MARIA
GRAZIA POMPA
DALLO
STAFF
DI
FEGATELLI
ALLA
VICEDIREZIONE
QUANDO
IL
COMMISSARIO
ERA
ANCHE AVVOCATO
DI
CERRONI
DI
GRAZIELLA DI
MAMBRO
Torna
prepotentemente alla
ribalta
il ruolo di Arpa
Lazio,
l’agenzia chiamata
a
decidere sugli impianti di tmb,
sull’ampliamento
di quelli esistenti,
sulla
vita della Sep, sul
nuovo
valorizzatore di rifiuti
speciali
di Sermoneta; la stessa
che
non ha mai reso pubblici i
dati
sull’inquinamento di Borgo
Montello,
che non ha attivato il
laboratorio
interno alla centrale
di
Sabotino, che non ha uno
sportello
ambientale. Chi ha gestito
e
chi gestisce questo organismo?
Ci
si può fidare? E’ la
domanda
che si pongono i cittadini
di
Montello, ma anche quel-
li
che abitano nei pressi della
Sep
di Pontinia o della Kyklos di
Aprilia.
L’avvocato che ha guidato
l’Arpa
nella qualità di commissario
fino
ad agosto scorso,
Corrado
Carruba, si era trovato
in
un passato recente in conflitto
d’interesse
perché da un lato era
il
massimo responsabile della
società
che controlla l’impatto
del
ciclo rifiuti nel Lazio,
dall’altro
faceva parte di uno
studio
legale che lavorava (anche)
per
il re dei rifiuti, in specie
per
due società di Manlio Cerroni.
Fu
designato da Piero Marrazzo
quando
era governatore, è
rimasto
in carica con la Polverini
e
in parte con Zingaretti. Da
due
mesi sono stati nominati i
nuovi
vertici dell’Agenzia Arpa.
E’
interessante guardare chi sono
i
vicedirettori: Maria Grazia
Pompa
e Sergio Marchi. La prima
è
uno degli undici dirigenti
sospesi
perché risultati assunti
senza
titolo; la Pompa stava nello
staff
di Raniero De Felippis al
Settore
Ambiente della Regione
Lazio,
insieme a Luca Fegatelli.
Sia
De Filippis che Fegatelli
sono
indagati nel processo per i
favori
dell’ente al gruppo Cerroni.
Adesso
l’Arpa Lazio è tra gli
organismi
che stanno valutando
le
aia e le autorizzazioni per gli
impianti
di Montello e uno di
questi
è (anche) del gruppo Cerroni.
L’altro
vicedirettore è Sergio
Marchi,
uomo della destra,
assessore
ai trasporti della giunta
Alemanno
fino a quando è
scoppiato
(nel 2011) lo scandalo
delle
assunzioni di amici e parenti
in
Atac, la società del trasporto
pubblico
nella capitale.
Né
la Pompa né Marchi sono
indagati
nelle inchieste che li
hanno
sfiorati. Ma il punto è che
è
difficile credere che con questo
vertice
l’Arpa possa effettivamente
controllare
tutto il processo
di
riorganizzazione e potenziamento
dell’impiantistica
in
provincia
di Latina. In fondo
non
lo ha fatto fino ad oggi con
vertici
che si possono definire
perlomeno
contigui a quelli attuali.
Basterebbe,
per tutto, ricordare
che
la sezione di Latina
dell’Arpa
non si era accorta che
c’erano
problemi di inquinamento
anche
fuori dal perimetro
entro
il quale era stata considerata
ultimata
la bonifica a Borgo
Montello,
mentre in meno di un
anno
di riscontri se ne è accorto
agevolmente
il perito del Tribunale
di
Latina nominato
nell
’ambito del processo a
Ecoambiente
(gruppo Cerroni).
Il
fatto che in quello stesso periodo
l’Agenzia
avesse un commissario
che
era anche stato
l’avvocato
di due società di Cerroni
non
può essere sottaciuto,
neppure
adesso che sembra Arpa
passata.
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IL
QUOTIDIANO - Venerdì 16 Gennaio 2015
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Latina

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