SARANNO
qualificati
come “soggetti
politici”
i delegati delle regioni
che
hanno proposto il referendum. Questa in
sostanza
l’unica novità rilevante contenuta
nel
regolamento approvato dall’autorità garante
delle
comunicazioni per assicurare la
par
condicio durante la campagna referendaria
in
vista delle consultazioni del 17 aprile
sulle
trivellazioni. Questa scelta dell’A gco m ,
che
non ha precedenti nella storia come fanno
sapere
dalla stessa autorità, deriva dalla
mancata
costituzione formale di un comitato
promotore
del referendum. L’obiettivo è
bilanciare
il “divieto di coinvolgimento di amministrazioni
pubbliche
in quanto tali all’interno
delle
campagne elettorali e referendarie
-
si legge - e la scrupolosa salvaguardia del
diritto
delle regioni proponenti il quesito referendario
a
conferire massima visibilità alle
proprie
ragioni, maturate nell’esercizio di una
precisa
prerogativa costituzionale”. In tal
modo,
l’Agcom spiega di aver assicurato che
“il
voto consapevole da parte di tutti i cittadini
si
realizzi in una cornice di piena e compiuta
informazione
sui contenuti dei quesiti”.
Per
il resto, la delibera ribadisce le norme già
utilizzate
nelle precedenti consultazioni.

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