. E la situazione è destinata a
peggiorare ancora
Liberalizzazioni
di facciata
45%
L’ultimo
regalo lo sta preparando il Parlamento
e
si chiama "servizio di salvaguardia". Una legge
che
garantisce solo gli interessi dei gestori
I
consumatori
“Inaccettabile
che la
liberalizzazione
serva
a
prelevare soldi dalle
tasche
dei cittadini
INUMERI
29,4
I
milioni di utenti italiani che
hanno
trovato la sorpresa nelle
bollette
appena arrivate e, in
molti
casi, anche già scadute
20
I
milioni di clienti domestici
(più
4 milioni di imprese) che
non
vogliono rivolgersi a un
fornitore
sul libero mercato
3
La
frequenza mensile con la
quale
l’Autority ogni tre mesi
modifica
le tariffe in base a
quanto
è stata pagata la
materia
prima all'ingrosso
BARBARA
CATALDI Le
prime bollette elettriche
del
2016
sono
già arrivate e
nella
maggior parte
dei
casi scadute.
A
molti hanno già portato
brutte
sorprese: rincari fino
al
45%. Colpa della riforma
tariffaria
imposta all'inizio
dell'anno
a 29,4 milioni di utenti.
I
servizi di rete e gli oneri,
cioè
i costi di distribuzione,
trasmissione
e manutenzione,
e
i vari contributi a
pioggia
che sostengono il sistema,
sono
diventati una cifra
fissa
da sborsare ogni bimestre.
Mentre
prima venivano
conteggiati
in modo
progressivo,
e più o meno corrispondevano
al
44% della
bolletta
per tutti, ora invece
pesano
di più per chi usa meno
energia
e di meno per chi
ne
usa di più. In sostanza tutti
i
residenti che consumano fino
a
2700 kwh all'anno, circa
20
milioni di utenti, ci stanno
rimettendo.
MA
LE BRUTTE sorprese
non
finiscono
qui. L'ultima la sta
preparando
il Parlamento e si
chiama
"servizio di salvaguardia".
Così
come è stata scritta
nella
legge annuale sul mercato
e
la concorrenza, però, sembra
salvaguardare
solo gli interessi
dei
gestori di energia elettrica.
La
norma, come abbiamo
raccontato
nei mesi
scorsi,
cancellerà dal primo
gennaio
2018 il servizio a maggior
tutela
del mercato elettrico:
quello
offerto a 20 milioni
di
clienti domestici e 4 milioni
di
piccole e medie imprese
che
non vogliono rivolgersi a
un
fornitore sul libero mercato.
Questi
utenti attualmente
sono
serviti dal gestore che
nella
zona in cui abitano o lavorano
è
proprietario della rete:
Acea
a Roma, A2A a Milano
ed
Enel nella maggior parte
delle
altre città italiane. Il costo
dell'elettricità
che consumano,
però,
non viene deciso
dalle
aziende di cui sono
clienti,
bensì dall'Autorità per
l'energia
elettrica, il gas e i servizi
idrici.
L'Autority ogni tre
mesi
modifica le tariffe in base
a
quanto è stata pagata la materia
prima
all'ingrosso
dal
l’Acquirente Unico, che
l'ha
acquistata in grandi stock
per
tutti i clienti in regime di
tutela.
Questo sistema fino a
oggi
ha avuto il merito di calmierare
i
prezzi. Non è un caso
che
le stime dell'Aeegsi, a dire
il
vero abbastanza datate perché
relative
al biennio
2012-2013,
rivelino un prezzo
dell'energia
per i clienti del
mercato
tutelato più basso del
15-20%.
Ma
cosa accadrà nel 2018 ai
milioni
di utenti che per risparmiare
fino
all'ultimo saranno
rimasti
nel regime tutelato?
Chi
se li accaparrerà?
Difficile
pensare che Enel,
nell'85%
dei casi loro gestore,
se
li farà soffiare tanto facilmente.
Il
testo del ddl concorren -
za,
così come è stato modificato
dalla
Commissione industria
del
Senato la scorsa settimana,
stabilisce
che chi allo
scadere
dell'ora x non avrà
scelto
da solo un fornitore di
elettricità
sul libero mercato

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