“TRECENTO
MILIONI BUTTATI”
“Uno
spreco di soldi”
Il
premier attacca
il
referendum trivelle
“LA
NOSTRA POSIZIONE è
che
quella
legge l’ha fatta il Pd: la legge
che
permette di non sprecare petrolio e di
non
sprecare gas". Così il presidente del
Consiglio
e segretario del Pd Matteo Renzi,
al
congresso dei Giovani democratici, ha
parlato
del referendum che vuole cancellare
la
proroga delle concessioni per trivellazioni
in
mare per l’estrazione di idrocarburi.
“Volete
dire che dobbiamo dare un segnale?
Non
buttate via trecento milioni di
euro
per dare un segnale”, ha aggiunto
Renzi,
riferendosi al costo della consultazione
popolare
che si terrà il 17 aprile. Il premier
non
ha risparmiato un’altra stoccata
per
la minoranza del suo partito: “Non vi
permetteremo
mai, né a voi né ai più grandi,
di
dire che il nostro messaggio è ‘italiani andate
al
mare’ perché il principio di far fallire
un
referendum questo nostro partito o meglio,
il
padre di questo partito, lo ha già più
volte
espresso. Andate a vedere le dichiarazioni
dei
leader del centrosinistra nel
2003
sul referendum sull'articolo 18”. In
quell’occasione
Margherita e Ds, i partiti
da
cui poi è nato il Pd, si schierarono per
l’astensione.
Buonuscite
milionarie, consulenze d’oro e prestiti facili hanno
affossato
la Banca. Le opposizioni: il ministro si deve dimettere
Il
papà della Boschi
è
indagato anche
per
il crac Etruria
DAVIDE
VECCHI
Pier
Luigi Boschi è indagato
per
bancarotta fraudolenta
nel
fascicolo aperto
un
mese fa dal procuratore
di
Arezzo, Roberto Rossi, anticipato
dal
Fatto
il
12 febbraio
scorso.
Con il padre del ministro
è
iscritto l’intero consiglio di amministrazione
della
vecchia Popolare
dell’Etruria,
guidata da
Lorenzo
Rosi (il papà della Boschi
era
vice presidente). Ieri
M5S,
Lega e Sel hanno chiesto la
testa
del ministro.

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