Quattro anni fa nuovamente gli italiani si esprimono contro il nucleare (così come contro la privatizzazione dell'acqua, la speculazione sulla bolletta dell'acqua e sul legittimo impedimento) con il 54,79% percentuale di votanti sugli aventi diritto e il 94,05% di votanti contro il nucleare.
In merito all'ubicazione del sito unico nazionale come deposito delle scorie nucleari già da martedì 16 saranno ufficializzati i siti probabili, tra i quali rientra ovviamente Borgo Sabotino.
Ma è uno dei temi dei quali governo e partiti di maggioranza non vogliono parlare per vari motivi.
In questi mesi perfino il ministro per l'ambiente (sic!) Galletti ha più volte espresso perplessità sulle modalità di scelta del sito nucleare.
Nuovamente il 13 giugno (ieri) il governo è tornato a chiedere trasparenza e dialogo (http://www.ansa.it/web/ notizie/canali/ energiaeambiente/nucleare/ 2015/06/12/deposito-nucleare- lo-stato-vuole-dialogo-e- trasparenza_694af6c8-897c- 426f-9726-f7889f49c3ed.html).
Motivi per i quali preoccuparci considerata la debolezza della politica locale da decenni serva delle decisioni di Roma pur di strappare una nomina, una candidatura, un incarico.
La questione è tornata più volte anche sul trasporto pubblico (una decina di treni soppressi negli ultimi 10 anni anzichè aumentarli per abbandonare il devastante corridoio tirrenico) e sulla questione rifiuti dimostrando tutta l'inconsistenza della politica locale che spesso addirittura favorisce impianti e servitù sul territorio pontino.
Cosa succederà martedì, Borgo Sabotino (e l'intero comune di Latina e limitrofi che potrebbero essere coinvolti in caso di incidente da Sabaudia, Pontinia, Sezze, Sermoneta, Cisterna, Aprilia, Anzio e Nettuno) devo iniziare a temere?
Terzo quesito
- Colore scheda: grigio
- Titolo: Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare
- Descrizione: Il quesito propone l’abrogazione delle nuove norme che consentono, sia pure all’esito di ulteriori evidenze scientifiche sui profili relativi alla sicurezza nucleare e tenendo conto dello sviluppo tecnologico in tale settore, di adottare una strategia energetica nazionale che non escluda espressamente la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare[1].
Referendum popolare 12-13 giugno 2011
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