venerdì 16 gennaio 2015

I «nodi» irrisolti dell’Arpa, controllore amico dei controllati L’Agenzia regionale sta per decidere su tutti gli impianti: Sep, Kyklos, discarica di Borgo Montello

MARIA GRAZIA POMPA
DALLO STAFF
DI FEGATELLI
ALLA VICEDIREZIONE
QUANDO
IL COMMISSARIO
ERA ANCHE AVVOCATO
DI CERRONI
DI GRAZIELLA DI MAMBRO
Torna prepotentemente alla
ribalta il ruolo di Arpa
Lazio, l’agenzia chiamata
a decidere sugli impianti di tmb,
sull’ampliamento di quelli esistenti,
sulla vita della Sep, sul
nuovo valorizzatore di rifiuti
speciali di Sermoneta; la stessa
che non ha mai reso pubblici i
dati sull’inquinamento di Borgo
Montello, che non ha attivato il
laboratorio interno alla centrale
di Sabotino, che non ha uno
sportello ambientale. Chi ha gestito
e chi gestisce questo organismo?
Ci si può fidare? E’ la
domanda che si pongono i cittadini
di Montello, ma anche quel-
li che abitano nei pressi della
Sep di Pontinia o della Kyklos di
Aprilia. L’avvocato che ha guidato
l’Arpa nella qualità di commissario
fino ad agosto scorso,
Corrado Carruba, si era trovato
in un passato recente in conflitto
d’interesse perché da un lato era
il massimo responsabile della
società che controlla l’impatto
del ciclo rifiuti nel Lazio,
dall’altro faceva parte di uno
studio legale che lavorava (anche)
per il re dei rifiuti, in specie
per due società di Manlio Cerroni.
Fu designato da Piero Marrazzo
quando era governatore, è
rimasto in carica con la Polverini
e in parte con Zingaretti. Da
due mesi sono stati nominati i
nuovi vertici dell’Agenzia Arpa.
E’ interessante guardare chi sono
i vicedirettori: Maria Grazia
Pompa e Sergio Marchi. La prima
è uno degli undici dirigenti
sospesi perché risultati assunti
senza titolo; la Pompa stava nello
staff di Raniero De Felippis al
Settore Ambiente della Regione
Lazio, insieme a Luca Fegatelli.
Sia De Filippis che Fegatelli
sono indagati nel processo per i
favori dell’ente al gruppo Cerroni.
Adesso l’Arpa Lazio è tra gli
organismi che stanno valutando
le aia e le autorizzazioni per gli
impianti di Montello e uno di
questi è (anche) del gruppo Cerroni.
L’altro vicedirettore è Sergio
Marchi, uomo della destra,
assessore ai trasporti della giunta
Alemanno fino a quando è
scoppiato (nel 2011) lo scandalo
delle assunzioni di amici e parenti
in Atac, la società del trasporto
pubblico nella capitale.
Né la Pompa né Marchi sono
indagati nelle inchieste che li
hanno sfiorati. Ma il punto è che
è difficile credere che con questo
vertice l’Arpa possa effettivamente
controllare tutto il processo
di riorganizzazione e potenziamento
dell’impiantistica in
provincia di Latina. In fondo
non lo ha fatto fino ad oggi con
vertici che si possono definire
perlomeno contigui a quelli attuali.
Basterebbe, per tutto, ricordare
che la sezione di Latina
dell’Arpa non si era accorta che
c’erano problemi di inquinamento
anche fuori dal perimetro
entro il quale era stata considerata
ultimata la bonifica a Borgo
Montello, mentre in meno di un
anno di riscontri se ne è accorto
agevolmente il perito del Tribunale
di Latina nominato
nell ’ambito del processo a
Ecoambiente (gruppo Cerroni).
Il fatto che in quello stesso periodo
l’Agenzia avesse un commissario
che era anche stato
l’avvocato di due società di Cerroni
non può essere sottaciuto,
neppure adesso che sembra Arpa
passata.
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IL QUOTIDIANO - Venerdì 16 Gennaio 2015
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