domenica 9 novembre 2014

inquinamento discarica Borgo Montello La Pisana conferma i controlli rispondendo ai cittadini Rifiuti, la Asl chiede lumi alla Regione

Non divulgata la relazione del 30 ottobre
L’AMMISSIONE
«LA AZIENDA LOCALE
HA PROVVEDUTO,
PER GLI ASPETTI
DI COMPETENZA,
A PRODURRE
OSSERVAZIONI
E PRESCRIZIONI»
Adesso, sullo scandalo scoppiato
per le discariche di Borgo Montello,
la palla passa alla Regione
Lazio. 
Aggiungi didascalia
Già, perché proprio in queste ore,
dall’Ufficio Relazioni con il Pubblico
dell’ente della Pisana, è pervenuta una
comunicazione ufficiale - richiesta dai
diversi Comitati cittadini della zona -
dove si legge che in data 30 ottobre 2014
la Asl di Latina aveva prodotto una sua
relazione sulla situazione degli impianti
che però dalla Regione non è mai stata
resa pubblica né trasmessa ai cittadini
interessati. «Con riferimento al sollecito
in oggetto - recita la nota della Regione
ai cittadini a firma della dottoressa Amalia
Vitagliano, dirigente Area sanità pubblica,
promozione della salute, sicurezza
alimentare e screening - si è provveduto
a contattare la Azienda Usl di Latina che
in data 30 ottobre ha trasmesso una
relazione alla scrivente (la Regione, ndr)
riguardo le problematiche concernenti la
discarica di Borgo Montello, nella quale
si comunica che la Asl ha provveduto per
gli aspetti di competenza, relativi alla
tutela e alla salvaguardia della salute
pubblica, esprimendo pareri e partecipando
alle conferenze di Servizio indette
dagli enti procedenti per i vari procedimenti
che hanno interessato la discarica
e ha prodotto osservazioni-prescrizioni.
Pertanto - conclude la nota - si ritiene che
il ticket debba essere trasmesso per competenza
agli enti procedenti. In particolare,
nella Regione Lazio, alle direzioni
regionali competenti in materia di ambiente
e rifiuti». La Asl, dunque, aveva
provveduto ai controlli di sua competenza
e adesso spetterà alla Regione spiegare
perché la documentazione della stessa
Asl non sia stata ancora resa pubblica.
Come è noto gli accertamenti complessivamente
avviati sulle discariche di Borgo
Montello sono nati da più esposti dei
cittadini della zona che da un anno e
mezzo chiedevano controlli più stringenti
ed efficaci a causa dei fortissimi miasmi
promanati dai siti in coltivazione. Le
analisi di Arpa, Asl e polizia provinciale
sono partite in netto ritardo e la loro
divulgazione pubblica è stata ancora più
lenta, ma alla fine, anche considerate le
proteste civiche, è stata la Procura di
Latina ad intervenire per cercare di risalire
alle cause. Buona parte delle quali
erano comunque state accertate già la
scorsa primavera da Arpa Lazio che
aveva rilevato il malfunzionamento del
processo e delle strutture utilizzate per lo
stoccaggio e il trattamento del materiale
proveniente dagli impianti di trattamento
meccanico biologico, l’unico che ora può
entrare nelle discariche. Nel caso di Indeco
la Procura ha contestato, anche sulle
base delle intercettazioni telefoniche,
che il processo di stoccaggio produceva
cattivi odori perché si era scelto di risparmiare
sulla tipologia di trattamento necessario
per tamponare, appunto, i miasmi.
L’attività di protesta dei residenti
riuniti in comitato e in attesa di un
risarcimento, almeno morale, da queste
inchieste, ha prodotto in seconda battuta
l’accertamento finanziario sui bilanci e il
movimento di denaro di Indeco e da cui
è emerso che non c’è stato accantonamento
dei fondi destinati alla tenuta della
discarica quando sarà esaurita l’a t t iv i t à
corrente per i successivi 30 anni.
IL QUOTIDIANO - Domenica 9 Novembre 2014

4 Latina

Nessun commento: