazio sembra voler lasciare la programmazione ai privati, come dimostrano anche le inchieste, tra queste “Cerronopoli” che mette sotto inchiesta anche diversi esponenti della regione Lazio, alcuni esponenti o fondatori di legambiente o imprenditori o società collegati a chi qualche Redazione vorrebbe difendere. Senza contare che uno dei principali accusatori di “Cerronopoli” è stato Altissimi di cui parla qualche articolo. Lo stesso Altissimi ha avuto oppure ha subito accertamenti, controlli, segnalazioni sul suo Tmb ed è stato contestato per il progetto della discarica Paguro. Da cittadini è avvilente che non si parli invece della programmazione territoriale, del rispetto dell’ambiente, della raccolta differenziata spinta che potrebbe generare migliaia di posti di lavoro nella sola provincia pontina, dei danni derivanti da un errato conferimento dei rifiuti che pagano comuni e cittadini, del costo sociale di malattie, morti derivanti dall’inquinamento di impianti che sembrerebbero non regolari, secondo inchieste e analisi dell’Arpa o dei tribunali. 5 anni fa Carmine Schiavone dichiarava “anche a Latina moriranno tutti” spiegando il motivo di inquinamento di materiale tossico e pericoloso. Una settimana fa un dibattito a Borgo Bainsizza si intitolava la “chiusura della bonifica”. Nessuno ha certificato che il materiale tossico che secondo Schiavone sta facendo morire tutti oppure che risulta dalla relazione contro le ecomafie sia stato rimosso, messo in sicurezza o bonificato. Prima di parlare di questo o quello imprenditore, di cui comprendiamo l’esigenza commerciale e di guadagno, prima di prenderci in giro con la chiusura di una bonifica che non risulta mai iniziata (a parte il contenimento o la messa in sicurezza che sono diverse dalla bonifica) abbiate rispetto dei tanti cittadini, definiti “bersaglio” dalle aziende, avvelenati da anni. Senza diritti. (immagine tratta da https://i.ebayimg.com/images/g/1CcAAMXQMXRQ5vb1/s-l300.jpg)

Nessun commento: