domenica 15 febbraio 2015

Latina e urbanistica L’intervento del presidente del consiglio comunale Nicola Calandrini «Niente centrali biogas senza progetti idonei»

VERSO LA SOLUZIONE LA MATERIA È STATA DISCUSSA ANCHE IN COMMISSIONE URBANISTICA ALLA PRESENZA DEI COMITATI DI CITTADINI
DI JACOPO PERUZZO Un giudizio tutt’altro che positivo riguarda la costruzione della centrale di biogas a Latina scalo. Queste le considerazioni del presidente del Consiglio Comunale, Nicola Calandrini, che già questa estate aveva espresso un dissenso tutt’altro che nascosto nei confronti del progetto presentato dal Comune. «Ho chiaramente dichiarato la mia avversità, non perché contrario a prescindere verso questo tipo di impianti - ha dichiarato Calandrini - ma perché ben consapevole di come una struttura di quel tipo avrebbe ulteriormente aggravato le criticità già insistenti sul quella porzione di territorio, creando un pericoloso contrasto con il rischio, neppure tanto remoto, di produrre nel tempo ricadute forse neppure considerate al momento della valutazione preliminare. Un progetto che in mancanza di indirizzi programmatici per lo sviluppo del territorio avrebbe potuto incidere negativamente non solo sulla vivibilità dei cittadini, ma avere anche pericolose ricadute socio-economiche. Ritengo che sia indispensabile che a guidare questi processi programmatici debba essere l’ente comunale e non altri tipi di autorità che impongano questo tipo di servitù». Il pensiero del presidente, di fatto, si lega alla realtà di Borgo Montello, un «fazzoletto» di terra dove, come lui stesso cita, «residenti ed amministrazione comunale devono subire i provvedimenti regionali di ampliamento della discarica con tutto quello che ne consegue. Ora è più che mai indispensabile che il nostro comune si doti di una idonea regolamentazione per la fattibilità di impianti di energia alternativa ed su questo non farò certo mancare il mio apporto». Insomma, per parafrasare il pensiero di Calandrini, il progetto ha una sua taratura, ma l’idea che prevale è una: questo tipo di impianti devono essere inseriti sul territorio con adeguate misure di salvaguardia al fine di garantire l’incolumità dei cittadini, rispettare le vocazioni economiche della zona ed offrire ricadute occupazionali ed economiche per il comune che le ospita. «Questo non è affatto il caso previsto dal progetto di Latina Scalo, come abbiamo fatto rilevare in varie sedi, non ultima quella regionale - conclude Calandrini - possiamo oggi dire che le nostre azioni, e le criticità da noi evidenziate, hanno trovato ascolto presso la Regione Lazio determinando un arresto dell’iter approvativo dell’impianto». Intanto il discorso è stato aperto anche in Commissione Urbanistica al fine di giungere all'approvazione del regolamento in materia di produzione di energia in zona agricola. Proprio ieri, durante la discussione sul regolamento per le centrali a Biogas, le attenzioni si sono focalizzate sul documento redatto dal Servizio Edilizia Pubblica e Privata in recepimento della Delibera di Giunta Comunale 499-2014 del 29 settembre scorso. Attraverso questo documento l’amministrazione intende adottare misure di salvaguardia per l'ambiente e per la salute dei cittadini. A comunicarlo è il Comitato No Biogas, che inoltre, in seguito alla volontà della commissione di approvare il documento nella prossima previa valutazione delle indicazioni e delle proposte-suggerimenti dei cittadini, ha messo a disposizione i propri rappresentanti per fornire indicazioni. IL QUOTIDIANO - Sabato 14 Febbraio 2015 4 Latina

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