Questa responsabilità di fronte ad una terra
che è di Dio, implica che l’essere umano, dotato
di intelligenza, rispetti le leggi della natura
e i delicati equilibri tra gli esseri di questo mondo,
perché « al suo comando sono stati creati. Li
ha resi stabili nei secoli per sempre; ha fissato
un decreto che non passerà » (Sal 148,5b-6). Ne
consegue il fatto che la legislazione biblica si soffermi
a proporre all’essere umano diverse norme,
non solo in relazione agli altri esseri umani,
ma anche in relazione agli altri esseri viventi: « Se
vedi l’asino di tuo fratello o il suo bue caduto
lungo la strada, non fingerai di non averli scorti
[...]. Quando, cammin facendo, troverai sopra un
albero o per terra un nido d’uccelli con uccellini
o uova e la madre che sta covando gli uccellini o
le uova, non prenderai la madre che è con i figli»
(Dt 22,4.6). In questa linea, il riposo del settimo
giorno non è proposto solo per l’essere umano,
ma anche « perché possano godere quiete il tuo
bue e il tuo asino » (Es 23,12). Così ci rendiamo
conto che la Bibbia non dà adito ad un antropocentrismo
dispotico che non si interessi delle
altre creature. http://www.qualenergia.it/sites/default/files/articolo-doc/laudato_si.pdf
lunedì 15 giugno 2015
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