sabato 23 aprile 2016

GENOVA E ora si teme l’arrivo delle piogge Il petrolio nel fiume Polcevera Protezione civile: “B a r r i e re oceaniche, si deve agire in fretta”


qOLTRE 600 MILA LITRI DI PETROLIO NEL TORRENTE. Le
dimensioni del disastro provocato dal guasto alla raffineria Iplom
di Busalla (Genova) si stanno definendo. Ma il brutto tempo previsto
per le prossime ore potrebbe gonfiare i torrenti. Facendo finire in
mare altro greggio. Per questo ieri sono state ulteriormente rafforzate
le operazioni di emergenza: più mezzi navali alla foce del Polcevera,
panne oceaniche alte 1 metro
e 80, un numero di autospurghi
e uomini che quasi raddoppia,
passando rispettivamente
da 14 ad oltre 20 e da
50 ad oltre 100.A chiedere di
aumentare il ritmo all’azienda
petrolifera di Busalla, tenuta
all’intervento perché indicata
come causa dell’inquinamento,
era stato martedì il
governatore della Regione Liguria
Giovanni Toti, al termine
di un summit in Prefettura. Il nuovo piano di bonifica si è reso necessario
anche a fronte delle previsioni meteo, perché per il fine settimana
è previsto il ritorno su Genova di maltempo e piogge: il grande
nemico infatti ora è l’acqua, che potrebbe trascinare in mare i 500 metri
cubi di greggio che ancora impregnano i greti dei torrenti Fegino e
Polcevera. Intanto continua la moria di animali e si registra un crescente
numero di malori, soprattutto tra gli anziani. L’inchiesta aperta per
disastro ambientale ha preso tre direzioni precise: una piccola frana, le
condizioni della condotta e le manovre eseguite dai tecnici durante il
pompaggio del greggio. La polizia giudiziaria prende al momento in
considerazione lo stato dell’impianto, un fattore esterno come una frana,
o un errore umano. Non viene escluso che una valvola chiusa al
momento sbagliato possa avere provocato problemi di pressione durante
il trasferimento di greggio, causando l’esplosione della tubatura.
Il pm valuta la nomina di un geologo per stabilire se lo smottamento
creatosi sul luogo dello sversamento sia stato la causa di un danno
all’oleodotto, oppure la conseguenza dell’esplosione della conduttura.
Dopo i rilievi, che potrebbero finire questa settimana, si potrà procedere
al dissequestro dell’area da parte dell’autorità giudiziaria.
il fatto quotidiano 21 aprile 2016

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