domenica 9 novembre 2014

“Il Tav opera inutile e costosa” UN REPORT ALLA COMMISSIONE TRASPORTI DEL PARLAMENTO UE: “PARAMETRI DISCUTIBILI”

di Andrea Giambartolomei
Torino
Ancora dubbi sulla Torino-Lione: poca
trasparenza e valutazioni non indipendenti.
Questa volta a esprimerli sono tre
istituti di ricerca che - per conto della commissione
Trasporti del Parlamento europeo
- hanno analizzato i collegamenti tra le
principali città europee. Il rapporto provvisorio
Update on investiments on large
Ten-T projects”per la prima volta prende in
considerazione pure la connessione Tav tra
Italia e Francia. “Oggi potrebbero ancora
esistere ragionevoli dubbi sul fatto che il
progetto sarà effettivamente costruito”, si
legge nell’allegato alla relazione ottenuta
dagli eurodeputati martedì scorso.
Durante i primi 15 anni la mancanza di
partecipazione pubblica e la mancanza di
trasparenza delle analisi sono state importanti
ostacoli alla realizzazione del progetto”,
si legge ancora. Solo dal 2006 queste
condizioni sono state modificate portando
a un “approccio ragionevole”, quello per fasi,
che dovrà tenere conto degli incerti sviluppi
futuri: “Sebbene il progetto sia stato
rivisitato e sia stato sviluppato con uno sviluppo
a fasi, restano dubbi se nel contesto
attuale possa portare a dei benefici e raggiungere
i suoi obiettivi”.
A PROPOSITO della mancanza di trasparenza,
a lungo sono state occultate le analisi
costi-benefici e l’unica nota è quella fatta nel
2011 nella quale “alcuni dei parametri di valutazione
e le previsioni del traffico sono stati
messi in discussione” perché sono stati
sviluppati dai promotori dell’opera e quindi
non sono indipendenti. Inoltre vengono sovrastimati
alcuni benefici, come le previsioni
di traffico, la riduzione degli incidenti
stradali o i valori monetari del risparmio di
Co2, questi ultimi ritenuti “estremamente
alti”. Dal punto di vista ecologico “non ci
sono dubbi che la costruzione del tunnel di
base affronterà dei rischi ambientali”
(amianto, uranio e rischi idrogeologici), ma
manca una valutazione di impatto ambientale
di tutta l’opera e quella per alcune parti
italiane.
Per quanto riguarda la partecipazione popolare,
nel rapporto si sottolinea come in
Italia per molti anni non siano state coinvolte
le amministrazioni locali. La situazione
è cambiata nel 2006 con l’Osservatorio
del governo guidato da Mario Virano, dove
però non c’erano rappresentanti del movimento
No Tav. Per questo gli esperti suggeriscono
la realizzazione di un referendum.
Ovviamente i pareri espressi nei documenti
non rappresentano necessariamente l’opi -
nione del Parlamento europeo”, ma sono
stati presi in considerazione dagli eurodeputati
della commissione trasporti, come
fatto dalla deputata francese dei Verdi Karima
Delli che si chiede “come la Commissione
europea, in un periodo di drastiche restrizioni,
possa sostenere un progetto così
costoso che obbligherà Francia e Italia e aumentare
il loro deficit già oltre i limiti?”.

il FattoQuotidiano MAL COMUNE... DOMENICA 9 NOVEMBRE 2 01 4

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