lunedì 21 marzo 2016

I rincari delle bollette elettriche nel 2016 Colpa della riforma tariffaria approvata Arrivata la stangata sulla luce Ma non siamo che all’i n i z i o. . . Il costo dell’energia è alle stelle

. E la situazione è destinata a peggiorare ancora
Liberalizzazioni di facciata
45% 
L’ultimo regalo lo sta preparando il Parlamento
e si chiama "servizio di salvaguardia". Una legge
che garantisce solo gli interessi dei gestori
I consumatori
Inaccettabile che la
liberalizzazione serva
a prelevare soldi dalle
tasche dei cittadini
INUMERI
29,4
I milioni di utenti italiani che
hanno trovato la sorpresa nelle
bollette appena arrivate e, in
molti casi, anche già scadute
20
I milioni di clienti domestici
(più 4 milioni di imprese) che
non vogliono rivolgersi a un
fornitore sul libero mercato
3
La frequenza mensile con la
quale l’Autority ogni tre mesi
modifica le tariffe in base a
quanto è stata pagata la
materia prima all'ingrosso
BARBARA CATALDI Le prime bollette elettriche
del 2016
sono già arrivate e
nella maggior parte
dei casi scadute.
A molti hanno già portato
brutte sorprese: rincari fino
al 45%. Colpa della riforma
tariffaria imposta all'inizio
dell'anno a 29,4 milioni di utenti.
I servizi di rete e gli oneri,
cioè i costi di distribuzione,
trasmissione e manutenzione,
e i vari contributi a
pioggia che sostengono il sistema,
sono diventati una cifra
fissa da sborsare ogni bimestre.
Mentre prima venivano
conteggiati in modo
progressivo, e più o meno corrispondevano
al 44% della
bolletta per tutti, ora invece
pesano di più per chi usa meno
energia e di meno per chi
ne usa di più. In sostanza tutti
i residenti che consumano fino
a 2700 kwh all'anno, circa
20 milioni di utenti, ci stanno
rimettendo.
MA LE BRUTTE sorprese non
finiscono qui. L'ultima la sta
preparando il Parlamento e si
chiama "servizio di salvaguardia".
Così come è stata scritta
nella legge annuale sul mercato
e la concorrenza, però, sembra
salvaguardare solo gli interessi
dei gestori di energia elettrica.
La norma, come abbiamo
raccontato nei mesi
scorsi, cancellerà dal primo
gennaio 2018 il servizio a maggior
tutela del mercato elettrico:
quello offerto a 20 milioni
di clienti domestici e 4 milioni
di piccole e medie imprese
che non vogliono rivolgersi a
un fornitore sul libero mercato.
Questi utenti attualmente
sono serviti dal gestore che
nella zona in cui abitano o lavorano
è proprietario della rete:
Acea a Roma, A2A a Milano
ed Enel nella maggior parte
delle altre città italiane. Il costo
dell'elettricità che consumano,
però, non viene deciso
dalle aziende di cui sono
clienti, bensì dall'Autorità per
l'energia elettrica, il gas e i servizi
idrici. L'Autority ogni tre
mesi modifica le tariffe in base
a quanto è stata pagata la materia
prima all'ingrosso
dal l’Acquirente Unico, che
l'ha acquistata in grandi stock
per tutti i clienti in regime di
tutela. Questo sistema fino a
oggi ha avuto il merito di calmierare
i prezzi. Non è un caso
che le stime dell'Aeegsi, a dire
il vero abbastanza datate perché
relative al biennio
2012-2013, rivelino un prezzo
dell'energia per i clienti del
mercato tutelato più basso del
15-20%.
Ma cosa accadrà nel 2018 ai
milioni di utenti che per risparmiare
fino all'ultimo saranno
rimasti nel regime tutelato?
Chi se li accaparrerà?
Difficile pensare che Enel,
nell'85% dei casi loro gestore,
se li farà soffiare tanto facilmente.
Il testo del ddl concorren -
za, così come è stato modificato
dalla Commissione industria
del Senato la scorsa settimana,
stabilisce che chi allo
scadere dell'ora x non avrà
scelto da solo un fornitore di

elettricità sul libero mercato

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